Tavlesse 150 mg 60 compresse

01 dicembre 2021
Farmaci - Tavlesse

Tavlesse 150 mg 60 compresse




Tavlesse 150 mg 60 compresse è un medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti - ematologo (classe H), a base di fostamatinib, appartenente al gruppo terapeutico Antiemorragici. E' commercializzato in Italia da Grifols Italia S.p.A.


INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


TITOLARE AIC:

Instituto Grifols S.A.

CONCESSIONARIO:

Grifols Italia S.p.A.

MARCHIO

Tavlesse

CONFEZIONE

150 mg 60 compresse

FORMA FARMACEUTICA
compressa

PRINCIPIO ATTIVO
fostamatinib

GRUPPO TERAPEUTICO
Antiemorragici

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti - ematologo

PREZZO
8266,64 €


CONFEZIONI DISPONIBILI IN COMMERCIO


Confezioni e formulazioni di Tavlesse disponibili in commercio:


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Foglietto illustrativo Tavlesse »

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INDICAZIONI TERAPEUTICHE


A cosa serve Tavlesse? Perchè si usa?


TAVLESSE è indicato per il trattamento della trombocitopenia immune (immune thrombocytopenia, ITP) cronica in pazienti adulti refrattari ad altri trattamenti (vedere paragrafo 5.1).


CONTROINDICAZIONI


Quando non dev'essere usato Tavlesse?


Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravidanza (vedere paragrafo 4.6)


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO


Cosa serve sapere prima di prendere Tavlesse?


Le informazioni si basano su una popolazione affetta da ITP controllata verso placebo, se non specificato.

Eccipienti:

TAVLESSE 100 mg compresse rivestite con film contengono 23 mg di sodio per compressa, pari all'1,2% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS equivalente a 2 g di sodio per un adulto.

TAVLESSE 150 mg compresse rivestite con film contengono 34 mg di sodio per compressa, pari all'1,7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS equivalente a 2 g di sodio per un adulto.

Ipertensione

Nell'intervallo di dosi studiate su volontari sani, l'effetto di R406 (il principale metabolita attivo di fostamatinib) sulla pressione arteriosa sembra essere dipendente dalla dose e varia a seconda dei soggetti. Nella popolazione affetta da ITP controllata verso placebo, è stato segnalato nei pazienti trattati con fostamatinib un aumento della pressione arteriosa, compresa l'insorgenza di ipertensione. In 1 (1%) paziente si è verificata crisi ipertensiva. I pazienti con ipertensione preesistente possono risultare più sensibili agli effetti ipertensivi di fostamatinib. Negli studi clinici, gli effetti sulla pressione arteriosa si sono risolti entro una settimana dalla sospensione del trattamento.

La pressione arteriosa del paziente deve essere monitorata ogni due settimane fino a quando non sarà stabile; successivamente dovrà essere monitorata su base mensile. È necessario aggiustare o iniziare una terapia antipertensiva per garantire il mantenimento del controllo della pressione arteriosa durante la terapia a base di fostamatinib. Se l'aumento della pressione arteriosa persiste nonostante la terapia appropriata, il medico deve prendere in considerazione l'interruzione, la riduzione o la sospensione della somministrazione di fostamatinib (vedere paragrafo 4.2).

Prove di funzionalità epatica anormali e rischio di epatotossicità

Negli studi controllati verso placebo, i test di laboratorio hanno mostrato livelli massimi di ALT/AST superiori a 3 volte il limite superiore della norma (ULN) nel 9% dei pazienti trattati con fostamatinib e in nessun paziente con placebo.

Dati scarsi suggeriscono un aumento del rischio di iperbilirubinemia in pazienti con polimorfismi genetici di UGT1A1, quali per es. la sindrome di Gilbert, per cui il medico deve monitorare frequentemente questi pazienti (vedere paragrafo 4.2).

Per tutti i pazienti, le transaminasi si sono ristabilite generalmente ai livelli basali entro 2-6 settimane dalla correzione della dose. Durante il trattamento, il medico deve monitorare mensilmente la funzionalità epatica. Se l'ALT o l'AST aumentano più di 3 x ULN, il medico deve gestire l'epatotossicità mediante l'interruzione, la riduzione o la sospensione del trattamento. Un aumento concomitante della bilirubina totale superiore a 2 x ULN deve indurre alla sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.2).

Emocromo completo (CBC)

Il medico deve monitorare mensilmente l'emocromo completo, compresa la conta piastrinica, fino a raggiungere una conta piastrinica stabile (di almeno 50 000/µL). Successivamente, il medico deve continuare a monitorare regolarmente l'emocromo completo, compresi i neutrofili.

Diarrea

La diarrea è la reazione avversa più comune al trattamento con fostamatinib, tuttavia la diarrea severa si è verificata nell'1% dei pazienti. I pazienti devono essere monitorati per rilevare l'eventuale comparsa di diarrea e devono essere gestiti utilizzando misure terapeutiche di supporto (per es., cambiamento delle abitudini alimentari, idratazione e/o farmaci antidiarroici) immediatamente dopo l'insorgenza dei sintomi. Se la diarrea diventa severa (grado 3 o superiore), la somministrazione di fostamatinib deve essere interrotta, ridotta o sospesa (vedere paragrafo 4.2).

Neutropenia

La neutropenia si è verificata nel 7% dei pazienti trattati con fostamatinib, mentre la neutropenia febbrile si è verificata nell'1% dei pazienti. I pazienti affetti da neutropenia possono essere più soggetti alle infezioni.

Il medico deve monitorare mensilmente la conta assoluta dei neutrofili. Il medico deve gestire un'eventuale tossicità con l'interruzione, la riduzione o la sospensione di fostamatinib (vedere paragrafo 4.2).

Infezioni

Durante le sperimentazioni cliniche sono state segnalate infezioni, tra cui polmonite e infezioni delle vie respiratorie (vedere paragrafo 4.8).

Il paziente deve essere monitorato per rilevare eventuali infezioni durante il trattamento. Il rapporto rischi/benefici derivante dal proseguimento della terapia durante un'infezione deve essere valutato dal medico.

Rimodellamento osseo

Poiché è stato dimostrato in vitro che fostamatinib non solo colpisce la tirosin chinasi della milza (SYK) ma anche altre tirosin chinasi coinvolte nel metabolismo osseo (per es., VEGFR, RET), rimane da determinare qualsiasi potenziale effetto indefinito sul rimodellamento o sulla formazione ossea, specialmente nei pazienti con osteoporosi, pazienti con fratture o adolescenti nei quali non è ancora avvenuta la fusione epifisaria. Si raccomanda pertanto un monitoraggio più attento di tali pazienti. Il rapporto rischi/benefici derivante dal proseguimento della terapia durante la guarigione di una frattura ossea deve essere valutato approfonditamente dal medico.


INTERAZIONI


Quali farmaci, principi attivi o alimenti possono interagire con l'effetto di Tavlesse?


Effetti di altri medicinali su fostamatinib

L'uso concomitante di rifampicina, un potente induttore del CYP3A4 (600 mg una volta al giorno per 8 giorni) con una singola dose da 150 mg di fostamatinib ha diminuito l'AUC del 75% e la Cmax del 59% per quanto riguarda il principale metabolita attivo R406.

L'uso concomitante di fostamatinib con potenti induttori del CYP3A4 riduce l'esposizione a R406, il che può comprometterne l'efficacia. Pertanto, l'uso concomitante di fostamatinib con potenti induttori del CYP3A4 non è raccomandato.

L'uso concomitante di fostamatinib con potenti inibitori del CYP3A4 aumenta l'esposizione a R406, e ciò può accrescere il rischio di reazioni avverse. Il paziente deve essere monitorato per rilevare la comparsa di tossicità derivanti da fostamatinib, il che può richiedere una riduzione della dose (vedere tabella 2) in caso di co-somministrazione con potenti inibitori del CYP3A4. Ai fini di un trattamento con un potente inibitore del CYP3A4 di breve durata, per es. antifungini o trattamenti antibatterici, potrebbe essere giustificata una riduzione della dose dall'inizio del trattamento aggiuntivo. In presenza di un potente inibitore del CYP3A4 è giustificata una doppia riduzione della frequenza della dose di fostamatinib (ovvero da 150 mg due volte al giorno a 150 mg una volta al giorno o da 100 mg due volte al giorno a 100 mg una volta al giorno). Il medico deve prendere in considerazione la possibilità di ripristinare la dose di fostamatinib utilizzata prima dell'uso concomitante di un potente inibitore del CYP3A4 da 2 a 3 giorni dopo la sospensione del suddetto inibitore.

L'uso concomitante di ketoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4 (200 mg due volte al giorno per 3,5 giorni), con una singola dose di 80 mg di fostamatinib (0,53 volte la dose da 150 mg) ha aumentato l'AUC del 102% e la Cmax del 37% per quanto riguarda R406.

Altri medicinali con un forte potenziale di inibizione del CYP3A4 qualora somministrati insieme a fostamatinib sono:

boceprevir, cobicistat, conivaptan, danoprevir e ritonavir, elvitegravir e ritonavir, succo di pompelmo, indinavir e ritonavir, itraconazolo, ketoconazolo, lopinavir e ritonavir, paritaprevir e ritonavir e (ombitasvir e/o dasabuvir), posaconazolo, ritonavir, saquinavir e ritonavir, telaprevir, tipranavir e ritonavir, troleandomicina, voriconazolo, claritromicina, diltiazem, idelalisib, nefazodone, nelfinavir

L'uso concomitante di verapamil, un moderato inibitore del CYP3A4 (80 mg tre volte al giorno per 4 giorni), con una singola dose da 150 mg di fostamatinib ha aumentato l'AUC del 39% e la Cmax del 6% per quanto riguarda R406 (il principale metabolita attivo).

L'aumento del pH gastrico non influisce sull'esposizione a R406

La co-somministrazione di fostamatinib con 150 mg di ranitidina, un bloccante del recettore H2 che aumenta il pH gastrico, non ha avuto un impatto clinicamente rilevante sull'esposizione a R406.

Effetti di fostamatinib su altri medicinali

Substrati del CYP3A4

L'uso concomitante di fostamatinib può aumentare l'esposizione sistemica di alcuni medicinali che sono substrati del CYP3A4. I pazienti devono essere monitorati per la comparsa di tossicità derivanti da medicinali che sono substrati del CYP3A4, il che può richiedere una riduzione della dose qualora somministrati in concomitanza con fostamatinib.

L'uso concomitante di simvastatina (dose singola da 40 mg) con fostamatinib da 100 mg somministrato due volte al giorno ha aumentato l'AUC del 64% e la Cmax del 113% riferite a simvastatina e l'AUC del 66% e la Cmax dell'83% riferite a simvastatina acida.

L'uso concomitante di midazolam (dose singola da 7,5 mg) con fostamatinib da 100 mg somministrato due volte al giorno ha aumentato l'AUC del 23% e Cmax del 9% riferite a midazolam.

L'uso concomitante di un contraccettivo ormonale combinato contenente 0,03 mg di etinilestradiolo con fostamatinib da 100 mg somministrato due volte al giorno ha aumentato l'AUC del 28% e la Cmax del 34%.

Substrati di BCRP e P-gp

L'uso concomitante di fostamatinib può aumentare le concentrazioni dei farmaci substrati di P-gp (es. digossina) e dei farmaci substrati di BCRP (es. rosuvastatina). Le tossicità di questi farmaci devono essere monitorate, in quanto una riduzione della dose può essere necessaria se somministrati in parallelo con fostamatinib. Per quanto riguarda rosuvastatina, è necessario prendere in considerazione il passaggio ad un altro trattamento; invece, per quanto riguarda digossina, potrebbe essere necessario un ulteriore monitoraggio terapeutico del farmaco.

L'uso concomitante di rosuvastatina (dose singola da 20 mg) con fostamatinib da 100 mg somministrato due volte al giorno ha aumentato l'AUC del 95% e la Cmax dell'88% riferite a rosuvastatina.

L'uso concomitante di digossina (0,25 mg una volta al giorno) con fostamatinib da 100 mg somministrato due volte al giorno ha aumentato l'AUC del 37% e la Cmax del 70% riferite a digossina.

Substrati del CYP2C8

L'uso concomitante di fostamatinib non influisce sull'esposizione dei farmaci che sono substrati del CYP2C8. Non è necessario alcun aggiustamento della dose dei farmaci che sono substrati del CYP2C8.

L'uso concomitante di pioglitazone (singola dose da 30 mg) con fostamatinib da 100 mg somministrato due volte al giorno ha aumentato l'AUC del 18% e diminuito la Cmax del 17% riferite a pioglitazone. L'AUC e la Cmax sono diminuite rispettivamente del 10% e del 9% riferite a idrossi- pioglitazone.

Effetto su warfarin

Poiché l'inibizione di SYK può avere potenziali effetti sull'aggregazione piastrinica, è necessario monitorare l'attività anticoagulante (es. international normalized ratio, INR), se del caso, quando gli anticoagulanti con un indice terapeutico ristretto, quali warfarin, vengono somministrati in concomitanza con fostamatinib.

La co-somministrazione con inibitore di JAK, TPO-RA, rituximab e altri agenti immunomodulatori non è stata studiata.

Studi in vitro

Fostamatinib in vitro è un inibitore del trasportatore di efflusso P-gp umano.

CYP3A4 e UGT1A9 sono coinvolti nel metabolismo di R406. R406 è un substrato di P-gp ma non di altri importanti trasportatori (OAT1/3, OCT2, OATP1B1/3, MRP2 e BCRP). R406 può inibire il CYP3A4 e il BCRP e può indurre l'attività di CYP2C8. R406 non è un inibitore di CYP2C8 e UGT2B7.

R406 è un inibitore di UGT1A1. L'inibizione di UGT1A1 può portare a un aumento della bilirubina non coniugata in assenza di altre prove di funzionalità epatica anormali. I pazienti devono essere monitorati riguardo alla tossicità di farmaci che vengono ampiamente metabolizzati da UGT1A1.

Sebbene R406 non mostri alcuna attività inibitoria contro UGT2B7 in vitro ed è considerato come un debole inibitore di UGT1A1 in vivo, non è stato determinato l'effetto su altri UGT. Il potenziale dell'interazione farmacocinetica per la co-somministrazione con l'acetaminofene rimane pertanto indeterminato.


SOVRADOSAGGIO


Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Tavlesse?


Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio con fostamatinib, e la quantità di R406 eliminata mediante dialisi è trascurabile. Non vi è stata alcuna esperienza di sovradosaggio nel programma di sviluppo clinico. In caso di sovradosaggio, il medico deve monitorare attentamente il paziente alla ricerca di segni e sintomi di reazioni avverse, come descritto nel paragrafo 4.2, e trattare tali reazioni con una cura di supporto.


GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO


E' possibile prendere Tavlesse durante la gravidanza e l'allattamento?


Donne in età fertile/misure contraccettive

Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno un mese dall'ultima dose.

Gravidanza

Sulla base dei risultati di studi su animali e del suo meccanismo d'azione, fostamatinib può causare danni al feto se somministrato durante la gravidanza. Le donne in gravidanza devono essere informate del potenziale rischio per il feto.

Le gravidanze che si sono verificate durante le sperimentazioni cliniche hanno avuto come risultato neonati sani, nonché parti di feti morti/aborti spontanei (vedere paragrafi 4.3 e 5.3).

Se una paziente inizia una gravidanza durante l'assunzione di fostamatinib, la terapia deve essere sospesa. La somministrazione di fostamatinib è controindicata in gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 5.3).

Allattamento

Non è noto se fostamatinib/i metaboliti siano escreti nel latte materno.

Dati farmacodinamici/tossicologici disponibili in animali hanno mostrato l'escrezione dei metaboliti di fostamatinib nel latte (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.

L'allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con fostamatinib e per almeno un mese dall'ultima dose.

Fertilità

Non sono disponibili dati relativi agli effetti di fostamatinib sulla fertilità umana. Sulla base dei risultati riguardanti tassi ridotti di gravidanza riscontrati in studi su animali, fostamatinib può incidere sulla fertilità femminile (vedere paragrafo 5.3).

Gli studi sugli animali non hanno mostrato effetti avversi sulla fertilità maschile. Dato che non ci sono prove di potenziale mutageno o clastogeno, non sussiste alcuna preoccupazione per malformazioni congenite mediate dagli uomini.


GUIDA DI VEICOLI E USO DI MACCHINARI


Effetti di Tavlesse sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari


Non si prevede che fostamatinib alteri la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. In caso di sensazione di capogiro, il paziente deve evitare di guidare veicoli o di usare macchinari.


PRINCIPIO ATTIVO


TAVLESSE 100 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 126,2 mg di fostamatinib disodico esaidrato equivalenti a 100 mg di fostamatinib.

Eccipiente(i) con effetti noti

Ogni compressa da 100 mg contiene 23 mg di sodio (derivanti dagli eccipienti e da fostamatinib disodico esaidrato).

TAVLESSE 150 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 189,3 mg di fostamatinib disodico esaidrato equivalenti a 150 mg di fostamatinib.

Eccipiente(i) con effetti noti

Ogni compressa da 150 mg contiene 34 mg di sodio (derivanti dagli eccipienti e da fostamatinib disodico esaidrato).

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


ECCIPIENTI


Nucleo della compressa

Mannitolo

sodio idrogenocarbonato

Sodio amido glicolato (tipo A)

Povidone (K30)

Magnesio stearato

Rivestimento con film

Alcool poli(vinilico)

Titanio biossido

Macrogol (3350)

Talco

Ossido di ferro giallo

Ossido di ferro rosso


SCADENZA E CONSERVAZIONE


Scadenza: 36 mesi

Questo medicinale non richiede condizioni di conservazione a particolari temperature. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità. Tenere il flacone ben chiuso.


NATURA E CONTENUTO DEL CONTENITORE


Flacone bianco in polietilene ad alta densità (HDPE) con sigillo antimanomissione in foglio di alluminio e un tappo bianco a prova di bambino in polipropilene (PP), insieme a due contenitori in HDPE bianco opaco contenenti gel di silice come essiccante.

Confezioni da 30 e 60 compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Data ultimo aggiornamento: 02/11/2021

Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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