02 luglio 2026
Casgevy
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Cos'è Casgevy (exagamglogene autotemcel)
Casgevy è un farmaco a base di exagamglogene autotemcel, appartenente al gruppo terapeutico Farmaci per Beta talassemia. E' commercializzato in Italia da Vertex Pharmaceuticals (Italy) S.r.l.
Confezioni e formulazioni di Casgevy disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Casgevy disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Casgevy e perchè si usa
β-talassemia
Casgevy è indicato per il trattamento della β-talassemia trasfusione-dipendente (transfusion-dependent β-thalassemia, TDT) in pazienti di età pari o superiore a 12 anni per i quali è appropriato il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (haematopoietic stem cell, HSC) e non è disponibile un donatore consanguineo di HSC con antigene leucocitario umano (human leukocyte antigen, HLA) compatibile.
Anemia falciforme
Casgevy è indicato per il trattamento dell’anemia falciforme (sickle cell disease, SCD) severa in pazienti di età pari o superiore a 12 anni con crisi vaso-occlusive (vaso-occlusive crises, VOC) ricorrenti, per i quali è appropriato il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSC) e non è disponibile un donatore consanguineo di HSC con antigene leucocitario umano (HLA) compatibile.
Indicazioni: come usare Casgevy, posologia, dosi e modo d'uso
Casgevy deve essere somministrato in un centro di trattamento autorizzato da un medico con esperienza nel trapianto di HSC e nel trattamento di pazienti con β-emoglobinopatie che abbia ricevuto una formazione specifica sulla somministrazione e sulla gestione di pazienti trattati con il medicinale.
Prima di avviare la mobilizzazione, l’aferesi e il condizionamento mieloablativo, deve essere confermato che il trapianto di cellule staminali ematopoietiche sia appropriato per il paziente.
Posologia
Casgevy è destinato all’uso autologo (vedere paragrafo 4.4).
Il trattamento consiste in una dose singola contenente una dispersione per infusione di cellule CD34+ vitali in uno o più flaconcini.
La dose minima raccomandata di Casgevy è di 3 x 106 cellule CD34+/kg di peso corporeo.
Vedere il foglio informativo del lotto (LIS) di accompagnamento per ulteriori informazioni relative alla dose.
Mobilizzazione e aferesi
I pazienti devono sottoporsi a mobilizzazione delle HSPC CD34+ seguita da aferesi al fine di isolare le cellule CD34+ per la produzione del medicinale.
Massimizzare la raccolta di cellule CD34+ per la produzione del medicinale durante ogni ciclo di mobilizzazione e aferesi. Nel corso di ogni ciclo, eseguire la raccolta cellulare per la produzione del medicinale in due giorni consecutivi, se clinicamente tollerato. Per la produzione del medicinale è raccomandata una raccolta target totale di almeno 20 x 106 cellule CD34+/kg. Le cellule raccolte devono essere inviate per la produzione del medicinale anche se non si ottiene la raccolta target totale. Inoltre, devono essere raccolte almeno 2 x 106 cellule CD34+/kg per le cellule di salvataggio immodificate di riserva. È possibile destinare un terzo giorno alla raccolta cellulare per ottenere le cellule di salvataggio di riserva, se necessario.
Se la dose minima di Casgevy non è raggiunta dopo la produzione iniziale del medicinale, il paziente dovrà sottoporsi a cicli supplementari di mobilizzazione e aferesi al fine di ottenere altre cellule per l’ulteriore produzione del medicinale. Ogni ciclo di mobilizzazione e aferesi deve essere separato da un intervallo minimo di 14 giorni.
La raccolta di riserva ≥ 2 x 106 cellule CD34+/kg di cellule di salvataggio immodificate deve essere prelevata dal paziente e crioconservata prima del condizionamento mieloablativo e dell’infusione con Casgevy.
Le cellule immodificate possono essere necessarie per il trattamento di salvataggio in una delle condizioni seguenti: compromissione di Casgevy dopo l’inizio del condizionamento mieloablativo e prima della sua infusione oppure fallimento dell’attecchimento dei neutrofili o perdita dell’attecchimento dopo l’infusione con Casgevy.
Vedere paragrafo 5.1 per una descrizione del regime di mobilizzazione utilizzato nello studio clinico. Consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto del medicinale o dei medicinali per la mobilizzazione prima del trattamento con Casgevy.
β-talassemia
Prima della procedura di aferesi si raccomanda di sottoporre i pazienti a una o più trasfusioni di eritrociti (RBC) allo scopo di mantenere una concentrazione di emoglobina (Hb) totale ≥ 11 g/dL.
Anemia falciforme
Prima della procedura di aferesi si raccomanda di sottoporre i pazienti a scambio eritrocitario o a una o più trasfusioni semplici allo scopo di mantenere i livelli di emoglobina S (HbS) < 30% dell’Hb totale, mantenendo al contempo una concentrazione di Hb totale ≤ 11 g/dL.
Le terapie modificanti la malattia (ad esempio idrossiurea/idrossicarbamide, crizanlizumab, voxelotor) devono essere interrotte 8 settimane prima dell’inizio previsto della mobilizzazione e del condizionamento.
Il fattore stimolante le colonie di granulociti (G-CSF) non deve essere somministrato per la mobilizzazione nei pazienti con anemia falciforme.
Condizionamento prima del trattamento
Il condizionamento mieloablativo completo deve essere somministrato prima dell’infusione di Casgevy. Il condizionamento non deve essere iniziato fino a quando il centro di trattamento autorizzato non avrà ricevuto il set completo di flaconcini che costituisce l’intera dose di Casgevy e la disponibilità della raccolta di riserva di cellule CD34+ immodificate non è confermata. Vedere paragrafo 5.1 per una descrizione del regime di condizionamento utilizzato nello studio clinico. Consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto del medicinale o dei medicinali per il condizionamento mieloablativo prima del trattamento.
β-talassemia
Si raccomanda che i pazienti mantengano una concentrazione di Hb totale ≥ 11 g/dL per 60 giorni prima del condizionamento mieloablativo.
Anemia falciforme
Si raccomanda di sottoporre i pazienti a scambio eritrocitario o a una o più trasfusioni semplici per almeno 8 settimane prima dell’inizio del condizionamento mieloablativo, allo scopo di mantenere i livelli di HbS < 30% dell’Hb totale e una concentrazione di Hb totale ≤ 11 g/dL. All’avvio degli scambi eritrocitari o delle trasfusioni semplici, le terapie modificanti la malattia (ad esempio, idrossiurea/idrossicarbamide, crizanlizumab, voxelotor) devono essere interrotte.
La terapia di chelazione del ferro deve essere interrotta almeno 7 giorni prima del condizionamento mieloablativo.
Deve essere considerata inoltre la profilassi per le crisi convulsive. Per informazioni sulle interazioni farmacologiche, consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto del medicinale per il condizionamento mieloablativo utilizzato.
Deve essere considerata una profilassi per la malattia veno-occlusiva (veno-occlusive disease, VOD) epatica/sindrome da ostruzione sinusoidale epatica, secondo le linee guida.
Prima di iniziare il regime di condizionamento mieloablativo, deve essere confermata la disponibilità del set completo di flaconcini che costituisce la dose di Casgevy e di cellule di salvataggio immodificate. Per la conferma del numero di flaconcini e della dose totale di Casgevy, consultare il foglio informativo del lotto (LIS) che accompagna la spedizione del medicinale.
Premedicazione
Si raccomanda di premedicare con paracetamolo e difenidramina, o medicinali assimilabili, secondo le linee guida ufficiali, prima dell’infusione di Casgevy per ridurre la possibilità di una reazione all’infusione.
Popolazioni speciali
Pazienti di età pari o superiore a 35 anni
Casgevy non è stato studiato in pazienti di età > 35 anni. La sicurezza e l’efficacia di Casgevy in questa popolazione non sono state stabilite. Deve essere considerato il beneficio del trattamento nei singoli pazienti rispetto ai rischi del trapianto di HSC.
Compromissione renale
Casgevy non è stato studiato in pazienti con compromissione renale, definita come velocità di filtrazione glomerulare stimata < 60 mL/min/1,73 m². Non è necessario un adeguamento della dose.
Compromissione epatica
Casgevy non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica. Non è necessario un adeguamento della dose.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Casgevy nei pazienti di età < 12 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Pazienti sieropositivi per il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) o il virus dell’epatite C (HCV)
Casgevy non è stato studiato in pazienti con infezione da HIV-1, HIV-2, HBV o HCV. Prima della raccolta delle cellule per la produzione del medicinale, deve essere eseguito lo screening per l’HIV-1, l’HIV-2, l’HBV e l’HCV ed eventuali altri agenti infettivi, in conformità alle linee guida locali. Casgevy non deve essere usato in pazienti con HIV-1, HIV-2, HBV o HCV in fase attiva.
Pazienti con precedente trapianto di HSC
Casgevy non è stato studiato in pazienti sottoposti a un precedente trapianto di HSC allogenico o autologo. Il trattamento con Casgevy non è raccomandato in questi pazienti.
Modo di somministrazione
Casgevy è solo per uso endovenoso.
Dopo il completamento del regime di condizionamento mieloablativo, devono trascorrere almeno 48 ore prima dell’infusione di Casgevy. Casgevy deve essere somministrato tra un minimo di 48 ore e un massimo di 7 giorni dopo l’ultima dose del regime di condizionamento mieloablativo.
Prima dello scongelamento e della somministrazione, è necessario confermare che l’identità del paziente corrisponda alle informazioni uniche sul paziente riportate sul(i) flaconcino(i) di Casgevy e sulla documentazione allegata. Verificare inoltre il numero totale di flaconcini rispetto alle informazioni specifiche per il paziente riportate sul foglio informativo del lotto (LIS) (vedere paragrafo 4.4).
Casgevy è somministrato come bolo endovenoso mediante un catetere venoso centrale. L’infusione di Casgevy deve essere completata non appena possibile ed entro 20 minuti dallo scongelamento. Nel caso in cui sia fornito più di un flaconcino, devono essere somministrati tutti i flaconcini. Deve essere infuso l’intero volume di ogni flaconcino.
Per le istruzioni dettagliate sulla preparazione, la somministrazione, le misure da adottare in caso di esposizione accidentale e lo smaltimento di Casgevy, vedere paragrafo 6.6.
Dopo la somministrazione di Casgevy
Dopo l’infusione di Casgevy devono essere seguite le procedure standard per il monitoraggio e il trattamento del paziente post-trapianto di HSC, incluso il monitoraggio del quadro emocromocitometrico e del fabbisogno trasfusionale.
I prodotti ematici richiesti entro i primi 3 mesi dopo l’infusione di Casgevy devono essere irradiati.
Può essere necessario riprendere la chelazione del ferro dopo l’infusione di Casgevy. Deve essere evitato l’uso di chelanti del ferro non mielosoppressivi per almeno 3 mesi e l’uso di chelanti del ferro mielosoppressivi per almeno 6 mesi dopo l’infusione di Casgevy. La flebotomia può essere utilizzata in sostituzione della chelazione del ferro, ove appropriato (vedere paragrafo 4.5).
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Casgevy
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Devono essere considerate le controindicazioni ai medicinali per la mobilizzazione e il condizionamento mieloablativo.
Casgevy può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Donne in età fertile/contraccezione in uomini e donne
Prima dell’inizio di ogni ciclo di mobilizzazione deve essere eseguito un test di gravidanza tramite esame del sangue che deve dare esito negativo. Tale esito deve essere riconfermato anche prima del condizionamento mieloablativo. I dati relativi all’esposizione non sono sufficienti per fornire una raccomandazione precisa sulla durata della contraccezione dopo il trattamento con Casgevy. Le donne in età fertile e gli uomini in grado di concepire devono usare misure contraccettive efficaci dall’inizio della mobilizzazione fino ad almeno 6 mesi dopo la somministrazione del condizionamento mieloablativo. Deve essere consultato anche il riassunto delle caratteristiche del prodotto del medicinale per il condizionamento mieloablativo.
Gravidanza
I dati clinici relativi all’uso di exagamglogene autotemcel in donne in gravidanza non esistono. Non sono stati condotti studi di tossicità riproduttiva e dello sviluppo sugli animali con exagamglogene autotemcel per valutarne l’eventuale capacità di causare danno fetale in caso di somministrazione a donne in gravidanza. Non è noto se exagamglogene autotemcel abbia il potenziale di essere trasferito al feto. Casgevy non deve essere somministrato durante la gravidanza a causa del rischio associato al condizionamento mieloablativo. La gravidanza dopo l’infusione di Casgevy deve essere discussa con il medico curante (vedere le indicazioni sulla contraccezione sopra riportate).
Allattamento
Non è noto se exagamglogene autotemcel sia escreto nel latte materno o trasferito al lattante. Non ci sono dati disponibili.
Deve essere consultato il riassunto delle caratteristiche del prodotto del medicinale o dei medicinali per la mobilizzazione e per il condizionamento mieloablativo per indicazioni sul loro uso durante l’allattamento. A causa dei potenziali rischi associati al condizionamento mieloablativo, l’allattamento deve essere interrotto durante il condizionamento.
La decisione di allattare dopo il trattamento con Casgevy deve essere discussa con il medico curante, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino rispetto ai potenziali eventi avversi di Casgevy o della condizione di base della madre.
Fertilità
Non ci sono dati sugli effetti di exagamglogene autotemcel sulla fertilità umana. Gli effetti sulla fertilità maschile e femminile non sono stati valutati in studi sugli animali. Sono disponibili dati sul rischio di infertilità con il condizionamento mieloablativo. Si consiglia pertanto di considerare le opzioni per la conservazione della fertilità, quali ad esempio la crioconservazione dello sperma o degli ovuli, prima del trattamento, se possibile.
Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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