Controllo dell'asma per ridurre i ricoveri

04 maggio 2010
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Controllo dell'asma per ridurre ricoveri



Al via oggi in molte città italiane speciali iniziative di sensibilizzazione per insegnare a controllare l'asma, riducendo così i ricoveri in ospedale. In Italia sono circa tre milioni i cittadini costretti a fare i conti con questa malattia; un bambino su 10 soffre di sintomi asmatici e uno su tre di sintomi allergici, ricorda Federasma Onlus, la Federazione delle associazioni di sostegno ai malati asmatici e allergici. In occasione della Giornata mondiale, che si celebra oggi, Federasma realizzerà, in collaborazione con il Progetto Libra-GINA Italia (Global Iniziative for Asthma), nei giorni 4, 8 e 9 maggio decine di eventi per la divulgazione delle informazioni sull'asma. Attraverso la prevenzione dei fattori di rischio e l'adozione delle misure di prevenzione comportamentale e terapeutica, si possono infatti ridurre i sintomi della malattia, il ricorso alle cure di emergenza e i ricoveri ospedalieri. Durante gli eventi organizzati per l'occasione, inoltre, verrà distribuito un questionario anonimo, dal quale si dedurrà la percezione dei pazienti sulla loro consapevolezza del «rischio futuro». «L'asma non guarisce, ma con trattamenti appropriati la maggior parte dei pazienti può acquisire un buon controllo della propria malattia - ricorda in una nota Pierluigi Paggiaro, coordinatore linee guida GINA Italia - Il controllo dell'asma si traduce in assenza, o presenza minima, di sintomi, e rari attacchi di asma». Spesso, invece, molti pazienti asmatici sono rassegnati a sopportare limitazioni più o meno importanti nella loro vita quotidiana, come non poter correre o giocare liberamente (per i bambini), non poter fare adeguata attività sportiva amatoriale o agonistica (giovani e adulti). Ritengono "inevitabile" provare spesso i sintomi dell'asma (la tosse, la costrizione toracica, il respiro sibilante e la sensazione di difficoltà respiratoria) e dover ricorrere frequentemente all'uso dei farmaci di emergenza e ai ricoveri ospedalieri. «È importante che il paziente asmatico sappia che questo atteggiamento rinunciatario non è giustificato», evidenzia Sandra Frateiacci, presidente Federasma.


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