Insostituibile latte materno

06 ottobre 2010
Focus

Insostituibile latte materno



È stata inaugurata il 1 ottobre e si concluderà il 7 la settimana mondiale dell'allattamento materno, promossa a livello internazionale dalla World alliance for breastfeeding action (Waba) e nel nostro paese dal Movimento per l'allattamento materno italiano (Mami). L'edizione 2010, che ha coinvolto più di 170 paesi, punta a incoraggiare la realizzazione dei dieci punti fissati da Unicef e Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la promozione dell'allattamento al seno attraverso le strutture sanitarie.

Gli sforzi compiuti in tal senso da autorità sanitarie e organizzazioni no profit sono ampiamente giustificati: il latte materno, infatti, rappresenta il miglior alimento per i neonati, perché fornisce tutti i nutrienti di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita, come per esempio alcuni acidi grassi polinsaturi, proteine, ferro assimilabile. Inoltre, contiene sostanze bioattive e immunologiche che non si trovano nei sostituti artificiali e che invece sono fondamentali sia per proteggere il bambino da eventuali infezioni batteriche e virali, sia per favorire lo sviluppo intestinale. È per questo che, secondo le indicazioni dell'Oms, dell'Unicef e dell'Unione europea, tutti i bambini dovrebbero essere esclusivamente allattati al seno per i primi sei mesi di vita (26 settimane), per poi continuare fino ai due anni e oltre se bambino e mamma gradiscono. La preferenza per l'allattamento con le farine lattee ha avuto effetti drammatici sulla salute infantile; è una considerazione che riguarda soprattutto i paesi in via di sviluppo, dove si lamenta scarsa disponibilità di acqua potabile, ma vale anche per la parte più avanzata del pianeta. Significativa al riguardo l'indagine condotta qualche anno fa in Italia dall'Istituto superiore di sanità sul percorso della nascita: oltre il 25% delle donne intervistate ha dichiarato di aver incontrato problemi nell'allattamento e nella gestione del neonato una volta tornate a casa. La maggior parte delle mamme, inoltre, ha affermato di non aver avuto alcun sostegno nell'allattamento a casa; il 23% circa è stata aiutata dal proprio partner, il 18% circa da amici e parenti e il 13% dalla rete dei servizi sanitari.

Di qui il programma in dieci punti di Oms e Unicef per la promozione dell'allattamento materno negli ospedali di cui si diceva in apertura. E soprattutto il documento con i "sette passi" per costruire la Comunità amica dei bambini, un manifesto rivolto alle aziende sanitarie e ospedaliere così come alle amministrazioni locali:

  1. Definire una politica e diffondere una politica per l'allattamento al seno.
  2. Formare tutto il personale per attuare tale politica.
  3. Informare tutte le donne in gravidanza e le loro famiglie sui benefici e sulla pratica dell'allattamento al seno.
  4. Sostenere le madri e proteggere l'avvio e il mantenimento dell'allattamento al seno.
  5. Promuovere l'allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi compiuti, l'introduzione di adeguati alimenti complementari oltre i 6 mesi e l'allattamento al seno prolungato.
  6. Creare ambienti accoglienti per favorire la pratica dell'allattamento al seno.
  7. Promuovere la collaborazione tra il personale sanitario, i gruppi di sostegno e la comunità locale.


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