Visita ginecologica ed ecografia per prevenire i tumori dell’utero e dell’ovaio

07 luglio 2014
Interviste

Visita ginecologica ed ecografia per prevenire i tumori dell'utero e dell'ovaio



ecografia; visita ginecologica


Secondo le nuove linee guida dell'American College of Physicians, pubblicate sulla rivista Annals of internal medicine, nelle donne senza disturbi, a rischio medio e non in gravidanza l'esame pelvico di routine, ovvero la valutazione clinica con ispezione e palpazione bi-manuale eseguita durante la visita ginecologica, non presenta benefici nell'ambito dello screening di patologie.

Dica33 ne ha parlato con Vito Trojano, presidente dell'Associazione ginecologi italiani (Aogoi), in passato direttore del Dipartimento di oncologia ginecologica dell'Istituto tumori di Bari.

Qual è il ruolo dell'esame clinico nell'ambito delle visite dal ginecologo?
«Tutti gli screening di per se stessi non possono prescindere da quello che è l'esame clinico, che rimane sempre fondamentale e dirimente nel momento in cui si vanno a integrare i vari esami sia di imaging (come l'ecografia) sia di tipo citologico (Pap test) o di altra natura. L'esame clinico deve dirimere e arrivare a una conclusione dello stato di salute della donna. Questo prima di tutto è fondamentale».

Quali sono le indicazioni per le donne rispetto allo screening nell'ambito dei tumori ginecologici?
«Lo screening ginecologico si divide in più screening. C'è lo screening per la mammella, che va effettuato con la visita ginecologica, la mammografia e l'ecografia mammaria. Invece, a livello dell'utero non è possibile limitarsi a uno screening esclusivamente ecografico.
Lo screening ecografico riguarda la valutazione della situazione ovarica, perché valuta le formazioni cistiche o solide e, con ecodoppler, anche la vascolarizzazione di queste formazioni. Dove lo screening ecografico pone dubbi i marcatori possono dare determinate interpretazioni, ma non rappresentano uno screening di certezza e si può arrivare a uno screening diretto, con una biopsia, con una mini-laparoscopia e un intervento chirurgico. Accanto alla situazione ovarica, l'ecografia è importante anche per lo screening dei tumori del corpo dell'utero, perché valuta lo spessore dell'endometrio e la sua vascolarizzazione, così come avviene anche per l'ovaio.
Infine, arrivando alla valutazione del collo dell'utero, in questo caso invece non c'è uno screening ecografico che abbia una validità, e si passa alla necessità dell'esame citologico, che è il Pap test. Infatti, è il Pap test che fornisce un'indicazione di una modificazione cellulare e nel caso indirizza a esami di secondo livello, che sono la biopsia o la colposcopia, o addirittura la conizzazione, cioè un piccolo intervento chirurgico, ma sempre per arrivare alla diagnosi, non terapia».

Qui in Italia cosa viene fatto? Cosa viene consigliato alla donna come prevenzione/diagnosi precoce per i tumori ginecologici?
«Per la donna in età fertile, lo screening di base è mammografia ed ecografia della mammella, ecografia per ovaio ed endometrio (corpo dell'utero), citologia a livello del collo dell'utero: questo di base, il tutto correlato con l'esame clinico. A questi poi, se ci sono dubbi, si possono aggiungere esami di secondo livello».

Quindi l'esame clinico, nei controlli ginecologici di routine, in donne sane, non va mai disgiunto dagli altri accertamenti da lei appena illustrati, e nello stesso tempo da solo senza gli altri accertamento non basta?
«L'esame clinico non deve mai essere bypassato da nessun esame diagnostico e citologico, ma non deve mai essere da solo perché l'esame clinico è un esame che è una conclusione di uno screening, nell'ambito di quanto appena illustrato. Non è possibile oggi fare solo l'esame bi-manuale e non fare l'esame ecografico, è assurdo, perché molte formazioni non sono percepibili con l'esame manuale, con la palpazione, ma si vedono, sia nella loro grandezza, sia nel loro contenuto, sia nella loro vascolarizzazione, solo a livello ecografico, quindi l'esame ecografico non può essere escluso dallo screening».

Ogni quanto vengono consigliati questi controlli dal ginecologo con esame clinico ed ecografia?
«Vengono consigliati annualmente. Nonostante tutta una serie di esami, una serie di bio-marcatori, di indagini di imaging o di citologia, l'esame clinico, la valutazione clinica del medico nei confronti di una determinata patologia o situazione di benessere rimane sempre fondamentale, e questo lo abbiamo sempre più volte osservato, nell'ambito di quelli che sono i controlli periodici. Ancora una volta, per la prevenzione, vi sono mammografia ed ecografia per la mammella, ecografia per ovaio e corpo dell'utero (endometrio) e citologia per il collo dell'utero. Tutto questo accompagnato dall'esame clinico».


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