Corbezzolo: antica e moderna carica di salute

23 novembre 2018

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Corbezzolo: antica e moderna carica di salute



Un frutto povero della macchia mediterranea, spesso scartato perché apparentemente rustico, e non facilmente disponibile, se non nel sottobosco o sui litorali delle nostre coste. E invece grandi cespugli fioriti e al tempo stesso con frutti maturi li ho trovati pure nelle siepi del nostro policlinico di Careggi.

A caccia quindi di corbezzole, proprio ora, prima che finisca la loro stagione...

Ben note per la produzione per farne marmellate, liquori e sciroppi, io vi consiglio invece di mangiarle come tali, sempre mature però! E nulla vieta che ne facciate un gradevole succo. Anzi...

Ma perché il Corbezzolo è un arbusto da salvare, conoscere e valorizzare più di quanto non venga ora, quasi quasi ignorato?

Per due semplici ma interessanti motivi:

a) le foglie sono ricche di arbutina e tannini, e se utilizzate soprattutto in forma  di decotto si prestano bene a rimedi casalinghi in caso di diarree e infiammazioni urinarie, e non solo,  magari nel tempo di attesa di essere valutati dal proprio medico...

b) i frutti maturi invece sono un concentrato di polifenoli ed in particolare  carotenoidi (violxantina, zeaxantina, luteina, ecc.) che ne fanno un pool di sostanze utilizzabili per i soggetti affetti da maculopatie e retinopatie diabetiche. Non solo, ma interessanti lavori stanno emergendo dalla letteratura più recente sul loro ruolo nella prevenzione dei disturbi cerebrovascolari e congnitivi.

Questa solo in brevissima sintesi, quanto basta per stimolare la vostra attenzione verso un frutto "antico", spontaneo e gradevolissimo, sempre più dimenticato e quasi relegato ad arbusto ornamentale.

Un due tre... scatta la caccia al corbezzolo!

E chi ne conosca originali preparazioni, anche domestiche, è invitato a segnalarcele, con i ringraziamenti anticipati di tutti, pazienti compresi.

Fabio Firenzuoli

(fonte: Natura Medica)



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