Integrare vitamina D3 allunga la vita alle donne anziane

08 luglio 2011
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Integrare vitamina D3 allunga la vita alle donne anziane



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Le donne anziane, ricoverate negli istituti di cura, spesso carenti di vitamina D e quindi a maggior rischio di cadute e fratture, traggono beneficio dell'integrazione con di vitamina D3 (colecalciferolo), anche in termini di sopravvivenza. Sono le conclusioni di una nuova revisione di studi già realizzati. Gli autori spiegano che una precedente analisi della letteratura scientifica aveva dimostrato qualche beneficio, ma nessun effetto sulla mortalità. Ampliando il numero di studi è stato invece possibile notare una differenza significativa. Il gruppo di lavoro del dipartimento di Medicina interna, gastroenterologia e epatologia dell'università di Nis, in Serbia, ha identificato 50 studi, per un totale di 94.148 partecipanti, con età media di 74 anni, di cui il 79% donne. «Le nostre analisi» dico gli autori «suggeriscono che la vitamina D3 riduce la mortalità di circa il 6%. In altri termini, è necessario somministrare a 200 persone la vitamina D3 per circa 2 anni per salvare una vita». Le altre forme di vitamina D invece - come la D2, l'alfacalcidolo o il calcitriolo -sembrano incrementare il rischio di un eccesso di calcio nel sangue (ipercalcemia). Ma questi dati sono da confermare e la cautela è d'obbligo anche con la vitamina D3: associata al calcio, infatti, aumenta significativamente il rischio di calcoli renali.


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