Annegamenti: oltre 600 morti in due anni. Le 13 regole ISS per non rischiare la vita in acqua

15 giugno 2026
Aggiornamenti e focus

Annegamenti: oltre 600 morti in due anni. Le 13 regole ISS per non rischiare la vita in acqua



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I dati dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) definiscono sostanzialmente immutato da vent'anni: centinaia di persone perdono la vita in acqua, per cause in gran parte prevedibili e prevenibili. Nel biennio 2024-2025 sono stati 604 i decessi per annegamento registrati, l'80% dei quali ha riguardato uomini. Un numero che potrebbe diminuire sensibilmente, sottolineano gli esperti, se venissero rispettate alcune semplici regole di comportamento.

Circa il 30% ha più di 65 anni, circa il 23% è under 25. La causa principale è il cosiddetto "malore in acqua", responsabile di quasi il 45% dei decessi, seguito dalle cadute accidentali, dalle condizioni meteo avverse e dall'impossibilità di tornare a riva per ostacoli o correnti.

Gli annegamenti avvengono quasi equamente tra mare (281 casi) e acque interne come fiumi e laghi (277 casi), che insieme rappresentano il 93% del totale. Un dato che colpisce: nel 6% dei casi documentati il bagno è stato fatto ignorando la bandiera rossa, il segnale di pericolo esposto dai bagnini. Le piscine, con 37 casi, sono un contesto numericamente inferiore ma particolarmente preoccupante perché coinvolge prevalentemente bambini e adolescenti.


I consigli dell'ISS

Per i genitori e gli accompagnatori dei bambini

1. Non distrarsi mai vicino all'acqua. In Italia muoiono in media 16 bambini sotto i 14 anni ogni anno per annegamento legato a momenti di distrazione degli adulti. Il consiglio pratico degli esperti è di nominare un "sorvegliante dell'acqua" dedicato: una persona che abbia come unico compito quello di tenere d'occhio chi è in acqua, senza interruzioni.
2. Recintare la piscina domestica o condominiale. Una barriera fisica che impedisce ai bambini di accedere autonomamente all'acqua è una delle protezioni più efficaci in assoluto. Nei Paesi in cui questa misura è obbligatoria, la mortalità infantile per annegamento in piscina si è praticamente azzerata.
3. Insegnare presto ai bambini a nuotare. Il concetto chiave è l'"acquaticità", cioè la capacità di stare a galla, respirare correttamente, orientarsi e gestire la fatica. Prima si sa, meglio è.

Per ragazzi e adulti

4. Non entrare in acqua con la bandiera rossa. Se il mare è mosso, il rischio è reale anche per nuotatori esperti. Occorre tenere presente che nelle spiagge libere il sistema di segnalazione spesso non esiste. L'80% delle vittime nella fascia 15-60 anni muoiono spesso in circostanze legate alla sottovalutazione del rischio.
5. Evitare alcol e sostanze stupefacenti prima e durante la balneazione. Alcol e droghe alterano l'equilibrio, i riflessi e la capacità di giudizio, moltiplicando il rischio di incidenti in modo significativo.
6. Se si viene trascinati al largo da una corrente di ritorno, nuotare lateralmente. Le correnti di ritorno si formano frequentemente con il mare mosso. L'errore più comune e pericoloso è nuotare contro corrente esaurendosi. La manovra corretta è spostarsi parallelamente alla riva per uscire dal flusso e segnalare la propria presenza nel frattempo.
7. Non tuffarsi mai senza conoscere il fondale. I tuffi in acque sconosciute sono responsabili di incidenti gravi, che vanno dai casi fatali ai danni permanenti alla colonna vertebrale. Il consiglio degli esperti è di entrare in acqua sempre con i piedi, almeno finché non si ha la certezza delle condizioni del fondale.

Per gli anziani

8. Ridurre le attività faticose e consultare il proprio medico. Con l'avanzare dell'età, il rischio di malore in acqua aumenta considerevolmente: si stima che circa 120 persone sopra i 60 anni anneghino ogni anno in Italia per questa causa. In caso di patologie è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico se e quando effettuare un bagno.

Regole valide per tutti

9. Non fare mai il bagno da soli. La presenza di un'altra persona nelle vicinanze può fare la differenza tra la vita e la morte in caso di difficoltà improvvisa.
10. Prestare attenzione ai fiumi. Circa 70 persone l'anno annegano nei fiumi in Italia. I corsi d'acqua possono essere freddi anche in estate, causando uno shock termico che paralizza la capacità di nuoto. Si aggiungono correnti forti, sponde instabili e presenza di materiali sommersi.
11. Leggere la cartellonistica. I cartelli esposti nelle aree di balneazione riportano informazioni fondamentali: i pericoli presenti, gli orari di sorveglianza, i numeri di emergenza. Se non è presente alcuna segnaletica, è necessario informarsi attivamente prima di entrare in acqua.
12. Fare il bagno vicino ai bagnini. La presenza di un assistente addestrato riduce significativamente il rischio. I bagnini riconoscono i segnali di pericolo e sono in grado di intervenire rapidamente.
13. Scegliere spiagge libere gestite. Non tutte le spiagge libere sono uguali: alcune sono monitorate da Comuni, Autorità portuali o Regioni che si occupano attivamente della sicurezza dei bagnanti. Preferire questi luoghi rispetto alle spiagge non sorvegliate è una scelta che può ridurre concretamente il rischio.




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