L’estate degli adolescenti: perché i mesi senza scuola possono essere a rischio
Per molti adolescenti l'inizio dell'estate significa libertà. Per alcuni è un momento in cui emergono fragilità che durante l'anno scolastico sono rimaste nascoste. Con la fine della scuola spariscono routine, orari definiti e relazioni quotidiane che svolgono una funzione protettiva; al loro posto arrivano giornate senza struttura, molte più ore trascorse sui social e ritmi sonno-veglia completamente stravolti. Gli specialisti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù mettono in guardia: per i ragazzi più vulnerabili, l'estate può essere il momento in cui compaiono o si aggravano disagio emotivo, insoddisfazione per il proprio corpo e comportamenti alimentari problematici. Ecco a cosa fare attenzione e alcune regole da tenere sempre presenti.
Perché l'estate può essere un momento delicato
La scuola non è solo lezioni e compiti. Per molti adolescenti è un insieme di relazioni quotidiane e punti di riferimento fissi. Con l'arrivo dell'estate, quando termina l'anno scolastico, tutto questo viene improvvisamente meno.
«L'estate viene spesso associata a benessere e leggerezza, ma per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato», spiega Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù. «La chiusura delle scuole interrompe abitudini e relazioni che per molti ragazzi svolgono una funzione protettiva. Allo stesso tempo aumenta l'esposizione ai social network e ai modelli estetici irrealistici, con possibili ripercussioni sull'autostima e sul rapporto con il proprio corpo».
Il social jetlag: cosa succede al sonno degli adolescenti
Durante i mesi estivi, senza orari scolastici da rispettare, i ritmi sonno-veglia degli adolescenti tendono a slittare progressivamente. Ci si addormenta e ci si sveglia sempre più tardi. È quello che gli esperti chiamano social jetlag, un disallineamento tra l'orologio biologico interno e i ritmi sociali imposti dall'esterno.
Fino al 70-80% degli adolescenti lo sperimenta durante i mesi estivi. Non è solo una questione di stanchezza: un sonno cronicamente alterato influisce sull'umore, sulla capacità di regolare le emozioni e sulla vulnerabilità al disagio psicologico.
Iperconnessione: 45-55 minuti in più online ogni giorno
I dati internazionali mostrano che durante l'estate gli adolescenti trascorrono mediamente tra i 45 e i 55 minuti in più al giorno online rispetto al periodo scolastico. In Italia, il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le quattro ore di connessione quotidiana.
Più tempo online significa più esposizione ai contenuti social: in estate questo si traduce spesso in un aumento del confronto con standard estetici irrealistici. Secondo la Mental Health Foundation britannica, le immagini viste online incidono negativamente sulla percezione di sé per il 40% dei giovani. L'insoddisfazione per il proprio aspetto fisico riguarda già circa 3 adolescenti su 10 in Italia.
Disturbi alimentari: i dati del Bambino Gesù
Il periodo estivo coincide spesso con un aumento della pressione sull'immagine corporea - la cosiddetta "prova costume" - che può tradursi in diete drastiche, allenamenti compulsivi e un'attenzione ossessiva al peso e alle calorie.
Il Bambino Gesù registra da anni un aumento costante dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, indipendentemente dalla stagione. Nell'arco di cinque anni le diagnosi sono aumentate di oltre il 60%, in particolare tra i più giovani: +50% tra i bambini sotto i 10 anni e nella fascia 11-13 anni.
«Molti disturbi della sfera emotiva esordiscono proprio durante l'adolescenza e oggi in età sempre più precoce», sottolinea Menghini. «Possono manifestarsi inizialmente con segnali sfumati, che tuttavia è importante intercettare, soprattutto nei mesi in cui i ritmi quotidiani cambiano profondamente».
10 regole per un'estate più equilibrata
Secondo gli esperti del Bambino Gesù, i comportamenti a cui prestare attenzione nei mesi estivi sono cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, isolamento sociale, irritabilità persistente, alterazioni del sonno, attività fisica eccessiva, utilizzo prolungato dei dispositivi digitali nelle ore notturne, ossessione per il peso o per il calcolo delle calorie. Nessuno di questi segnali, preso singolarmente, è necessariamente allarmante. Tuttavia, la persistenza nel tempo e la combinazione di più elementi sono gli indicatori più significativi.
Gli specialisti hanno elaborato dieci indicazioni pratiche per genitori e caregiver:
1. Mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze
2. Limitare l'uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali
3. Evitare dispositivi digitali durante i pasti
4. Favorire attività sportive e tempo all'aperto
5. Prestare attenzione a cambiamenti improvvisi dell'alimentazione
6. Non banalizzare o sottovalutare frasi negative ricorrenti sul proprio corpo
7. Osservare eventuali segnali di isolamento sociale
8. Incentivare relazioni e attività condivise offline
9. Parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi
10. Chiedere supporto specialistico in presenza di segnali persistenti di disagio
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