Depressione negli adolescenti? Un’alternativa ai farmaci c’è

09 maggio 2016
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Depressione negli adolescenti? Un'alternativa ai farmaci c'è



Depressione negli adolescenti? Un’alternativa ai farmaci c’è


I trattamenti farmacologici per la depressione degli adolescenti ci sono e sono spesso efficaci, ma quando i ragazzi rifiutano di assumerli si può pensare di utilizzare un altro tipo di approccio, che punta sul riconoscimento dei pensieri negativi e sulla loro sostituzione con altri più positivi. È la terapia cognitivo-comportamentale, analizzata come alternativa ai farmaci in un recente studio statunitense pubblicato sulla rivista Pediatrics e condotto da Gregory Clarke, del Kaiser Permanente Center for Health Research di Portland.

«La depressione è comune tra i giovani: ne fa esperienza ogni anno il 10-15 per cento degli adolescenti, in un caso su 5 prima dei 18 anni, ma ancora oggi sono pochi i teenager che ricevono un trattamento specifico per il disturbo» afferma l'autore, ricordando che spesso sono proprio gli adolescenti a rifiutare il trattamento con antidepressivi soprattutto per paura degli effetti collaterali.

«Tra le possibili opzioni alternative a disposizione dei medici in questi casi c'è anche la terapia cognitivo-comportamentale» continua l'autore che, assieme ai colleghi, ha coinvolto nella ricerca poco più di 200 adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni affetti da depressione maggiore e che avevano rifiutato gli antidepressivi o avevano smesso di assumerli.

Ad alcuni dei partecipanti è stato offerto un breve trattamento (5-9 settimane) basato sulla terapia cognitivo-comportamentale, oltre ad altri trattamenti non farmacologici a scelta disponibili anche per tutti gli altri ragazzi coinvolti nello studio. «Il trattamento consisteva nell'aiutare i ragazzi a riconoscere i pensieri negativi e depressivi e a sostituirli con altri più positivi e realistici» dice Clarke, «inoltre il programma prevedeva anche di aiutare i ragazzi ad aumentare le attività piacevoli, soprattutto quelle di tipo sociale». E a conti fatti, poche settimane di terapia cognitivo-comportamentale si sono rivelate utili per trattare la depressione dei giovani pazienti: i sintomi depressivi venivano allontanati più velocemente e si riducevano i casi di ricovero psichiatrico. «La terapia cognitivo-comportamentale è una valida alternativa per i ragazzi depressi che non vogliono assumere farmaci e può ridurre il rischio di successivi episodi depressivi» concludono gli autori.


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