Dovato

02 luglio 2026

Dovato


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Cos'è Dovato (dolutegravir + lamivudina)


Dovato è un farmaco a base di dolutegravir + lamivudina, appartenente al gruppo terapeutico Antiretrovirali. E' commercializzato in Italia da ViiV Healthcare S.r.l. unipersonale

Confezioni e formulazioni di Dovato disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Dovato disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Dovato e perchè si usa


Dovato è indicato per il trattamento dell'infezione da virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1), negli adulti e negli adolescenti di età superiore a 12 anni, con peso corporeo di almeno 40 kg, con nessuna resistenza nota o sospetta verso la classe degli inibitori dell’integrasi o verso lamivudina (vedere paragrafo 5.1).

Indicazioni: come usare Dovato, posologia, dosi e modo d'uso


Dovato deve essere prescritto da un medico con esperienza nella gestione dell'infezione da HIV.

Posologia

Adulti e adolescenti (di età superiore a 12 anni con peso corporeo di almeno 40 kg)

Negli adulti e negli adolescenti, la dose raccomandata di Dovato è di una compressa da 50 mg/300 mg, una volta al giorno.

Correzioni della dose

È disponibile una preparazione separata di dolutegravir, nei casi in cui sia indicato un aggiustamento della dose a causa di interazioni farmacologiche (ad es., rifampicina, carbamazepina, oxcarbazepina, fenitoina, fenobarbitale, erba di S. Giovanni, etravirina (senza potenziamento degli inibitori della proteasi), efavirenz, nevirapina o tipranavir/ritonavir, vedere paragrafi 4.4 e 4.5). In questi casi il medico deve fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di dolutegravir come singola entità.

Dosi dimenticate

Se il paziente dimentica di assumere una dose di Dovato, deve prendere Dovato il più presto possibile, ma solo se mancano più di 4 ore per l’assunzione della dose successiva. Se la dose successiva è prevista entro 4 ore, il paziente non deve assumere la dose dimenticata ma semplicemente assumere la dose usuale al momento stabilito.

Anziani

Nei pazienti di 65 anni di età ed oltre, i dati disponibili sull’impiego di Dovato sono limitati. Non è necessario alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

L’impiego di Dovato è sconsigliato nei pazienti con una clearance della creatinina < 30 mL/min (vedere paragrafo 5.2). Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è richiesta alcuna correzione della dose. Tuttavia, l'esposizione a lamivudina è aumentata in maniera significativa nei pazienti con una clearance della creatinina < 50 mL/min (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione epatica

Nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (grado A o B della classificazione Child-Pugh), non è richiesta alcuna correzione della dose. Non sono disponibili dati nei pazienti con compromissione epatica severa (grado C della classificazione Child-Pugh); pertanto Dovato deve essere usato con cautela in tali pazienti (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

Nei bambini di età inferiore a 12 anni e negli adolescenti di peso corporeo inferiore a 40 kg, la sicurezza e l'efficacia di Dovato non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Uso orale

Dovato può essere assunto con o senza cibo (vedere paragrafo 5.2).

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Dovato


Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Co-somministrazione con medicinali con ridotte finestre terapeutiche, che sono substrati del trasportatore di cationi organici (OCT) 2, incluso ma non limitato a fampridina (nota anche come dalfampridina; vedere paragrafo 4.5).

Dovato può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Dovato può essere impiegato in gravidanza se clinicamente necessario.

Una grande quantità di dati su donne in gravidanza (più di 1000 esiti di esposizione) non indica alcuna tossicità in termini di malformazioni né fetale/neonatale associata a dolutegravir. Una grande quantità di dati su donne in gravidanza (più di 1000 esiti di esposizione) non indica alcuna tossicità in termini di malformazioni né fetale/neonatale con lamivudina.

Non esistono dati o la quantità è limitata (meno di 300 esiti di esposizione) sull'uso di questa duplice combinazione in gravidanza.

La sicurezza e l'efficacia di una duplice terapia con dolutegravir + lamivudina non sono state studiate in gravidanza.

Due ampi studi di sorveglianza degli esiti alla nascita (più di 14 000 esiti di gravidanza) in Botswana (Tsepamo) ed Eswatini e altre fonti, non indicano un aumento del rischio di difetti del tubo neurale dopo l'esposizione a dolutegravir.

L’incidenza dei difetti del tubo neurale nella popolazione generale varia da 0,5-1 caso ogni 1000 nati vivi (0,05-0,1%).

I dati provenienti dallo studio Tsepamo non mostrano alcuna differenza significativa nella prevalenza di difetti del tubo neurale (0,11%) nei neonati le cui madri stavano assumendo dolutegravir al momento del concepimento (più di 9 400 esposizioni) rispetto a quelle in trattamento con regimi antiretrovirali non contenenti dolutegravir al momento del concepimento (0,11%), o rispetto alle donne senza infezione da HIV (0,07%).

I dati provenienti dallo studio Eswatini mostrano la stessa prevalenza di difetti del tubo neurale (0,08%) nei neonati le cui madri stavano assumevano dolutegravir al momento del concepimento (più di 4 800 esposizioni), rispetto ai neonati di donne senza infezione da HIV (0,08%).

I dati analizzati dal Registro delle Gravidanze degli Antiretrovirali (Antiretroviral Pregnancy Registry - APR) di più di 1000 gravidanze con trattamento con dolutegravir nel primo trimestre e di più di 1000 gravidanze con trattamento con lamivudina nel primo trimestre non indicano un aumento del rischio di gravi difetti alla nascita sia con dolutegravir che con lamivudina rispetto al tasso di base o alle donne con infezione da HIV. Non esistono dati o la quantità è limitata da APR (meno di 300 esposizioni nel primo trimestre) sull'uso di dolutegravir + lamivudina nelle donne in gravidanza.

In studi di tossicità riproduttiva sugli animali con dolutegravir, non sono stati identificati esiti avversi nello sviluppo, compresi i difetti del tubo neurale (vedere paragrafo 5.3).

Dolutegravir attraversa la placenta negli esseri umani. Nelle donne in gravidanza affette da HIV, la concentrazione media di dolutegravir nel cordone ombelicale del feto è stata circa 1,3 volte superiore rispetto alla concentrazione plasmatica periferica materna. Nell’essere umano è stato dimostrato che si verifica un passaggio transplacentare di lamivudina.

Non ci sono informazioni sufficienti sugli effetti di dolutegravir nei neonati.

Gli studi sugli animali con lamivudina hanno mostrato un aumento delle morti embrionali precoci nei conigli ma non nei ratti (vedere paragrafo 5.3).

Studi sugli animali hanno evidenziato che lamivudina può inibire la replicazione del DNA cellulare (vedere paragrafo 5.3). La rilevanza clinica di queste osservazioni è sconosciuta.

Disfunzione mitocondriale

Gli analoghi nucleosidici e nucleotidici, sia in vivo che in vitro, hanno dimostrato di causare danno mitocondriale di grado variabile. Sono stati segnalati casi di disfunzione mitocondriale in neonati HIV-negativi esposti agli analoghi nucleosidici in utero e/o dopo la nascita (vedere paragrafo 4.4).

Allattamento

Dolutegravir viene escreto nel latte materno in piccole quantità (è stato dimostrato un rapporto medio tra dolutegravir latte materno/plasma materno di 0,033). Non ci sono informazioni sufficienti sugli effetti di dolutegravir nei neonati/prima infanzia.

Sulla base di più di 200 coppie madre/figlio in trattamento per l'HIV, nei lattanti allattati al seno da madri in trattamento per l'HIV, le concentrazioni sieriche di lamivudina sono risultate molto basse (meno del 4% delle concentrazioni sieriche materne) e, progressivamente, diminuiscono a livelli non rilevabili quando i lattanti allattati al seno raggiungono le 24 settimane di età. Non esistono dati disponibili sulla sicurezza di lamivudina quando somministrata a bambini di età inferiore a tre mesi.

Si raccomanda alle donne affette da HIV di non allattare al seno al fine di evitare la trasmissione dell’HIV.

Fertilità

Non vi sono dati sugli effetti di dolutegravir o lamivudina sulla fertilità umana femminile o maschile. Gli studi sugli animali non indicano effetti di dolutegravir o lamivudina sulla fertilità maschile o femminile (vedere paragrafo 5.3).

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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