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Domanda di: Stomaco e intestino

27/08/2004 14:43:55

Intestino irritato

Innanzitutto ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicate.

Due anni fa ho iniziato a stare male alternativamente la domenica sera o il lunedì con forti coliche addominali che si placavano a seguito di scarica diarroica. Dopo aver ipotizzato un disturbo da stress il medico mi ha consigliato come terapia dell'Otilinio bromuro il sabato "se dovevo stare male la domenica", oppure la domenica "se dovevo stare male il lunedì".

Vista la, logica, inadeguatezza di tale cura mi ha consigliato l'assunzione di due capsule di Rifacol subito dopo la diarrea.

Anche questo non ha dato effetto in quanto poi il resto della settimana potevo mangiare, come il sabato e la domenica, qualsiasi cosa senza problemi, l’unica cosa che avevo notato è che riprendevo a defecare dopo 4/5 giorni dalla colica.

Dopo un paio di mesi mi sono rivolto ad un gastroenterologo il quale mi ha fatto fare esami delle feci, sangue… e un’accurata visita con ecografia senza riscontrare nulla di anormale. Mi ha quindi detto che si trattava solamente di un fattore psicologico.

Il problema però persisteva, ho allora tentato rimedi erboristici che, pur non avendo risolto il problema, hanno alleviato il dolore, quindi anche con la pranoterapia (sebbene non creda in tale forma di medicina)

Nel frattempo il mio peso calava di ½ Kg al mese. Dopo 8 mesi sono tornato dal gastroenterologo, pesavo 6 Kg in meno ed ero parecchio depresso; il mio pensiero era rivolto solo al sospetto di avere un qualcosa di grave. Ho esternato tali dubbi al gastroenterologo che però ha escluso qualsiasi possibilità di malattie gravi. Ho ripetuto gli esami associando anche dei test per le allergie alimentari, degli ormoni e delle radiografie al bacino atte a capire anche i motivi dei forti dolori di schiena (a livello lombare) che erano insorti negli ultimi mesi.

Risultato niente di particolare negli esami e dalle radiografie un leggero schiacciamento delle vertebre lombari.

Sono andato dal fisiatra il quale mi ha consigliato di fare nuoto perché il dolore alla schiena era dovuto alla perdita di peso e quindi della poca muscolatura già presente.

Risultato: non avevo niente ma continuavo a star male finchè… un sabato mezzogiorno noto che mia madre da un po’ di tempo comprava un pane, molto simile al cosiddetto “pugliese” ma al “malto”. Mi son detto: non sarà mica questo il problema anche perché tale pane lo consumavamo solo il sabato e la domenica.

L’ho eliminato dalla dieta e le coliche addominali sono sparite; grazie ad una dieta iperproteica ho recuperato il peso perso nell’arco di cinque mesi.

Il problema ora è che le coliche addominali e la conseguente irritazione dell’intestino protratta per 10 mesi mi hanno lasciato degli strascichi: ho frequenti gastriti e/o gastroenteriti, alterno periodi di difficoltà a defecare con altri in cui ho feci molto molli, sensazioni di gonfiore addominale, flatulenza… e, soprattutto, forti dolori che anticipano le scariche di diarrea nella regione lombare che poi si protraggono anche per qualche giorno.

Il mio medico ora mi ha consigliato una rettocolonscopia in quanto il quadro clinico è compatibile con una colite ulcerosa (non è stato identificato sangue nelle feci dagli esami fatti) o con una colite cronica da stress.

Voi cosa mi consigliate di fare?

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Risposte:


Risposta del08/09/2004

Esiste la possibilità di eseguire un esame del sangue, detto citotoxic test, il quale, pur non avendo, o non ancora, validazione scientifica, sembra poter individuare alimenti che in qualche modo sono tossici per il nostro organismo. Siccome ella ha individuato così abilmente una situazione tossica nel pane acquistato dalla mamma, potrebbe trarre beneficio anche da un test ematico del tipo che le suggerisco. Ma, a parte questo esame inconsueto, sarà senz'altro opportuno eseguire un esame endoscopico del colon, per escludere patologie infiammatorie o degenerative. Solo dopo aver escluso patologie organiche, si potrà trattare il suo problema come una sindrome del colo irritabile, avvalendosi dei presidi diagnostici in uso nella farmacopea ufficiale (pre- e pro-biotici, regolatori della motilità, antibiotici locali, e quant'altro necessario).

Prof. Antonio Iannetti
Universitario
ROMA (RM)


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