Quando lo smartphone rivela chi siamo

10 aprile 2019

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Quando lo smartphone rivela chi siamo



Alla faccia della 'legge sulla privacy' e in aiuto ai tutori della legge c'è qualcosa che svela le nostre abitudini e i nostri stili di vita a chi la sa cercare. Oltre alle impronte digitali, infatti, le tracce chimiche personali che ciascuno lascia sul suo amato smartphone a rivelare quasi tutto di noi.
Questa è la sconcertante deduzione a cui sono arrivati dei ricercatori statunitensi che hanno condotto delle analisi approfondite sui cellulari di persone adulte.
«Ogni volta che utilizziamo lo smartphone lasciamo su di esso una serie di tracce personali fatte di germi, molecole e sostanze chimiche che sono diverse per ciascuno di noi» ha spiegato Pieter Dorrestein, professore alla University of California, San Diego School of Medicine e alla School of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences.
Assieme ai colleghi, Dorrestein ha infatti analizzato proprio queste tracce per comprendere il loro potenziale utilizzo per risalire all'identità del proprietario dell'oggetto analizzato.
«In effetti le informazioni racchiuse in queste molecole sono davvero molte e possono descrivere nel dettaglio lo stile di vita di una persona» prosegue il coordinatore dello studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Per tracciare il profilo del proprietario


A consolidare queste affermazioni sono i risultati raggiunti dai ricercatori: raccogliendo 4 campioni in diverse aree di 39 smartphone appartenenti a persone adulte sane, gli autori della ricerca sono riusciti a delineare il "profilo" di ciascun proprietario.
«Si può capire se il proprietario è maschio o femmina, se ama i cibi speziati, quali prodotti per l'igiene e la cura personale utilizza, quali farmaci assume e molto altro ancora» spiega Amina Bouslimani, prima autrice della ricerca che poi prosegue: «E con la stessa tecnica possiamo anche stabilire se la persona trascorre molto tempo all'aria aperta, arrivando anche a determinare quali sono i luoghi che frequenta».
Come ricordano gli autori, analizzare le tracce chimiche presenti sugli oggetti rappresenta una strategia potenzialmente molto utile per le indagini di polizia o per altre situazioni in cui serve identificare una persona anche se non sono così precise come le impronte digitali o il Dna.


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