Erbitux

21 luglio 2026

Erbitux


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Cos'è Erbitux (cetuximab)


Erbitux è un farmaco a base di cetuximab, appartenente al gruppo terapeutico Antineoplastici, anticorpi monoclonali. E' commercializzato in Italia da Merck Serono S.p.A.

Confezioni e formulazioni di Erbitux disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Erbitux disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Erbitux e perchè si usa


Erbitux è indicato per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma metastatico del colon-retto (mCRC) con espressione del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) e senza mutazioni di RAS (wild-type)

• in associazione con chemioterapia a base di irinotecan,

• in prima linea in associazione con FOLFOX,

• in monoterapia nei pazienti nei quali sia fallita la terapia a base di oxaliplatino e irinotecan e che siano intolleranti a irinotecan.

Per maggiori dettagli vedere paragrafo 5.1.

Erbitux è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma metastatico del colon-retto con mutazione BRAF V600E

• in associazione con encorafenib e FOLFOX come trattamento di prima linea,

• in associazione con encorafenib nei pazienti che hanno ricevuto una precedente terapia sistemica.

Per maggiori dettagli vedere paragrafo 5.1, per la selezione dei pazienti sulla base dei biomarcatori vedere paragrafo 4.2.

Erbitux è indicato per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma a cellule squamose di testa e collo

• in associazione con radioterapia per la malattia localmente avanzata;

• in associazione con chemioterapia a base di platino nella malattia ricorrente e/o metastatica.

Indicazioni: come usare Erbitux, posologia, dosi e modo d'uso


Erbitux deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’uso di medicinali antineoplastici. È richiesto un attento controllo durante l’infusione e per almeno un’ora dopo la fine dell’infusione. Deve essere assicurata la disponibilità di attrezzature per la rianimazione.

Posologia

Prima della prima infusione, i pazienti devono ricevere una premedicazione con un antistaminico e un corticosteroide almeno 1 ora prima della somministrazione di cetuximab. Questa premedicazione è raccomandata prima di tutte le infusioni successive.

Carcinoma del colon-retto

Carcinoma del colon-retto senza mutazioni di RAS

Nei pazienti con mCRC senza mutazioni di RAS, cetuximab è utilizzato in associazione con chemioterapia o in monoterapia (vedere paragrafo 5.1). Prima di iniziare il trattamento con Erbitux è necessario verificare lo stato wild type di RAS (assenza di mutazioni KRAS e NRAS). Lo stato mutazionale deve essere determinato da un laboratorio competente che utilizzi un metodo di analisi validato per la diagnosi delle mutazioni KRAS e NRAS (esoni 2, 3 e 4) (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Erbitux può essere somministrato secondo uno schema posologico settimanale o ogni due settimane.

Schema posologico settimanale

Erbitux viene somministrato una volta a settimana. La dose iniziale è di 400 mg di cetuximab per m² di superficie corporea (BSA). Tutte le successive dosi settimanali sono di 250 mg/m² ciascuna.

Schema posologico ogni due settimane

Erbitux viene somministrato una volta ogni due settimane. Ogni dose è di 500 mg di cetuximab per m² di superficie corporea.

Carcinoma del colon-retto con mutazione BRAF V600E

Nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico (mCRC) con mutazione BRAF V600E, cetuximab è utilizzato in associazione con encorafenib e FOLFOX o con encorafenib (vedere paragrafo 5.1). Prima di iniziare il trattamento con Erbitux è necessario accertare la presenza della mutazione BRAF V600E. Lo stato mutazionale deve essere determinato mediante un IVD (dispositivo diagnostico in vitro) a marchio CE con la destinazione d’uso corrispondente. Nel caso in cui non sia disponibile un IVD a marchio CE, deve essere utilizzato un test alternativo convalidato.

In associazione con encorafenib nei pazienti che hanno ricevuto una precedente terapia sistemica

Erbitux viene somministrato una volta a settimana. La prima dose è di 400 mg di cetuximab per m² di superficie corporea (BSA). Tutte le successive dosi settimanali sono di 250 mg/m² ciascuna.

In associazione con encorafenib e FOLFOX

Erbitux viene somministrato una volta ogni due settimane. Ogni dose è di 500 mg di cetuximab per m² di superficie corporea.

Per il dosaggio o le modifiche posologiche raccomandate degli agenti chemioterapici usati in associazione e di encorafenib, fare riferimento alle informazioni sul prodotto relative a questi medicinali. Gli agenti chemioterapici non devono essere somministrati prima che sia trascorsa un’ora dalla fine dell’infusione di cetuximab. Encorafenib deve essere somministrato prima di iniziare l’infusione di cetuximab.

Si raccomanda di continuare il trattamento con cetuximab fino a che non vi sia progressione della malattia.

Carcinoma a cellule squamose di testa e collo

In associazione con radioterapia

Nei pazienti con carcinoma a cellule squamose di testa e collo localmente avanzato, cetuximab è utilizzato in concomitanza con radioterapia. Si raccomanda di iniziare la terapia con cetuximab una settimana prima della radioterapia, proseguendo la terapia fino al termine del periodo previsto per la radioterapia.

Erbitux viene somministrato una volta a settimana. La dose iniziale è di 400 mg di cetuximab per m² di superficie corporea (BSA). Tutte le successive dosi settimanali sono di 250 mg/m² ciascuna.

In associazione con chemioterapia a base di platino

Nei pazienti con carcinoma a cellule squamose di testa e collo ricorrente e/o metastatico, cetuximab è utilizzato in associazione con chemioterapia a base di platino, seguita da cetuximab come terapia di mantenimento fino a progressione della malattia (vedere paragrafo 5.1). La chemioterapia non deve essere somministrata prima che sia trascorsa un’ora dalla fine dell’infusione di cetuximab.

Erbitux può essere somministrato secondo uno schema posologico settimanale o ogni due settimane.

Schema posologico settimanale

Erbitux viene somministrato una volta a settimana. La dose iniziale è di 400 mg di cetuximab per m² di superficie corporea (BSA). Tutte le successive dosi settimanali sono di 250 mg/m² ciascuna.

Schema posologico ogni due settimane

Erbitux viene somministrato una volta ogni due settimane. Ogni dose è di 500 mg di cetuximab per m² di superficie corporea.

Popolazioni speciali

Cetuximab non è stato studiato in pazienti con alterazioni ematologiche preesistenti (vedere paragrafo 4.4).

Negli anziani non sono richiesti aggiustamenti della dose, tuttavia l’esperienza nei pazienti di età pari a 75 anni o superiore è limitata.

Ad oggi sono stati studiati pazienti con compromissione renale lieve (CRCL ≥ 60 e < 90 mL/min) e moderata (CRCL ≥ 30 e < 60 mL/min) e pazienti con compromissione epatica lieve secondo i criteri NCI-ODWG (National Cancer Institute Organ Dysfunction Working Group). L’effetto di una compromissione epatica moderata o severa, come da criteri NCI-ODWG, sulla farmacocinetica di cetuximab non è stato valutato. La farmacocinetica di cetuximab in pazienti con compromissione renale severa (CRCL ≥ 15 e < 30 mL/min) o con malattia renale allo stadio terminale non è stata valutata. Vedere paragrafo 5.2.

Popolazione pediatrica

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di cetuximab nella popolazione pediatrica per le indicazioni autorizzate.

Modo di somministrazione

Erbitux 5 mg/mL viene somministrato per via endovenosa mediante una pompa per infusione, fleboclisi a goccia o una pompa a siringa (per le istruzioni sull’impiego del medicinale, vedere paragrafo 6.6).

La dose iniziale deve essere somministrata lentamente per minimizzare il rischio di reazioni correlate all’infusione (vedere paragrafo 4.4). Il tempo di infusione raccomandato è di 120 minuti. Per le successive somministrazioni di cetuximab, la velocità di infusione non deve superare i 10 mg/min. Se l’infusione iniziale è ben tollerata, il tempo di infusione raccomandato per lo schema posologico settimanale di 250 mg/m² è di 60 minuti e il tempo di infusione raccomandato per lo schema posologico ogni due settimane di 500 mg/m² è di 120 minuti.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Erbitux


Erbitux è controindicato in pazienti con nota ipersensibilità severa (grado 3 o 4 [Common Terminology Criteria for Adverse Events, CTCAE]) a cetuximab.

L’associazione di Erbitux con chemioterapia a base di oxaliplatino è controindicata nei pazienti affetti da mCRC con mutazioni di RAS o di cui non è noto lo stato di RAS (vedere anche paragrafo 4.4).

Prima di iniziare il trattamento di associazione, si devono esaminare le controindicazioni relative agli agenti chemioterapici usati in associazione o quelle relative alla radioterapia.

Erbitux può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

L’EGFR è coinvolto nello sviluppo fetale. Un numero limitato di osservazioni negli animali indica un passaggio placentare di cetuximab, ed è stato riscontrato che altri anticorpi IgG1 attraversano la barriera placentare. Gli studi condotti su animali non hanno evidenziato effetti teratogeni. Tuttavia, in maniera dipendente dalla dose, è stato osservato un aumento dell’incidenza di aborti (vedere paragrafo 5.3). Non sono disponibili dati sufficienti su donne in gravidanza o durante l’allattamento.

In caso di gravidanza, o nelle donne che non impiegano metodi contraccettivi adeguati, si raccomanda vivamente la somministrazione di Erbitux solo se il beneficio atteso per la madre giustifica un potenziale rischio per il feto.

Allattamento

Si raccomanda che le donne non allattino durante il trattamento con Erbitux e per due mesi dopo l’ultima dose, poiché non è noto se cetuximab viene escreto nel latte materno.

Fertilità

Non esistono dati sull’effetto di cetuximab sulla fertilità umana. Gli effetti sulla fertilità maschile e femminile non sono stati valutati in studi formali sugli animali (vedere paragrafo 5.3).


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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