Il consumo di marijuana

20 giugno 2008
Aggiornamenti e focus

Il consumo di marijuana



Tags:
In questi giorni, dalle affermazioni del Ministro della Sanità Umberto Veronesi, è emerso che l'uso di droghe leggere in Italia è un fenomeno estremamente diffuso tra gli studenti e rientrerebbe tra le abitudini (passate o meno) di circa il 50% degli insegnanti in tutta Italia. In particolare,il Ministro, come conferma nel Comunicato n°018 del 13 gennaio2001 visibile online sul sito ufficiale del Ministero della Sanità, riporta i dati dello studio multicentrico europeo Espad, promosso nel 1995 dal Consiglio d'Europa, i cui risultati affermano che in quell'anno il 43% degli studenti italiani aveva fatto uso di droghe leggere almeno una volta e, per logica, buona parte dei docenti di oggi sono stati gli studentidi 10-15 anni fa.

Affermazioni forti, queste, che hanno acceso molte polemiche, soprattutto tra il mondo dei docenti. Ma è veramente così alta la percentuale di uso di droghe leggere nel nostro Paese? E qualè il rapporto con i dati Europei? I dati che presentiamo qui di seguito possono chiarire un po' meglio la questione.
Prima di esporre i dati statistici di importanti ricerche italiane, va specificato che quando si parla di droghe leggere intendiamo i derivati della pianta cannabis:marijuana e hascisc. La prima è caratterizzata dalle infiorescenze e dalle foglie essicate della pianta, la secondaè prodotta dalla resina e dai fiori pressati della cannabis.Il principio attivo è il tetraidrocannabinolo (THC);nella marijuana la percentuale di THC può variare dallo 0,5% al5% (nelle varietà senza semi) e dal 7% al 14% (nelle varietàcon semi, dette "sinsemilla"); nell'hascisc, invece,le concentrazioni di THC variano dal 2% al 20%. Se fumato o inalato il THC crea particolari effetti (stato di ebbrezza,senso di benessere, allucinazioni uditive e visive, in seguito sonno riposante e tranquillo), che si manifestano dopo pochi minuti e la loro durata è di 2-4 ore; se ingerito, invece, glieffetti sono più lenti, ma più duraturi (fino a 8 ore). A seguito di un'assunzione abituale, la quota di THC che sia ccumula nei tessuti lipidici aumenta, e questo permette la rilevazione nei liquidi organici anche dopo alcune settimane (28-45 giorni).

Quello che emerge dalle ricerche italiane sull'uso delle droghe leggere è che il consumo di cannabis si manifesta spesso già in giovanissima età, a partire dall'adolescenza nella sua prima fase; questo, indubbiamente, interferisce con la crescita sui neuroni in una fase delicatissima dal punto di vista neuroendocrino somatico e psichico. A quell'età, infatti, un uso regolare di cannabis genera un senso errato di grandiosità e una falsa conoscenza erroneamente percepita come coscienza di alto livello (Baumrind e Moselle, 1985). La diffusione dello "spinello", comunque, è un fenomeno di massa, come sostengono i risultati di alcune importanti indagini italiane.

L'utlizzo di "droghe leggere", naturalmente, non è certo una realtà solo italiana: Secondo la Relazione annuale sull'evoluzione del fenomeno della droga nell'Unione Europea 2000, realizzata dall'Osservatorioe uropeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), lac annabis è la droga più diffusa in tutta Europa. Nello specifico, è emerso che sono circa 45 milioni (1 su 5) gli europei che hanno provato l'hascisc o la marijuana almeno una volta nella loro vita; sono 15 milioni, invece, i cittadini europei tra i 15 e i 64 anni che ne hanno fatto uso nell'ultimo anno. Il consumo è maggiore nei gruppi di fasce di età inferiori: circa il 25% dei giovani dai 15 ai 16 anni d'età e il 40% di chi ha compiuto 18 anni ha provato l'uso dellacannabis. Quest'ultima, inoltre, in base alla Relazione annuale, è risultata la sostanza principale alla base dei reati di droga, soprattutto nei casi correlati all'uso e al possesso piuttosto che a quelli legati al traffico. Dal 1997 ad oggi,infatti, i sequestri per possesso di droghe leggere sono aumentati in modo considerevole.

Annapaola Medina

Fonti
  • Ministerodella Sanità
  • Medicina legale e delle Assicurazioni. Cesare Gerin, FerdinandoAntoniotti, Silvio Merli. Società Editrice Universo. Roma 1987.
  • Tossicologia forense. Francesco Mari. Aspetti chimici e legali.CEDAM. Padova 1986.
  • Alikas J: Mariyuana use in psychiatric illness, in Mariyuana:Effects On Human Behaviour, Academic Press, New York 1974, pp.265-302.
  • Millman RB, Sbriglio R: Patterns of use and psychopathology inchronic mariyuana users. Psychiatr Clin North Am 9:533-545,1986.



Salute oggi:

...e inoltre su Dica33:
Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su Facebook Seguici su Youtube Seguici su Instagram
Farmacista33 Doctor33 Odontoiatria33 Codifa Sanità33 Vet33