Tapazole

16 gennaio 2021

Tapazole


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Cos'è Tapazole (tiamazolo)


Tapazole è un farmaco a base di tiamazolo, appartenente al gruppo terapeutico Antitiroidei. E' commercializzato in Italia da Teofarma

Confezioni e formulazioni di Tapazole disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Tapazole disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Tapazole e perchè si usa


Terapia medica dell'ipertiroidismo.

La terapia a lungo termine può indurre la remissione della malattia. Il Tapazole può essere impiegato per la preparazione all'intervento di tiroidectomia subtotale ed alla terapia con iodio-radioattivo.

Il Tapazole è inoltre indicato quando la tiroidectomia è controindicata o non consigliabile.

Indicazioni: come usare Tapazole, posologia, dosi e modo d'uso


Adulti: la dose iniziale giornaliera è di 15 mg per l'ipertiroidismo di grado lieve, 30-40 mg per l'ipertiroidismo di grado moderato e di 60 mg per l'ipertiroidismo grave. La quantità giornaliera deve essere suddivisa in tre dosi da somministrare ad intervalli di 8 ore. La dose di mantenimento varia da 5 a 15 mg al giorno.

Bambini: la dose iniziale giornaliera raccomandata è di 0,3-0,7 mg/Kg/die in relazione alla gravità dell'ipertiroidismo, suddivisa in tre dosi da somministrare ad intervalli di 8 ore.

La dose di mantenimento è circa la metà della dose iniziale.

Il dosaggio è gradualmente ridotto all'ottenimento di una adeguata risposta clinica.

Il dosaggio giornaliero può essere attuato mediante la rottura della compressa.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Tapazole


Ipersensibilità ai farmaci antitiroidei.

Allattamento.

Tapazole può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


NELLE DONNE IN STATO DI GRAVIDANZA E NELLA PRIMISSIMA INFANZIA IL FARMACO VA SOMMINISTRATO NEI CASI DI EFFETTIVA NECESSITÀ E SOTTO IL DIRETTO CONTROLLO MEDICO.

Il metimazolo può causare danno al feto in quanto attraversa rapidamente la barriera placentare e può causare nel feto gozzo (aumento di volume della ghiandola tiroide) e perfino cretinismo. Inoltre, in neonati le cui madri erano state trattate con metimazolo durante la gravidanza raramente si sono verificati i seguenti difetti congeniti: aplasia cutis (difetto del cuoio capelluto), atresia esofagea (occlusione dell'esofago) con fistola tracheoesofagea (comunicazione anomala tra trachea ed esofago), atresia coanale (occlusione di una o di entrambe le cavità nasali) con assenza o sviluppo incompleto dei capezzoli.

Se il metimazolo viene usato durante la gravidanza, o il concepimento avviene durante il trattamento con questo farmaco, la paziente deve essere messa a conoscenza dei potenziali rischi per il feto.

Poiché i suddetti difetti congeniti si sono verificati nella prole di pazienti trattate con metimazolo, nelle donne in gravidanza che richiedono un trattamento per l'ipertiroidismo il medico dovrà attentamente valutare le possibili alternative terapeutiche.

Ad oggi non sono descritti difetti del cuoio capelluto e altre specifiche malformazioni congenite nei neonati di pazienti trattate con propiltiouracile; quindi questo farmaco può essere preferibile al metimazolo nelle donne gravide che necessitano di terapia antitiroidea, sempre tenendo presente il rischio di gozzo ed ipotiroidismo nel feto.

In molte donne il grado di disfunzione tiroidea tende a diminuire con l'avanzare della gravidanza, e ciò può consentire di ridurre la dose. In alcuni casi, la somministrazione di Tapazole può essere sospesa 2 o 3 settimane prima del parto.

Nelle madri che allattano il Tapazole è controindicato, a causa del passaggio del farmaco nel latte materno.

Quali sono gli effetti indesiderati di Tapazole


Gli effetti indesiderati non gravi comprendono: rashes cutanei, orticaria, nausea, vomito, epigastralgia, artralgie, parestesie, perdita del senso del gusto, perdita dei capelli, mialgie, cefalea, prurito, sonnolenza, neurite, edema, vertigini, pigmentazione cutanea, ittero, sialoadenopatia e linfoadenopatia.

Reazioni avverse più gravi (che avvengono con frequenza molto minore rispetto a quelle non gravi) comprendono: inibizione della mielopoiesi (agranulocitosi, granulocitopenia e trombocitopenia), anemia aplastica, febbre da farmaco, sindrome lupus-simile, epatite (ittero può persistere per molte settimane dopo la sospensione del farmaco), una sindrome autoimmune verso l'insulina (che può provocare coma ipoglicemico), periarterite ed ipoprotrombinemia. Raramente, può verificarsi nefrite.

È da notare che circa il 10% dei pazienti con ipertiroidismo non trattati presenta leucopenia con granulocitopenia relativa.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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