Gist: tumori rari ma ben curabili

01 luglio 2011
Interviste

Gist: tumori rari ma ben curabili



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I tumori stromali gastrointestinali (Gist) sono rari, quindi più difficili da diagnosticare, e non rispondono ai trattamenti chemioterapici. Però i pazienti guariscono grazie alla chirurgia e a un farmaco in uso da una decina d'anni, come spiega Paolo Casali oncologo responsabile della Ssd di Oncologia medica dei Tumori mesenchimali dell'adulto presso la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano.

Che cosa significa Gist?
Gist è l'acronimo (in inglese) di "tumori stromali gastrointestinali". Sono tumori del tessuto connettivo che interessano principalmente stomaco (50-70%) e piccolo intestino(20-30%), meno frequentemente esofago, colon e retto. Questi tumori, per la precisione appartenenti al gruppo dei sarcomi dei tessuti molli, sono diversi dai tumori più frequenti del tratto gastroenterico, che sono i carcinomi.

Di quanti casi stiamo parlando?
Ogni anno nel mondo vengono diagnosticati 1,5 nuovi casi di Gist ogni 100.000 persone: questo dato rappresenta l'incidenza del tumore che, in Italia, significa una diagnosi di circa 1.300 nuovi casi l'anno. Nonostante questi tumori possano colpire a qualsiasi età, l'età media di insorgenza è intorno ai 50 anni.

Quali sono i trattamenti a disposizione?
La terapia dei Gist è sostanzialmente chirurgica, e circa una metà dei pazienti guarisce in questo modo. Nell'altra metà dei casi, però, il tumore può recidivare, soprattutto determinando metastasi a livello del fegato e del peritoneo. In tutti i casi però è molto efficace un farmaco: imatinib, in uso ormai da un decennio e che continua a mostrare vantaggi per questi pazienti.

Come si somministra imatinib e quanto dura il trattamento?
Il farmaco è in compresse, che il paziente le può assumere direttamente a casa propria, tutti i giorni. Quando si interviene prima della chirurgia, per ridurre le dimensioni della massa da asportare, la terapia dura circa 6-9 mesi. Nel post-operatorio, invece, per quei casi che sono a rischio recidiva, il trattamento dura 3 anni.

Quali sono i principali effetti collaterali?
Gli effetti indesiderati sono, per fortuna, piuttosto limitati e non gravi, cosa che permette, appunto, di proseguire il trattamento quotidiano per molti mesi. Possono manifestarsi: edema periorbitario, gonfiore alle gambe, stanchezza diffusa, lieve diarrea. Disturbi non tali da dover interrompere il trattamento ma che, sul lungo periodo, potrebbero compromettere la compliance del paziente.

Elisabetta Lucchesini


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