Vitamina D, bastano poche e massicce dosi

03 settembre 2010
Interviste

Vitamina D, bastano poche e massicce dosi



di Simona Zazzetta

La fonte più importante di vitamina D è la produzione che avviene nella pelle attivata dal sole, tuttavia la sua carenza è molto più diffusa di quanto si pensi nella popolazione italiana, nonostante le latitudini favorevoli. Complici le campagne contro l'eccessiva esposizione al sole per la prevenzione di importanti patologie della pelle, la scarsa esposizione durante l'anno, soprattutto negli anziani confinata in casa o negli istituti, o concentrata nelle vacanze estive. In questi casi la supplementazione di vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa. I ricercatori della Società italiana dell'osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (Siommms) hanno studiato una nuova modalità per renderla più semplice, soprattutto negli anziani. Dica33 ha incontrato Salvatore Minisola, presidente della Siommms e autore della ricerca per sapere che cosa hanno scoperto.

Professor Minisola, come si può far fronte a un'eventuale carenza?
Esistono alimenti fortificati con vitamina D, ma non sono molto diffusi in Italia, e sono poche aziende che li commercializzano. Si possono usare prodotti multivitaminici che contengono calcio e vitamina D per un'assunzione giornaliera. Negli anziani in genere si procede con una supplementazione durante il periodo invernale, ma spesso sono persone con più patologie che assumono altri farmaci e che tollerano male i sali di calcio.

Ci sono modalità alternative per integrarla?
In uno studio che abbiamo realizzato recentemente abbiamo verificato che con poche ma massicce dosi è possibile garantire livelli di vitamina D nel sangue adeguati e mantenerli tali senza farli scendere sotto i livelli di allarme per tutto l'anno. La sperimentazione è stata fatta in casi di carenze sia di giovani sia di anziani. Ai pazienti è stata somministrata per via orale una dose elevata (600 mila U.I.) ed è stato osservato che nell'arco di un mese i livelli di vitamina D nel sangue salivano e poi scendevano ma senza andare sotto i livelli di guardia e in alcuni soggetti monitorati fino a tre mesi questa tendenza si manteneva. Questo ci ha dimostrato che con questa modalità di assunzione è possibile riparare una carenza importante senza ricorrere a una somministrazione quotidiana.

Con la supplementazione si può fare prevenzione per la salute delle ossa?
La vitamina D non è costosa e ci sono alcune Regioni italiane in cui la supplementazione è gia stata avviata con la somministrazione di una dose di 600mila U.I. in coincidenza alla vaccinazione antinfluenzale. Bisognerebbe impostare una politica di prevenzione della salute delle ossa che oltre alla supplementazione dovrebbe promuovere attività fisica e dieta equilibrata.


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