Caldo estivo, come proteggersi dalle ondate di calore

25 maggio 2026
Aggiornamenti e focus, Speciale Estate

Caldo estivo, come proteggersi dalle ondate di calore



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Con l'arrivo del caldo, sono di nuovo disponibili i bollettini sulle ondate di calore del Ministero della Salute per 27 città italiane. È uno strumento a disposizione di tutti, dal lunedì al venerdì, dal 25 maggio al 20 settembre: non si tratta di semplici previsioni meteorologiche, ma di vere e proprie valutazioni del rischio per la salute, con un orizzonte di 72 ore e quattro livelli di allerta. Anziani, bambini, malati cronici e donne in gravidanza sono le categorie più esposte, ma sapere quando il rischio aumenta e che cosa fare serve a tutti.


Cosa sono le ondate di calore e perché fanno male

Un'ondata di calore non è semplicemente una giornata calda. Si parla di ondata quando temperature molto elevate persistono per più giorni consecutivi, spesso accompagnate da tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. È la combinazione di questi fattori, e soprattutto la loro durata, a rendere il caldo pericoloso per la salute. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione.

Il corpo umano regola la temperatura attraverso sudorazione e vasodilatazione. Quando il calore ambientale è troppo intenso o prolungato, questi meccanismi possono non essere sufficienti. Il risultato, nei casi più gravi, è il colpo di calore: una condizione medica seria, con temperature corporee oltre i 40°C, confusione mentale, perdita di coscienza. Ma anche forme meno acute, come disidratazione, esaurimento da calore, aggravamento di patologie preesistenti, possono avere conseguenze significative, soprattutto nelle persone fragili.


Come funziona il sistema di allerta del Ministero

Il Piano di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della Salute e attivo dal 2005, monitora ogni anno le condizioni climatiche nelle principali città italiane durante la stagione estiva.

Il sistema elabora bollettini giornalieri per 27 città: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

I bollettini vengono pubblicati dal lunedì al venerdì entro le 11.00 e contengono previsioni a 24, 48 e 72 ore. Sono consultabili sul portale del Ministero della Salute e tramite l'app "Caldo e Salute", disponibile per Android su Google Play.


I quattro livelli di rischio

Il sistema di allerta prevede quattro livelli:
● Livello 0: Nessun rischio. Condizioni meteorologiche nella norma, senza effetti attesi sulla salute.
● Livello 1: Pre-allerta. Condizioni che precedono un possibile livello 2. È il segnale per iniziare a prestare attenzione, soprattutto per chi assiste persone vulnerabili.
● Livello 2: Temperature elevate con possibili effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nelle categorie più a rischio. È il momento di adottare misure preventive concrete.
● Livello 3: Ondata di calore vera e propria: condizioni di rischio elevato (livello 2) persistenti per tre o più giorni consecutivi. Il rischio è elevato per tutta la popolazione, non solo per i gruppi vulnerabili.


Chi è più a rischio

Il sistema di sorveglianza presta attenzione particolare a quattro categorie:
Anziani: la termoregolazione si riduce con l'età, la percezione della sete diminuisce e molti farmaci comuni interferiscono con la capacità del corpo di adattarsi al calore.
Bambini piccoli: il loro organismo produce più calore per unità di peso rispetto agli adulti e disperde meno efficacemente.
Malati cronici: chi soffre di patologie cardiovascolari, respiratorie, renali o neurologiche è esposto a un rischio maggiore di complicanze durante le ondate di calore.
Donne in gravidanza: il calore può aumentare il rischio di parto prematuro e complicanze per madre e bambino.

A queste si aggiungono le persone che vivono sole, chi lavora all'aperto e chi vive in abitazioni senza adeguata ventilazione o climatizzazione.


Cosa fare nei giorni di allerta

Le indicazioni del Ministero della Salute per i giorni con livello 2 o 3 sono pratiche e concrete.

Evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 18. Bere acqua regolarmente, anche senza aspettare di sentire sete: la disidratazione nei giorni di caldo intenso può arrivare prima che il corpo la segnali. Indossare abiti leggeri e chiari, preferibilmente in tessuti naturali, come cotone e lino. Tenere gli ambienti freschi nelle ore più calde, oscurando le finestre esposte al sole e arieggiando la notte quando le temperature scendono.

Chi ha familiari anziani o fragili che vivono soli dovrebbe aumentare la frequenza dei contatti nei giorni di allerta. Un colpo di calore in un anziano può essere silenzioso nei primi stadi e richiedere intervento medico urgente.


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