Quanto zucchero nei cibi pronti!

29 marzo 2016
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Quanto zucchero nei cibi pronti!



Quanto zucchero nei cibi pronti!


Le calorie che derivano dallo zucchero dovrebbero rappresentare al massimo il 10 per cento delle calorie totali assunte nel corso della giornata, ma molti statunitensi superano di gran lunga questo limite. Colpa soprattutto dei cibi cosiddetti "ultra-lavorati" che, secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Bmj open, sono ormai parte integrante dell'alimentazione a stelle e strisce.

«Questi prodotti contengono oltre a sale, zucchero, olio e grassi in genere, anche sostanze artificiali non utilizzate normalmente quando si cucina come per esempio emulsionanti o aromi e altri additivi che servono per imitare il sapore del cibo "vero"» affermano gli autori della ricerca guidati da Euridice Martinez Steele, dell'Università di San Paolo, in Brasile, spiegando che tra i cibi ultra-lavorati rientrano per esempio gli snack confezionati dolci o salati, caramelle e dessert, zuppe istantanee.

«Di contro i cibi "lavorati" contengono sale, zucchero e altri ingredienti comuni anche alla cucina tradizionale» precisa l'autrice che assieme ai colleghi ha analizzato le abitudini alimentari di oltre 9mila statunitensi per determinare il contenuto medio di zuccheri aggiunti nella dieta e la proporzione di persone che superavano il già citato limite del 10 per cento delle calorie giornaliere date dagli zuccheri semplici. Dall'analisi emerge chiaramente che i cibi ultra-lavorati sono molto più ricchi in zuccheri rispetto agli altri (otto volte in più dei cibi lavorati) e la percentuale di calorie giornaliere data dagli zuccheri aumenta di pari passo con l'aumento del consumo di cibi ultra-lavorati.

«Tra i partecipanti che rientravano nel gruppo che consumava più cibi ultra-lavorati, l'82 per cento superava il limite del 10 per cento di zucchero» dice l'esperta ricordando che lo zucchero aggiunto non è presente solo nei dolci, ma anche in salsicce e carni confezionate, zuppe e piatti pronti, pizza e patatine fritte.

«E non dimentichiamo che le aziende spesso studiano i cibi a tavolino per "creare dipendenza" nei consumatori e gli zuccheri, i grassi e il sale sono molto importanti a questo scopo» aggiunge Samantha Heller, nutrizionista clinica al New York university medical center. «L'unica soluzione per evitare pericolose conseguenze per la salute è dare un taglio netto a questi cibi ultra-lavorati e optare per preparazioni più semplici e casalinghe» conclude Heller.


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