Gli italiani hanno pochi soldi per curarsi

16 giugno 2010
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Gli italiani hanno pochi soldi per curarsi



Il difficile momento economico che sta vivendo il Paese ha inevitabili ripercussioni negative anche nel campo della salute. E' questo il dato più allarmante emerso da un'indagine Censis presentata a margine del ventunesimo congresso nazionale dell'Annao-Assomed, il principale sindacato italiano della dirigenza medica, svoltosi a Silvi Marina (Teramo). Nel 2009, per esempio, la spesa per le cure sanitarie ha subito un incremento medio del 39 per cento, con punte che hanno superato il 52 per cento nelle famiglie a basso reddito. Non tutti, però, sono stati in grado di sostenere il costo di visite ed esami: il 18,2 per cento degli italiani ha dovuto giocoforza fare a meno delle prestazioni sanitarie e la percentuale ha sfiorato il 40 per cento tra chi versava in condizioni economiche precarie. Drammaticamente, la rinuncia più frequente è quella relativa alle medicine: un italiano su cinque non entra in farmacia, e questo numero raddoppia nei meno abbienti. C'è poi l'annoso problema dei tempi di attesa per le visite specialistiche: la metà degli italiani si è ormai rassegnato ad aspettare a lungo prima di essere sottoposto a un consulto medico. «Il quadro che emerge è preoccupante, in particolare nei confronti delle classi sociali più deboli», commenta Ketty Vaccaro, responsabile Welfare e Salute del Censis. «Le famiglie con un reddito economico basso considerano l'accesso al servizio sanitario pubblico troppo oneroso, e anche il pagamento del semplice ticket può rappresentare a volte un serio problema».


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