01 luglio 2026
Uvadex
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Cos'è Uvadex (metoxsalene)
Uvadex è un farmaco a base di metoxsalene, appartenente al gruppo terapeutico Antipsoriasici. E' commercializzato in Italia da Therakos Europe Limited
Confezioni e formulazioni di Uvadex disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Uvadex disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Uvadex e perchè si usa
UVADEX è utilizzato insieme al Sistema di Fotoferesi THERAKOS CELLEX per il trattamento palliativo delle manifestazioni cutanee (placche a chiazze, placche estese, eritroderma) del linfoma cutaneo a cellule T (T2 - T4) in stadio avanzato (CTCL), solo nei pazienti che non abbiano reagito positivamente ad altre forme di trattamento (per esempio puvaterapia, corticosteroidi per via sistemica, caryolysina, interferone alfa.
Indicazioni: come usare Uvadex, posologia, dosi e modo d'uso
Posologia
Adulti
Durante il trattamento di fotoforesi con UVADEX, il dosaggio del medicinale viene calcolato in base al volume di trattamento (che compare sul pannello del display dello strumento), utilizzando la formula:
volume di trattamento x 0,017 ml di UVADEX per ciascun trattamento.
Ad esempio: volume di trattamento = 240 ml x 0,017 = 4,1 ml di UVADEX.
Popolazione pediatrica
Non è stata eseguita una valutazione clinica della sicurezza e dell'efficacia di UVADEX nei bambini per questa indicazione.
Insufficienza epatica o renale
Non è stata eseguita una valutazione clinica di UVADEX in pazienti con insufficienza renale o epatica (vedere 4.4).
Metodo di somministrazione
Uso extracorporeo.
Non iniettare direttamente nel paziente.
Nel processo di fotoferesi, il paziente è collegato allo strumento THERAKOS CELLEX tramite un catetere che funge da interfaccia. I globuli rossi vengono separati dai globuli bianchi e dal plasma nella vaschetta della centrifuga. I globuli rossi e il plasma in eccesso vengono reinfusi nel paziente, mentre il buffy coat (sangue arricchito da leucociti) e parte del plasma vengono raccolti nella sacca di fotoattivazione situata a lato dello strumento. Il ciclo di raccolta del buffy coat viene ripetuto tre o sei volte, a seconda delle dimensioni della vaschetta della centrifuga utilizzata nello strumento.
La quantità prescritta di UVADEX viene iniettata nella sacca di ricircolo prima della fase di fotoattivazione. Durante la fotoattivazione il sangue arricchito dai leucociti viene fatto circolare di continuo attraverso la camera di fotoattivazione (fotorecettore) per un massimo di 90 minuti, irradiato (1- 2 J/cm²) da una fila di lampade UVA.
Al termine del ciclo di fotoattivazione, le cellule fotoattivate vengono nuovamente infuse nel paziente per gravità; la durata raccomandata per la reinfusione è di 15-20 minuti. La procedura completa di fotoferesi dura fino a 3 ore.
Il paziente dove essere sottoposto al trattamento per due giorni consecutivi ogni mese per sei mesi.
Per i pazienti nei quali non si manifesta una risposta adeguata al trattamento dopo otto sedute si possono aggiungere al programma altri due giorni di trattamento consecutivi ogni due settimane per i tre mesi successivi.
Per ‘risposta adeguata’ si intende un miglioramento del 25% del coinvolgimento cutaneo (vedere sotto), protratto per almeno 4 settimane.
Determinazione del coinvolgimento cutaneo:
La gravità delle lesioni cutanee deve essere determinata per ciascuna delle 29 sezioni della superficie corporea (una valutazione simile a quella in uso per le ustioni) e va da 0 a 4 seguendo la presente scala:
0 = pelle normale;
0,5 = fondo normale, con papule eritematose sparse;
1 = eritema e edema minimo; nessuna squama o ragade;
2 = eritema e edema notevole; nessuna squama o ragade;
3 = eritema, desquamazione e edema sottomassimali; nessuna ragade o ectropio;
4 = più grave; coinvolgimento generale con eritema, edema e desquamazione massima; nessuna ragade o ectropio.
Ogni valutazione della gravità deve essere moltiplicata per l’area di superficie percentuale per ottenere una valutazione della zona.
Tutte le valutazioni delle zone devono essere sommate per ottenere una valutazione complessiva della lesione.
Un miglioramento del 25% è considerato significativo dal punto di vista clinico ed è di norma associato all’entità globale della malattia (livello di invasione nel sangue e nei linfonodi da parte dei linfociti T maligni). Tale miglioramento delle manifestazioni cutanee della malattia si accompagna a un miglioramento in parallelo della malattia a livello sistemico. Per evitare di confondere modeste fluttuazioni di breve durata delle lesioni cutanee con un miglioramento reale, qualsiasi evoluzione positiva delle lesioni cutanee deve perdurare per almeno quattro settimane al fine di essere considerata significativa dal punto di vista clinico.
Non si deve sottoporre il paziente a più di 20 sedute di fotoferesi nell’arco di sei mesi.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Uvadex
Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti;
Precedenti reazioni idiosincratiche o di ipersensibilità al metoxsalene, ai composti a base di psoralene o ad uno qualsiasi degli eccipienti;
Uso da parte di uomini sessualmente attivi o donne in età fertile in assenza di misure contraccettive adeguate durante il trattamento (vedere paragrafo 4.6);
Durante la gravidanza e l'allattamento;
Afachia.
Controindicazioni alla procedura di fotoferesi:
Patologie fotosensibili (es. porfiria, lupus eritematoso sistemico o albinismo);
Intolleranza alla perdita di volume extracorporeo (ad esempio a causa di gravi cardiopatie, anemia grave ecc.);
Globuli bianchi in numero superiore a 25.000 per mm³;
Precedente splenectomia;
Disturbi della coagulazione.
Uvadex può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Contraccettivi: i soggetti di ambo i sessi sottoposti a trattamento con UVADEX, devono adottare adeguate precauzioni contraccettive durante e dopo la terapia di fotoferesi.
Gravidanza
Nonostante l’uso di UVADEX in gravidanza non sia stato in alcun modo sperimentato sugli esseri umani, i dati raccolti dagli studi sugli animali indicano che il metoxsalene può provocare danni al feto se somministrato a donne incinte. UVADEX è quindi controindicato per le donne incinte o in procinto di concepire un figlio (vedere paragrafo 4.3).
Allattamento
Non è noto se il metoxsalene sia espulso dal latte materno. Perciò, tenendo anche conto delle proprietà farmacodinamiche di UVADEX, l’allattamento è controindicato.
Fertilità
Non sono stati condotti studi sulla fertilità per verificare la tossicità riproduttiva di UVADEX.
Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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