Tumore del cavo orale e HPV. Screening aperti a tutti dal 18 maggio

07 maggio 2026
Interviste, #appuntidisalute

Tumore del cavo orale e HPV. Screening aperti a tutti dal 18 maggio



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Quando si va dal dentista, si pensa alla carie, alle gengive, magari a uno sbiancamento. Raramente si pensa al cancro. Tuttavia, il tumore del cavo orale è una delle patologie per cui la diagnosi precoce fa la differenza più radicale: scoperto in fase iniziale, si guarisce in oltre il 75% dei casi con interventi poco invasivi; scoperto tardi, invece, come accade ancora in oltre la metà dei casi, richiede mutilazioni estese, compromette la masticazione, la parola, la respirazione, e la sopravvivenza a cinque anni scende sotto il 50%. Dal 18 maggio, in occasione dell'Oral Cancer Day 2026, i dentisti italiani scendono in piazza con screening a cura dei volontari ANDI e un appello preciso: vaccinatevi contro l'HPV.


Cos'è il tumore del cavo orale e quanto è diffuso

Il tumore del cavo orale colpisce le cellule di rivestimento della bocca e si sviluppa più frequentemente sulla lingua, sulla mucosa interna delle guance, sul pavimento della bocca, sull'orofaringe e sulle tonsille. In Italia si registrano ogni anno circa 6.000 nuove diagnosi con una mortalità a cinque anni che supera il 39%. Rappresenta il 5% di tutti i tumori negli uomini e l'1% nelle donne, con un'incidenza complessiva in aumento.

«Sono tumori che diagnosticati tardivamente hanno una sopravvivenza a cinque anni che non supera il 50%», spiega il dottor Evangelista Giovanni Mancini, presidente della Fondazione ANDI ETS. «Quando invece vengono diagnosticati precocemente, si guarisce nel 75-100% dei casi, con interventi terapeutici poco invasivi».




Il problema è che oltre la metà dei casi viene ancora diagnosticata in fase localmente avanzata o già metastatica. Non perché manchino gli strumenti, ma perché manca la consapevolezza, sia da parte dei pazienti che, in alcuni casi, nella pratica clinica quotidiana.


Il vaccino anti-HPV: gratuito, sicuro, ancora troppo poco usato

Esiste uno strumento efficace per ridurre il rischio: il vaccino anti-HPV, offerto gratuitamente dal Ssn a tutti i bambini, maschi e femmine, nel dodicesimo anno di vita e in tutte le regioni italiane. Il vaccino nonavalente protegge contro i nove ceppi di HPV più diffusi e, secondo i dati dell'Iss, riduce le infezioni orali da HPV dell'88-93%. Può essere somministrato fino ai 40 anni, anche se l'efficacia è massima prima dell'inizio dell'attività sessuale.

I numeri sull'adesione, però, restano lontani dall'obiettivo. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale fissa al 95% la copertura ottimale. Oggi siamo al 51% nelle ragazze e al 44% nei ragazzi della coorte più giovane. Per alcune coorti precedenti, la copertura maschile non supera il 20%.

«Vaccinatevi», è l'appello diretto del dottor Mancini. «Non c'è nulla di banale in una vaccinazione che è assolutamente protettiva sulla popolazione giovanile. E se associamo il papillomavirus a fumo e alcol, il rischio peggiora ulteriormente».


L'Oral Cancer Day 2026: dove trovare gli screening 

Dal 18 maggio, i dentisti della Fondazione ANDI portano in piazza studi aperti, gazebo e unità mobili - tra cui una in collaborazione con la Croce Rossa Italiana - per eseguire visite di screening sui cittadini. L'obiettivo è intercettare lesioni sospette e indirizzare le persone verso gli accertamenti di secondo livello.

La campagna si svolge su tutto il territorio nazionale. Sul sito www.oralcancerday.it è possibile trovare gli studi aderenti, le date e le piazze dove saranno presenti le postazioni di screening.




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