Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2017
Farmaci - Adenoscan

Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Sanofi S.p.A.

MARCHIO

Adenoscan

CONFEZIONE

u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

PRINCIPIO ATTIVO
adenosina

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Cardiovascolari: adenilici (amp-atp)

CLASSE
C

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
295,00 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

Adenoscan endovenoso (ev) è un vasodilatatore coronarico da usare in concomitanza a tecniche radiodiagnostiche di perfusione miocardica, in quei pazienti che non sono in grado di eseguire esercizio fisico adeguato o per i quali l'esercizio fisico è controindicato.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

Adenoscan è controindicato in pazienti che presentano:

  • ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • blocco atrioventricolare (AV) di secondo o terzo grado, “sick sinus syndrome“ ad eccezione dei pazienti con pacemaker funzionante,
  • sindrome del QT lungo,
  • grave ipotensione,
  • angina instabile non stabilizzata adeguatamente dalla terapia medica,
  • insufficienza cardiaca non compensata,
  • malattia polmonare cronica ostruttiva con evidenza di broncospasmo (ad es. asma bronchiale),
  • uso concomitante di dipiridamolo .



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

L'adenosina è riservata all'uso ospedaliero dove siano disponibili attrezzature per il monitoraggio cardiaco e per la rianimazione cardio-respiratoriaper un uso immediato, se necessario.

Durante la somministrazione è necessario un controllo elettrocardiografico continuo poichè potrebbe insorgere aritmia con pericolo di vita .

Poiché Adenoscan può causare ipotensione rilevante, deve essere usato con precauzione nei pazienti con stenosi della coronaria sinistra principale, ipovolemia non corretta, stenosi valvolare, shunt sinistro-destro, pericardite o versamento pericardico, disfunzione autonomica o stenosi carotidea con insufficienza cerebrovascolare.

L'infusione di Adenoscan deve essere interrotta nei pazienti nei quali si evidenzia ipotensione persistente o sintomatica.

Adenoscan deve essere usato con precauzione nei pazienti con infarto del miocardio recente o insufficienza cardiaca grave. Adenoscan deve essere usato con cautela nei pazienti con difetti di conduzione minore (blocco AV di primo grado, blocco di branca) che possono peggiorare in modo transitorio durante l'infusione.

Adenosina può provocare convulsioni nei soggetti predisposti a convulsioni.

Adenoscan deve essere usato con cautela nei pazienti con fibrillazione o flutter atriale e specialmente in quelli con conduzione anomala attraverso vie accessorie poichè particolarmente in quest'ultimo caso si può manifestare un aumento della conduzione attraverso tali vie.

Sono stati riportati casi rari di bradicardia grave. Alcuni casi si sono verificati in pazienti sottoposti di recente a trapianto; in altri casi era presente una malattia seno-atriale occulta. La presenza di bradicardia grave deve essere considerata come segno di una sottostante patologia di base e quindi il trattamento deve essere interrotto. Una grave bradicardia favorirebbe l'insorgenza di aritmia da “torsione di punta“, specialmente in pazienti con intervallo QT prolungato. Sino ad ora comunque, durante l'infusione continua di adenosina non è stato riportato nessun caso di “torsione di punta“.

Il trattamento deve essere interrotto anche in caso di insufficienza respiratoria (potenzialmente fatale), asistolia/arresto cardiaco (potenzialmente fatale), angina, bradicardia grave o ipotensione grave.

Nei pazienti sottoposti di recente (meno di 1 anno) a trapianto cardiaco, si è osservato un aumento di sensibilità del cuore nei confronti dell'adenosina.

L'adenosina può far precipitare o peggiorare il broncospasmo .

Adenoscan contiene 9 mg di sodio cloruro per ml (corrispondenti a 3,54 mg di sodio per ml).

Si deve tenere conto di ciò per i pazienti a regime dietetico iposodico.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

Il dipiridamolo inibisce l'“uptake“ intracellulare e il metabolismo dell'adenosina e potenzia l'azione di Adenoscan. In uno studio il dipiridamolo ha incrementato di 4 volte gli effetti dell'adenosina. Adenoscan non deve quindi essere somministrato a pazienti trattati con dipiridamolo; se l'uso di Adenoscan è indispensabile si deve interrompere 24 ore prima la somministrazione di dipiridamolo oppure la dose di Adenoscan deve essere appropriatamente ridotta.

Evitare l'uso di aminofillina, teofillina e delle altre xantine, nelle 24 ore che precedono la somministrazione di Adenoscan, poichè queste sono antagonisti competitivi dell'adenosina.

Evitare cibi e bevande che contengono xantine (tè, caffè, cioccolato e bevande a base di cola) per almeno 12 ore prima della somministrazione di Adenoscan.

L'adenosina può interagire con farmaci che tendono a deprimere la conduzione cardiaca.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

Un eventuale sovradosaggio causerebbe ipotensione grave, bradicardia o asistolia. L'emivita ematica dell'adenosina è molto breve e gli effetti collaterali di Adenoscan (quando si presentano) si risolvono velocemente interrompendo l'infusione. In questi casi può essere necessaria la somministrazione endovena di aminofillina o teofillina.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Adenoscan u. osped. iv 6 flaconcini 30 mg/10 ml

Gli effetti correlati all'attività farmacologica dell'adenosina sono frequenti, ma generalmente si riducono spontaneamente e sono di breve durata. Qualora l'effetto non fosse tollerabile interrompere l'infusione.

Le metilxantine come l'aminofillina o la teofillina endovenose sono state usate per porre fine ad effetti indesiderati persistenti (50-125 mg per iniezione endovenosa lenta).

Gli eventi avversi sono classificati secondo la frequenza:

molto comune (>1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10000, <1/1000), molto raro(<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie cardiache:

  • comune: ipotensione talvolta grave , depressione del segmento ST, tachicardia ventricolare sostenuta e non, blocco AV .
L'infusione deve essere interrotta se si sviluppa un blocco AV di secondo o terzo grado prolungato. Se si presenta un blocco AV di primo grado osservare attentamente il paziente poichè un quarto dei pazienti può sviluppare un blocco di grado più alto.

  • non comune: bradicardia, a volte grave ,
  • frequenza non nota: asistolia/arresto cardiaco : tachicardia sinusale, fibrillazione atriale, fibrillazione ventricolare.
Patologie del sistema nervoso:

  • molto comune: cefalea
  • comune: capogiri, sensazione di “vuoto mentale“, parestesie
  • raro: tremori, sonnolenza
  • frequenza non nota: perdita di coscienza/sincope, convulsioni, particolarmente in pazienti predisposti
Patologie dell'occhio:

  • raro: visione offuscata
Patologie dell'orecchio e del labirinto:

  • raro: tinnito
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

  • molto comune: dispnea (o bisogno di inspirare profondamente)
  • raro: broncospasmo , congestione nasale
  • molto raro:insufficienza respiratoria
  • frequenza non nota: apnea/arresto respiratorio
Sono stati riportati casi di insufficienza respiratoria, broncospasmo e apnea/arresto respiratorio con esito fatale.

Patologie gastrointestinali:

  • molto comune: disturbi addominali
  • comune: secchezza delle fauci
  • non comune: sensazione di gusto metallico
  • frequenza non nota: nausea, vomito
Patologie renali e urinarie:

  • raro: sensazione frequente di bisogno di urinare
Patologie vascolari:

  • molto comune: vampate
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

  • molto comune: dolore o pressione al torace, senso di costrizione/oppressione al torace
  • comune: disturbi alla faringe, al collo e alla mascella
  • non comune: sudorazione, disturbi alle gambe, alle braccia o alla schiena, sensazione di malessere generale, debolezza/dolore
  • molto raro: reazioni nella sede di iniezione.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella:

  • raro: sensazione fastidiosa al capezzolo
Disturbi psichiatrici:

  • non comune: nervosismo



CONSERVAZIONE



Non conservare in frigorifero.

Vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.






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