Eccessive attese dalle staminali

12 luglio 2010
Interviste

Eccessive attese dalle staminali



Isolate per la prima volta nel 1998, le cellule staminali hanno rivelato potenzialità straordinarie. Senza contare che le aspettative superano le attuali applicazioni. Dica33 ha fatto il punto con Giulio Cossu, direttore della Divisione di Medicina rigenerativa al San Raffaele Milano.

Dopo tanti anni, cosa sappiamo delle staminali?
Innumerevoli studi hanno cercato di far luce sulle basi biologiche di queste cellule e sul loro meccanismo di produzione e riparazione dei tessuti. Poiché si tratta di un sistema molto complicato, tuttavia, la scienza è riuscita solamente in parte a definirne i meccanismi. Non siamo ancora in grado, per esempio, di controllare la crescita delle staminali, né tantomeno di indirizzarne il differenziamento verso uno specifico tessuto. Per questo il progresso del loro utilizzo è inevitabilmente lento, mentre le attese sono molto forti, anche a causa di un'eccessiva enfatizzazione.

Per quali applicazioni cliniche sono per ora utilizzate?
Da decenni trovano applicazione nei trapianti di midollo per rigenerare le cellule del sangue e ripristinare le normali funzioni. Sono utilizzate nel trapianto autologo (cioè da cellule dello stesso individuo) di cute in caso di grandi ustioni e per rigenerare il tessuto corneo nelle lesioni oculari. Inoltre hanno un ruolo fondamentale nella terapia genica delle immunodeficienze combinate gravi (Scid), patologie rare (1/75000 nascituri) dal destino infausto, a cui le staminali danno una soluzione concreta.

Quali sono le sperimentazioni in corso più promettenti?
Molti sono i filoni di ricerca. Per citarne alcuni, la sperimentazione nella cura della tesaurismosi - errori congeniti del metabolismo che portano all'accumulo di sostanze che l'organismo non utilizza e non riesce a eliminare-, nell'osteogenesi e nelle malattie degenerative, come la sclerosi multipla. Il loro ruolo in oncologia è molto studiato, mentre per l'infarto del miocardio non si sono dimostrate molto utili. Le cellule staminali trapiantate negli animali sono in grado di attecchire, e si differenziano nel modo corretto, favorendo il recupero dal danno provocato dalle malattie. In più, nella sclerosi multipla, hanno mostrato attività antinfiammatoria e immunomodulante che protegge la mielina da nuovi attacchi del sistema immunitario. I risultati raggiunti finora sono incoraggianti. Ci sono ancora, tuttavia, alcuni ostacoli da superare.

Quali sono questi ostacoli?
Il passaggio della sperimentazione animale all'uomo richiede particolari precauzioni. E' necessario proteggere i pazienti dagli effetti non prevedibili della terapia e inoltre, non è chiaro se le staminali, una volta trapiantate, non saranno eliminate dal sistema immunitario come avviene nella sclerosi multipla e nel diabete di tipo I.


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