Sanità territoriale, serve un cambio radicale di modello. Intervista sen. Binetti

23 dicembre 2020
Interviste, Video

Sanità territoriale, serve un cambio radicale di modello. Intervista sen. Binetti


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«Serve una riorganizzazione del sistema complessivo della nostra Sanità e in particolare una valorizzazione della sanità territoriale". Lo ha ricordato più volte in una video intervista a Doctor33, la Senatrice Paola Binetti, membro della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato, parlando del momento storico che stiamo attraversando in ambito sanitario.



«In Senato stiamo approvando i numerosi DPCM che vanno sotto l'etichetta Ristori e alla Camera stanno dibattendo la Legge di Bilancio. Si tratta di una circostanza importante, perché sia nell'uno sia nell'altro sono racchiuse le decisioni volte a migliorare l'andamento complessivo della nostra sanità - ha detto la Senatrice -. Poi ci saranno Recovery Plan e le misure del Recovery Fund destinate alla sanità di cui ancora sappiamo tutti molto poco. Una delle misure importanti che mette d'accordo maggioranza e opposizione è il riconoscimento delle specificità del lavoro dei medici e infermieri; il tema però non è solo il riconoscimento di natura economica. È necessario un cambio radicale di modello».

Secondo la Senatrice il nodo più significativo oggi da affrontare è l'organizzazione del sistema complessivo della nostra sanità sul territorio. «Il riconoscimento ai Medici di Medicina Generale dev'essere non solo con risorse economiche declinate in vario modo, ma con il riconoscimento di questo cambio di modello. Il problema vero è come ristrutturare i modelli, quindi, a esempio, come trasformare il lavoro del Medico di Medicina Generale nel lavoro di una piccola equipe, che possa abbia la possibilità di accedere a risorse come fisioterapia, psicologo, oppure avere gli infermieri di famiglia». Nella ristrutturazione dei modelli c'è necessità di includere inoltre la digitalizzazione della sanità in termini di teleassistenza e tele monitoraggio. «È necessario far viaggiare i dati, quindi le immagini, i referti, e non le persone - approfondisce Binetti -. Digitalizzare la sanità significa rendere possibile e accessibile la seconda opinion, cioè la possibilità di avere il consulto a distanza. Ma bisogna anche affrontare il tema in termini economici e sapere come quantificare in costi il consulto a distanza. Altro punto importante è il tema delle nuove terapie, quelle altamente innovative per cui ci stiamo muovendo affinché nella Legge di Bilancio ci siano delle risorse per la ricerca e per il cambiamento».

Binetti ha inoltre affrontato una tematica per cui si sta battendo personalmente: «Da tempo sto facendo una battaglia perché si blocchi lo scandalo dello scontro del 75% per le aziende produttrici di tabacco e di tabacco riscaldato. Questo sconto per un prodotto che provoca un danno alla salute è vergognoso: l'idea è quella di utilizzare il ricarico fiscale ordinario su questi prodotti per avere delle risorse da investire nell'assistenza domiciliare».

Infine la senatrice è tornata sulla necessità di potenziare la sanità territoriale, a partire dalla Legge 883 che istituisce il Servizio sanitario nazionale: «Quella legge è considerata una delle migliori a livello mondiale; in occasione del suo quarantennale abbiamo ipotizzato la necessità di una ristrutturazione che tenga conto dei mutamenti sociali degli ultimi 40 anni. C'è la necessità di intervenire con un cambio di modello, che non riguarda tanto la struttura e la dinamica dei nostri ospedali, che in questi anni hanno accresciuto il livello di tecnologia e di economia sanitaria, quanto nella medicina territoriale, a cominciare dalla formazione».

Fonte: Doctor33

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