E’ il momento della cosmetica sostenibile

13 maggio 2019

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E’ il momento della cosmetica sostenibile



E' possibile influenzare il mondo della cosmetica grazie a comportamenti che premiano le buone pratiche per l'ambiente e per le persone? La risposta a questa domanda è si, poiché guardando al mondo della bellezza è ormai appurato che le aziende - anche i colossi multinazionali - stanno perseguendo, ormai da tempo, politiche di sostenibilità. Proprio questa parola - sostenibilità -  infatti, sulla spinta dell'opinione pubblica ma, soprattutto, grazie a comportamenti di acquisto consapevoli da parte dei consumatori, sta diventando una guida per il mercato dei prodotti di bellezza. A convalidare questa tesi è arrivata una indagine di Mintel che ha mostrato come in tutto il mondo si stiano moltiplicando gli esempi di imprese piccole e grandi che non solo hanno cambiato le formulazioni dei loro prodotti aumentando la componente di ingredienti naturali ma hanno scelto di promuovere politiche produttive e informative all'insegna della sostenibilità.

Gli esempi internazionali


Mintel, in una indagine presso il grande pubblico ha segnalato che, per esempio, il 74 per cento degli spagnoli è preoccupato che i cosmetici non siano sostenibili mentre il 54 per cento dei consumatori della Gran Bretagna desidera prodotti di bellezza biodegradabili e persino in Cina, milioni di cinesi hanno dichiarato che sarebbero disposti a pagare un po' di più un prodotto beauty se etico e sostenibile.  In Italia, invece, il 33 per cento dei nostri connazionali vuole rossetti e smalti a base naturale.
Da questa consapevolezza sono nati molti esempi di aziende che hanno la sostenibilità come parola d'ordine, alcune legate anche a marchi conosciuti. Un'azienda che prende il nome dai semi delle piante, per esempio (della galassia l'Oréal), nata nel 2017, ha come obiettivo la sostenibilità, la cosmetica naturale e la protezione della biodiversità dei semi che utilizza nei suoi prodotti. Recentemente ha realizzato un cosmetico per le gambe nella cui confezione ci sono dei semi che possono essere piantati nella terra utilizzando il contenitore vuoto del prodotto come vaso.
Un brand consumer, invece, ha messo a punto una serie di informazioni e di video per insegnare ai giovani la logica del beauty riciclo e cioè come riciclare le confezioni in plastica dei suoi cosmetici una volta vuote. Grazie alla collaborazione con la società TerraCycle, inoltre, che fornisce i contenitori per raccogliere i vari packaging, questi vengono ritirati al domicilio del consumatore utilizzando solo mezzi elettrici.
Ma c'è anche una società che ha deciso di realizzare prodotti per la cura della persona in forma esclusivamente solida e packaging in carta biodegradabile. Su questo esempio anche multinazionali 'blasonate' hanno  recentemente annunciato che entro il 2025 tutto il loro packaging sarà riciclabile.

Dal rossetto eco responsabile alla seconda vita del mascara


E che dire del rossetto lussuoso ma eco responsabile di un produttore francese che non solo realizza lo stick per le labbra impiegando pigmenti infusi in olio senza allergeni né conservanti ma ha studiato anche un contenitore in pelle praticamente riutilizzabile all'infinito?
Se parliamo di riutilizzo possiamo segnalare la scelta di un'azienda che attraverso la tecnica dell'upcycling e con lo slogan 'monetizza il tuo make up' recupera da una persona un prodotto di maquillage acquistato per sbaglio o che non piace più e dopo averlo 'riconvertito' lo risigilla e lo rivende a un'altra consumatrice a un prezzo inferiore.
Infine, un ultimo esempio internazionale riguarda il mascara 'life estender', cioè un prodotto in gocce con ingredienti naturali di colore nero che aggiunto a un mascara in esaurimento, seccato o non più performante gli ridà una seconda 'vita'. Su questa strada si muove anche un'impresa che ha messo a punto un sistema per riparare e ripristinare le cialde rotte di ombretti, fondotinta e fard.
Ma all'insegna dell'ecosostenibilità non mancano neppure gli esempi italiani come quello di un'azienda che per un suo prodotto d'igiene personale utilizza un'acqua bio proveniente dal recupero di arance rosse scartate dalla lavorazione industriale o di quella che ha bandito da tempo la plastica monouso e nella sua sede ha un orto botanico da cui ricava materie prime per i suoi cosmetici.

Luisella Acquati



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