Tac spirale batte il tumore polmonare

03 dicembre 2010
Interviste

Tac spirale batte il tumore polmonare



di Simona Zazzetta

Proporre la Tac spirale ai forti fumatori potrebbe ridurre fino al 50% la mortalità per tumore al polmone in questa popolazione ad alto rischio. Sono questi i risultati dello studio Cosmos, condotto presso l'Istituto oncologico europeo, annunciati da Umberto Veronesi, direttore scientifico dello Ieo, insieme ai suoi collaboratori. Gli autori hanno esaminato annualmente tutti i soggetti arruolati, in totale 6200 forti fumatori, con Tac spirale a basso dosaggio. Sono state eseguite 40 mila valutazioni e sono state poste 297 diagnosi di carcinoma polmonare, nel 75% dei casi allo stadio iniziale. L'80% dei pazienti con diagnosi è operabile con un intervento conservativo (lobectomia) e con una percentuale di sopravvivenza del 70% dopo 5-10 anni di controlli. «Noi crediamo che tutte le persone che fumano e che hanno più di 50 anni debbano fare questo esame», ha dichiarato Veronesi. Dica33 ha chiesto un parere a Marco Venturini, presidente eletto dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

Dottor Venturini, che cosa ne pensa dei risultati presentati dal professor Veronesi?
Come parte della comunità scientifica sono in attesa, come accade quando si conclude una ricerca, della pubblicazione dei risultati dello studio Cosmos per poter valutare in modo scientificamente corretto i dati riportati da Umberto Veronesi e aprire così la discussione. Gli studi finora condotti utilizzando la tac spirale come metodo di diagnosi precoce per ridurre la mortalità da tumore polmonare, sono falliti, a parte quello condotto negli Stati Uniti tra il 2002 e il 2004 su un campione di 53mila persone tra i 55 e i 74 anni, considerata ad altissimo rischio perché fumavano almeno un pacchetto di sigarette al giorno da 30 anni. In quel caso e per la prima volta, i ricercatori hanno ottenuto una riduzione del 20% della mortalità. Nello studio si parla di una riduzione fino al 50% della mortalità, ma attualmente non si può verificare il dato.

Secondo lei è fattibile uno screening sulla popolazione a rischio elevato?
Innanzitutto, bisognerà definire qual è la popolazione ad alto rischio. I ricercatori dello Ieo definiscono ad alto rischio i forti fumatori indicati come coloro che consumano un pacchetto di sigarette al giorno da 20 anni, e non 30 anni come nello studio americano, ma al momento non conosciamo la fascia di età in cui lo screening andrebbe fatto. Negli Usa, i ricercatori americani hanno invitato alla cautela perchè era la prima volta che si otteneva un risultato di questo genere e che a parer loro è prematuro pensare a un'applicazione pratica nella popolazione a rischio. Inoltre, è importante non distogliere l'attenzione dalla vera prevenzione primaria del tumore al polmone che è la lotta al fumo.

Ci sono rischi per chi si sottopone alla Tac spirale?
Si tratta di una Tac spirale a basso dosaggio e considerando che il test andrebbe proposto solo ai forti fumatori, il rapporto tra rischi e benefici è decisamente favorevole: in questa popolazione il gioco vale la candela. Una volta che si stabilisce qual è questa popolazione è chiaro che al di fuori di essa non è applicabile.


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