Centrali nucleari non cancerogene

11 giugno 2010
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Centrali nucleari non cancerogene



Vivere in prossimità di centrali nucleari non aumenta il rischio di contrarre un tumore. Così almeno afferma uno studio condotto in Spagna su otto milioni di persone, residenti in più di mille centri abitati. A darne notizia il quotidiano iberico El Paìs: la ricerca epidemiologica, basata su dati raccolti tra il 1975 e il 2003, è stata promossa dal Consiglio di sicurezza nucleare spagnolo (Csn) e dall'Istituto di Sanità Carlos III; in base ai risultati - definiti dagli autori «chiari e definitivi» - non sono stati individuati incrementi della mortalità da tumore associabili alla presenza degli impianti nucleari. A detta di Juan Carlos Lentijo, direttore tecnico della Protezione radiologica del Csn, mancano evidenze che autorizzino a ipotizzare rischi «per la salute delle persone». Lo studio ha coinvolto tutti i comuni situati in un raggio di trenta chilometri da una centrale nucleare. Le dosi di radiazioni rilevate nel periodo preso in considerazione sono risultate «ben al di sotto della soglia oltre la quale sono possibili effetti sulla salute della popolazione». Come hanno avvertito gli stessi autori, l'indagine non vuole essere un contributo alla querelle sui pericoli del "nucleare" ma rappresenta soltanto una conferma dell'efficacia degli strumenti di regolamentazione e controllo adottati dalle autorità pubbliche.


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