Reomax compresse (Acido etacrinico)

18 luglio 2026

Reomax compresse (Acido etacrinico)


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Cos'è Reomax compresse (Acido etacrinico) (acido etacrinico)


Reomax compresse (Acido etacrinico) è un farmaco a base di acido etacrinico, appartenente al gruppo terapeutico Diuretici. E' commercializzato in Italia da Bioindustria Laboratorio Italiano Medicinali S.p.A.

Confezioni e formulazioni di Reomax compresse (Acido etacrinico) disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Reomax compresse (Acido etacrinico) disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Reomax compresse (Acido etacrinico) e perchè si usa


Reomax è indicato in tutte le sindromi da ritenzione idrosalina ed in particolare:

- Edemi di origine cardiaca.

- Edemi di origine renale, forme nefrosiche, insufficienza renale cronica, cirrosi con ascite, malattie epatiche ascitogene.

- La somministrazione endovenosa dell’etacrinato sodico è indicata in particolare nell'edema polmonare acuto.

Indicazioni: come usare Reomax compresse (Acido etacrinico), posologia, dosi e modo d'uso


Il trattamento deve essere effettuato sotto il controllo del medico che adeguerà la posologia alla gravità del caso.

Compresse

Dose iniziale consigliata: 1 compressa da 50 mg

La dose giornaliera efficace è di norma compresa tra 50-150 mg di acido etacrinico.

In casi particolarmente gravi la dose giornaliera può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 200-250 mg di acido etacrinico. Nella terapia di mantenimento si consiglia di somministrare Reomax compresse a giorni alterni oppure di far seguire a due o tre giorni di terapia, due o tre giorni di pausa.

Modo di somministrazione

La compressa deve essere assunta al mattino a stomaco pieno.

Polvere e solvente per soluzione iniettabile

La dose standard endovenosa per un adulto di peso medio è di 50 mg di acido etacrinico (1 fiala) o di 0,5 -1 mg per kg di peso corporeo.

Raramente è necessaria una seconda somministrazione ed in tal caso si consiglia di cambiare la sede dell'iniezione per evitare la possibilità di tromboflebiti.

Modo di somministrazione

Per solubilizzare la polvere liofilizzata (fiala A), scioglierla in soluzione solvente (glucosata, fiala B). La soluzione ottenuta può essere utilizzata nei seguenti modi:

a) iniezione endovenosa diretta (diluizione in 20 ml di soluzione solvente) nel tempo di molti minuti

b) nel corso di una fleboclisi (diluizione in 20-40 ml di soluzione solvente), mediante infusione lenta nel deflussore.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Reomax compresse (Acido etacrinico)


- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

- Pazienti con anuria, ipotensione, disidratazione con basse concentrazioni sieriche di sodio o alcalosi metabolica con ipokaliemia.

- Insorgenza di iperazotemia e/o oliguria, squilibrio elettrolitico o diarrea grave e acquosa a seguito di somministrazione del medicinale.

- Uso concomitante di medicinali ototossici (vedere paragrafi 4.5 e 4.8).

- Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

- Bambini di età inferiore ai due anni.

Reomax compresse (Acido etacrinico) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Reomax è controindicato in gravidanza.

Allattamento

Reomax è controindicato durante l’allattamento.

Quali sono gli effetti indesiderati di Reomax compresse (Acido etacrinico)


I disturbi gastrointestinali comprendono anoressia, dolore addominale, disfagia, nausea, vomito, malessere e diarrea. Essi si sono verificati con l'impiego di dosi più elevate dopo 1-3 mesi di terapia ininterrotta e potrebbero rendere necessaria la sospensione del farmaco.

La diarrea può essere grave, abbondante e acquosa. Se ciò si verifica, il farmaco deve essere sospeso definitivamente.

Possono verificarsi in seguito a somministrazioni con acido etacrinico iperuricemia reversibile, diminuzione dell'escrezione urinaria degli urati e attacchi acuti di gotta. Si è manifestata ipoglicemia in alcuni pazienti, per la maggior parte affetti da cirrosi epatica scompensata.

Vertigini, sordità e ronzii si sono verificati frequentemente in pazienti con gravi disfunzioni renali. Questi sintomi si sono verificati molto spesso dopo somministrazione endovenosa e dopo somministrazione di dosi superiori a quelle consigliate. La sordità è stata di solito reversibile e di breve durata (da 1 a 24 ore). In taluni pazienti la perdita dell'udito è stata però permanente, specie se in questi soggetti erano stati somministrati farmaci di conosciuta ototossicità.

Le iniezioni hanno occasionalmente causato irritazione locale e dolore dovuto a travaso del liquido iniettato.

Per l’acido etacrinico, in letteratura sono state segnalate, con frequenza non nota, le seguenti reazioni avverse:

Patologie del sistema emolinfopoietico: agranulocitosi, neutropenia, trombocitopenia, porpora di Schonlein-Henoch, specialmente in pazienti cardioreumatici politrattati.

Patologie del sistema nervoso: cefalea, confusione mentale.

Disturbi psichiatrici: ansia.

Patologie dell’occhio: annebbiamento della vista.

Patologie gastrointestinali: emorragia gastrointestinale, pancreatite acuta necrotizzante.

Patologie epatobiliari: ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eritema.

Patologie renali e urinarie: ematuria.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione: febbre, brividi, stanchezza.

Esami diagnostici: alterazione dei test di funzionalità epatica.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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