I vantaggi della Medicina Integrativa

09 novembre 2018

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I vantaggi della Medicina Integrativa



Interessante la lettura di un recente articolo pubblicato su Cureus che esamina i concetti alla base della Medicina Integrativa.

Intanto cosa si intende per Medicina Integrativa? Il concetto di Medicina Integrativa va oltre la semplice combinazione di differenti forme di Medicina e ha come scopo un approccio individuale al paziente che tenga conto dei suoi aspetti mentali e spirituali, del suo senso di comunità e, allo stesso modo, del corpo.

Il termine può essere considerato sinonimo di Medicina Integrata, anche se per Medicina Integrativa si può intendere un'applicazione che prevede più figure professionali che collaborano tra di loro, ognuna nell'ambito di uno specifico settore di competenza, mentre per Medicina Integrata si può intendere praticata quando è la stessa figura professionale che agisce dotata di esperienza in vari settori, ma in generale i due termini vengono usati senza una vera distinzione, essendo l'aggettivo Integrativa più tipicamente nel glossario anglosassone (ndr).

Diversi studi hanno mostrato i vantaggi che si ottengono affrontando le malattie con l'approccio integrato, come uno studio Coreano nella terapia dello stroke oppure un altro studio texano nella terapia del dolore, mettendo in evidenza anche un significativo risparmio nella spesa sanitaria. Nel dettaglio il principio generale consiste nel fatto che tutti gli aspetti riguardanti il paziente vengono presi in considerazione nel processo di terapia che può prevedere, quando possibile, anche il ricorso a pratiche di terapia complementare dotate di una minore invasività, purché di dimostrata efficacia.

Il paziente e il suo "caregiver" realizzano una collaborazione che deve portare ad un approccio olistico che tiene in considerazione le opinioni, il concetto di benessere e la condivisione dello scopo di curare la mente e il corpo. In tale strategia diventa possibile inserire anche le pratiche complementari poste al di fuori della Medicina convenzionale, ma comunque sottoposte a verifiche di efficacia secondo metodi scientifici condivisi.

Ciò può essere consentito dal fatto che diversi centri di Medicina Integrata sono collegati a strutture sanitarie pubbliche con attività di assistenza e ricerca clinica. Ci sono vari esempi di questa collaborazione a livello internazionale (in Italia la struttura antesignana in tal senso è il centro di Medicina Integrata negli ospedali di Pitigliano e Manciano in Toscana, ndr).

Negli USA iniziative in tale ambito hanno avuto una rilevante diffusione e diversi ospedali si sono organizzati secondo questo modello confermando, con la loro esperienza, i vantaggi ottenibili in diverse patologie, anche di tipo oncologico: studi su ampie casistiche hanno evidenziato che i pazienti trattati applicando il modello della Medicina Integrativa riferiscono un andamento positivo dei sintomi di stanchezza fisica, di affaticamento mentale, di mancanza di appetito, di ansia, di difficoltà al sonno e un miglioramento della sensazione di salute globale dell'organismo.

Le difficoltà all'applicazione di tali programmi sono innanzitutto di tipo economico per i costi dovuti alla riorganizzazione delle strutture: il Susan Samueli Center nell'Università della California ha potuto iniziare la propria attività grazie a generose donazioni private anche se, quando le attività vanno a regime, si possono registrare dei notevoli risparmi di spesa sanitaria. Ma conta anche la riluttanza dei medici ad adeguarsi a tali modelli, in assenza di un adeguato training preliminare in Medicina Integrativa con corsi di formazione ad hoc. E' sempre comunque fondamentale abbattere tutti i pregiudizi in merito alle pratiche di Medicina Complementare.

Francesco Macrì

Cureus, 2018, 10, (8), 3098

(fonte: Omeopatia33)



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