12 giugno 2026
Ivermectina Difa
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Cos'è Ivermectina Difa (ivermectina)
Ivermectina Difa è un farmaco a base di ivermectina, appartenente al gruppo terapeutico Endectocidi. E' commercializzato in Italia da Difa-Cooper S.p.A.
Confezioni e formulazioni di Ivermectina Difa disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Ivermectina Difa disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
- ivermectina difa 3 mg 10 compresse
- ivermectina difa 3 mg 4 compresse
- ivermectina difa 3 mg 8 compresse
A cosa serve Ivermectina Difa e perchè si usa
• Trattamento della strongiloidiasi gastrointestinale (anguillulosi).
• Trattamento di accertata o sospetta microfilaremia in pazienti con filariasi linfatica causata da Wuchereria bancrofti.
• Trattamento della scabbia sarcoptica umana. Il trattamento è giustificato quando la diagnosi di scabbia è stata stabilita clinicamente e/ o da un esame parassitologico. Senza diagnosi formale, in caso di prurito, il trattamento non è giustificato.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Ivermectina Difa
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti.
Ivermectina Difa può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Dati su un numero limitato (circa 300) di donne incinte esposte nel trattamento di massa per l’oncocerchiasi, non hanno mostrato effetti avversi come anomalie congenite, aborti spontanei, mortalità fetale, mortalità fetale tardivae mortalità infantile dopo l’uso di ivermectina nel primo trimestre.. Ad oggi, non sono disponibili altri dati epidemiologici.
Studi su animali hanno mostrato tossicità per la riproduzione (vedi paragrafo 5.3); tuttavia, il rischio potenziale per gli umani è sconosciuto.
L’ivermectina deve essere utilizzata solo quando strettamente indicato.
Allattamento
Meno del 2% della dose somministrata di ivermectina è presente nel latte materno.
La sicurezza nei neonati non è stata stabilita, pertanto il farmaco deve essere somministrato alle madri che allattano solo se il beneficio per la madre supera il potenziale rischio per il neonato allattato con latte materno e il trattamento delle madri che intendono allattare deve essere ritardato fino ad 1 settimana dopo la nascita del bambino.
Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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