Proteggere la pelle senza bloccare la vitamina D

16 febbraio 2016
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Proteggere la pelle senza bloccare la vitamina D



Proteggere la pelle senza bloccare la vitamina D


Protezione dagli Uv oppure esposizione al sole senza schermi per consentire all'organismo di costruire la vitamina D? Grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori del Boston medical center la domanda potrebbe rivelarsi superflua e si potranno utilizzare creme che garantiscono una buona protezione della pelle senza farle perdere la capacità di produrre la preziosa vitamina.

«La radiazione solare che arriva fino a noi sotto forma di raggi Uv può creare danni alla pelle che vanno da eritemi e scottature fino all'aumento del rischio di alcuni tumori» spiega dalle pagine della rivista Plos One Michael Holick professore di medicina, fisiologia e biofisica alla Boston University school of medicine ed endocrinologo al Boston medical center, precisando che le creme con un alto fattore di protezione solare (Spf) creano una barriera capace di schermare questi effetti dannosi della luce. «Tala barriera però impedisce all'organismo di sintetizzare la vitamina D, che si crea grazie alla luce del sole» aggiunge l'esperto che ricorda come solo una minima parte della vitamina D che serve all'organismo può essere introdotta con l'alimentazione.

In effetti una crema solare con fattore di protezione 30 applicata in modo corretto riesce a ridurre del 98 per cento la capacità della pelle di produrre vitamina D, una sostanza necessaria nell'infanzia per evitare il rachitismo e nel corso della vita per prevenire molti disturbi come debolezza muscolare, fratture, malattie autoimmuni, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e molti altri ancora.

Lavorando in laboratorio Holick e colleghi sono riusciti a modificare la composizione dei classici filtri solari mantenendone inalterata la capacità protettiva, ma liberando la pelle dalla barriera che non le permette di sintetizzare la vitamina D. «Dopo aver apportato i cambiamenti necessari nella composizione del filtro solare abbiamo valutato le sue proprietà» spiega il ricercatore, «per farlo abbiamo confrontato il nuovo prodotto - che mantiene un fattore di protezione 30 - con uno disponibile in commercio con lo stesso Spf». E i risultati dimostrano che Solar D - questo il nome scelto per il nuovo prodotto - permette in vitro di sintetizzare il 50 per cento di vitamina D in più rispetto al prodotto tradizionale.


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