FarmacistaPiù, evento digitale: la Resilienza della sanità italiana

14 luglio 2021
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FarmacistaPiù, evento digitale: la "Resilienza della sanità italiana"


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Con l'autorizzazione a effettuare le vaccinazioni in farmacia, possiamo dirlo, è caduto il muro di Berlino per la farmacia italiana. Siamo in una fase decisiva per la professione, ma questo è l'approdo di un lungo cammino, avviato nel 2005. In questi anni abbiamo cercato sempre più di inserire la farmacia italiana nella legislazione sanitaria, nelle sperimentazioni, con il risultato che, quando si è presentata l'emergenza dovuta alla pandemia, il farmacista si è fatto trovare pronto». La sintesi, efficace, è di Andrea Mandelli, vicepresidente della Camera e presidente della Fofi, nel webinar di presentazione dell'ottava edizione di FarmacistaPiù, il congresso dei farmacisti italiani, per il secondo anno in versione digitale. Al centro della discussione sarà la "Resilienza della sanità italiana. Evoluzione professionale del farmacista e funzione della farmacia per il rilancio della sanità, delle cure di prossimità e dei modelli assistenziali". Un evento come sempre sostenuto da Fofi, Fondazione Cannavò, Federfarma e Utifar.

FarmacistaPiù, l'evoluzione di un ruolo


La vera svolta - sottolinea Mandelli - non è tanto nel gradimento verso la farmacia di pazienti e cittadini in genere, che già esisteva, quanto nella maggiore attenzione riservata alla categoria dalla classe politica. «Nel decreto Sostegni bis siamo riusciti anche a far capire che la farmacia italiana è in una situazione di grave difficoltà economica. Allo stesso tempo credo sia ormai chiara a tutti la necessità di portare i farmaci dall'ospedale al territorio. In questo ultimo anno la gente non si è curata, non è più concepibile un sistema sanitario ospedalocentrico». «Per anni la sanità italiana», gli fa eco Roberto Tobia, segretario di Federfarama e presidente del Pgeu per il 2022, «è stata al centro di politiche volte a tagliare la spesa, che è sotto la media europea. A questo va aggiunta la disparità di servizi esistente tra Regione e Regione, dovuta al federalismo sanitario. Ora è arrivato il momento di parlare di investimenti, soprattutto in relazione ai fondi che arriveranno nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La digitalizzazione è un traguardo a cui tutti dobbiamo tendere, Fascicolo sanitario elettronico e Dossier farmaceutico ne sono importanti tasselli; con il Pnnr si può pensare a completare la dematerializzazione della ricetta e a offrire servizi sempre più professionali ai cittadini».

FarmacistaPiù, corso di studi e formazione


Luigi D'Ambrosio Lettieri - presidente della Fondazione Cannavò e vicepresidente Fofi - è il principale artefice dell'organizzazione e del programma scientifico di FarmacistaPiù: «Un congresso va fatto in presenza per ovvi motivi ma anche quest'anno, per prudenza, abbiamo optato per la versione digital, tanto più dopo gli esiti positivi dell'edizione 2020. Ci troviamo nel pieno della fase organizzativa ma posso anticipare che al momento sono trenta le associazioni che parteciperanno ai lavori congressuali». Tra i temi al centro della discussione, primario, quello della formazione, universitaria e post universitaria. «La Camera», ricorda D'Ambrosio, «ha appena approvato il Ddl che prevede la laurea abilitante anche per il corso di Farmacia. Nel provvedimento, che ora passa al Senato, si prevede anche che entro trenta giorni si metta mano a un decreto incentrato sulla riorganizzazione dei curricula universitari. Il panorama della professione deve evolversi, e nell'ambito della formazione già ora Fofi e Fondazione Cannavò stanno dando un grande contributo». Anche per quest'anno il congresso prevede la consegna di quattro premi, dedicati alle varie declinazioni della professione e intitolati alla memoria dello storico presidente della Fofi Giacomo Leopardi, al generale Piccinno, a Renato Grendene e a Osvaldo Moltedo, figure di grande rilievo nelle rappresentanze di categoria degli ultimi decenni.

FarmacistaPiù, un appuntamento immancabile

«FarmacistaPiù è ormai un appuntamento consolidato per la categoria, un vero e proprio incubatore di idee per la professione», afferma Eugenio Leopardi, presidente dell'Utifar. «Quanto alla resilienza, i farmacisti hanno già dimostrato di possederla in questo ultimo anno, allestendo subito le necessarie misure di sicurezza, senza aspettare direttive dall'alto. E così anche la politica e i media hanno compreso in maggior misura l'importanza di questo presidio territoriale. Infine, la svolta dei vaccini, fino a pochi mesi fa impensabile. Nella mia Regione, il Lazio, le farmacie utilizzano Johnson&Johnson, ma, nonostante un po' di confusione mediatica, tengo a ribadire che tutti i vaccini sono idonei, gli eventi avversi sono veramente rari». Passata l'emergenza, conclude Leopardi, «tutto questo, per la farmacia, deve diventare normalità».

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