Levobupivacaina Altan

28 settembre 2020

Levobupivacaina Altan




Levobupivacaina Altan è un farmaco a base di levobupivacaina cloridrato, appartenente al gruppo terapeutico Anestetici locali.

Confezioni e formulazioni di Levobupivacaina Altan (levobupivacaina cloridrato) disponibili e foglietto illustrativo


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A cosa serve Levobupivacaina Altan (levobupivacaina cloridrato) e perchè si usa


Adulti

Anestesia chirurgica

  • maggiore, per esempio epidurale (incluso per il taglio cesareo), intratecale, blocco dei nervi periferici.
  • minore, per esempio infiltrazione locale, blocco peribulbare nella chirurgia oftalmica.
Trattamento del dolore

  • Infusione epidurale continua, bolo epidurale singolo o multiplo per il trattamento del dolore specialmente post-operatorio o per l'analgesia del parto.
Popolazione pediatrica

Analgesia (blocco ileoinguinale / ileoipogastrico).

Non sono disponibili dati sulla popolazione pediatrica al di sotto di 6 mesi di età.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Levobupivacaina Altan (levobupivacaina cloridrato)


Si devono tenere in considerazione le controindicazioni generali correlate all'anestesia regionale, indipendentemente dall'anestetico locale utilizzato.

Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate nei pazienti che presentano un'accertata ipersensibilità al principio attivo, agli anestetici locali di tipo amidico o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 4.8).

Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate nell'anestesia regionale endovenosa (blocco di Bier).

Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate nei pazienti affetti da grave ipotensione, come lo shock cardiogeno o lo shock ipovolemico.

Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate per il blocco paracervicale in ostetricia (vedere paragrafo 4.6).



Levobupivacaina Altan (levobupivacaina cloridrato) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate per il blocco paracervicale in ostetricia. Basandosi sull'esperienza con la bupivacaina, può insorgere bradicardia fetale in seguito a blocco paracervicale (vedere paragrafo 4.3).

Per la levobupivacaina, non ci sono dati clinici relativi all'esposizione al farmaco durante il primo trimestre di gravidanza. Studi condotti sugli animali non indicano effetti teratogeni, ma hanno evidenziato tossicità embrio-fetale a livelli di esposizione sistemica nello stesso intervallo dei livelli di esposizione ottenuti nell'uso clinico (vedere paragrafo 5.3). Il potenziale rischio per l'uomo non è noto. La levobupivacaina non deve quindi essere somministrata durante le prime fasi della gravidanza a meno che non sia strettamente necessario.

Tuttavia, ad oggi, l'esperienza clinica con bupivacaina nella chirurgia ostetrica (al termine della gravidanza o per il parto) è ampia e non ha evidenziato effetti fetotossici.

Allattamento 

Non è noto se la levobupivacaina o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno umano.

Come si verifica per la bupivacaina, è probabile che siano escrete nel latte materno scarse quantità di levobupivacaina. Di conseguenza, l'allattamento è possibile dopo l'anestesia locale.

Fertilità

Dati sull'uso della levobupivacaina e la sua relazione con la fertilità non sono disponibili o sono limitati.


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico




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