18 luglio 2026
Nipent
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Cos'è Nipent (pentostatina)
Nipent è un farmaco a base di pentostatina, appartenente al gruppo terapeutico Antineoplastici. E' commercializzato in Italia da Pfizer S.r.l.
Confezioni e formulazioni di Nipent disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Nipent disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Nipent e perchè si usa
La pentostatina è indicata come agente terapeutico singolo per il trattamento dei pazienti adulti con leucemia a cellule capellute.
Indicazioni: come usare Nipent, posologia, dosi e modo d'uso
La pentostatina è indicata per il trattamento di pazienti adulti.
Somministrazione
Prima di somministrare la pentostatina, si raccomanda di idratare i pazienti solo con 5001000 mL di glucosio al 5%, oppure di glucosio al 5% in soluzione salina 0,18% o 0,9%, oppure di glucosio al 3,3% in soluzione salina 0,3%, oppure di glucosio al 2,5% in soluzione salina 0,45% o soluzioni equivalenti.
Dopo la somministrazione di pentostatina si deve infondere ancora solo 500 mL di glucosio al 5%, o glucosio al 5% in soluzione salina 0,18% o 0,9%, oppure di glucosio al 2,5% in soluzione salina 0,45%, o equivalente.
Il dosaggio raccomandato di pentostatina per il trattamento della leucemia a cellule capellute è 4 mg/m² in singola somministrazione ogni 15 giorni. La pentostatina può essere somministrata per via endovenosa in un unico bolo o diluita in un grosso volume e somministrata lentamente in 20-30 minuti. (Vedi Precauzioni particolari per la manipolazione nel paragrafo 6.6).
Dosaggi più elevati non sono raccomandati.
Negli studi clinici non sono stati riportati danni extravasali.
Non è stata determinata la durata ottimale del trattamento. In assenza di rilevante tossicità e se si osserva un continuo miglioramento, il paziente deve essere trattato fino al raggiungimento di una risposta completa. Sebbene non stabilita come cosa necessaria, si raccomanda la somministrazione di due ulteriori dosi dopo il raggiungimento di una risposta completa.
Dopo 6 mesi di trattamento con pentostatina tutti i pazienti devono essere controllati per verificare la risposta al trattamento.
Se non è stata raggiunta una risposta completa o almeno parziale il trattamento con pentostatina deve essere interrotto.
Se è stato raggiunto un risultato parziale il trattamento deve essere continuato allo scopo di raggiungere un risultato completo. Successivamente dopo il raggiungimento di una risposta completa, si raccomanda di somministrare due dosi aggiuntive. Il trattamento con pentostatina deve quindi essere interrotto.
Se la risposta al trattamento dopo 12 mesi è solo una risposta parziale, si raccomanda di sospendere il trattamento.
In caso di comparsa di gravi eventi indesiderati, può essere necessario sospendere o interrompere temporaneamente le somministrazioni. Il trattamento con il farmaco deve essere sospeso in pazienti con grave rash e interrotto temporaneamente o sospeso in pazienti che riportano tossicità a livello del sistema nervoso.
Il trattamento con pentostatina va interrotto temporaneamente in pazienti con infezioni attive, ma può essere ripristinato dopo il controllo terapeutico dell'infezione.
Dosaggi nei pazienti con citopenia
Non si consigliano riduzioni di dosaggio all'inizio della terapia con pentostatina in pazienti con anemia, neutropenia o trombocitopenia.
Inoltre, non si raccomandano riduzioni di dosaggio durante il trattamento di pazienti con anemia e trombocitopenia.
Si deve interrompere temporaneamente la terapia se il conteggio assoluto dei neutrofili si riduce sotto le 200 cellule/mm³ in pazienti con conteggio iniziale superiore a 500 cellule/mm³ e di somministrare ancora pentostatina quando il conteggio ritorna a livelli pre trattamento.
Insufficienza renale
E' disponibile una limitata esperienza in pazienti con compromissione della funzione renale (clearance della creatinina < 60 mL/min) (vedere paragrafo 5.2).
La clearance della creatinina deve essere valutata prima di ogni trattamento con Nipent.
Alterata funzione epatica
A causa di una limitata esperienza si consiglia cautela per il trattamento di pazienti con alterazione della funzione epatica.
Somministrazione in pazienti anziani
Il dosaggio raccomandato negli anziani affetti da leucemia a cellule capellute è di 4 mg/m² in singola somministrazione ogni 15 giorni.
Gli studi clinici che comprendevano pazienti di età superiore a 65 anni, non hanno riportato reazioni avverse specifiche per questo gruppo di età.
Uso in età pediatrica
La leucemia a cellule capellute è una malattia dell'adulto e si verifica più comunemente nella sesta decade di vita.
Non sono state documentate efficacia e sicurezza di Nipent nei bambini.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Nipent
La pentostatina è controindicata nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ai suoi eccipienti.
La pentostatina è controindicata nei pazienti con funzionalità renale compromessa (clearance della creatinina < 60 mL/min).
La pentostatina è controindicata nei pazienti con infezioni in fase attiva.
Nipent può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Donne in età fertile/Contraccezione nei pazienti di sesso maschile e nelle pazienti di sesso femminile
Alle donne in età fertile in trattamento con pentostatina va sconsigliato di iniziare una gravidanza.
A causa del potenziale rischio di genotossicità e teratogenicità, si raccomanda alle pazienti in età fertile di utilizzare misure contraccettive efficaci; durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’ultima dose di pentostatina.
A causa del potenziale rischio di genotossicità, si raccomanda ai pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile di utilizzare misure contraccettive efficaci; durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo l’ultima dose di pentostatina.
Gravidanza
Non sono stati determinati i possibili effetti avversi sulla fertilità dell'uomo.
Non sono disponibili dati sull’uso di pentostatina nelle pazienti in gravidanza. Gli studi negli animali hanno dimostrato una tossicità riproduttiva. Negli studi condotti sui roditori,la pentostatina ha dismostrato effetti teratogeni (vedere paragrafo 5.3, Dati preclinici di sicurezza). La pentostatina non è raccomandata in gravidanza e nelle donne fertili che non fanno uso di metodi contraccettivi. Se la paziente resta incinta mentre è in trattamento con pentostatina, la paziente deve essere avvisata dei potenziali rischi per il feto.
Allattamento
Non è noto se la pentostatina sia escreta nel latte umano. Poiché molti farmaci sono escreti nel latte umano e poiché ci sono potenziali gravi eventi avversi dovuti alla pentostatina nei lattanti, si deve consigliare alla madre di non allattare al seno durante la terapia con pentostatina e per una settimana dopo l’ultima dose di trattamento.
Fertilità
Non sono stati condotti studi sulla fertilità sugli animali. L’atrofia e la degenerazione dei tubuli seminiferi, parzialmente reversibili, osservate nei ratti e nei cani possono essere indicative di potenziali effetti sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3, Dati preclinici di sicurezza). Non sono stati determinati i possibili effetti negativi sulla fertilità umana. Prima del trattamento, si raccomanda di discutere con i pazienti e le pazienti le opzioni di preservazione della fertilità.
Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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