02 luglio 2026
Valsartan e Idroclorotiazide Pensa
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Cos'è Valsartan e Idroclorotiazide Pensa (valsartan + idroclorotiazide)
Valsartan e Idroclorotiazide Pensa è un farmaco a base di valsartan + idroclorotiazide, appartenente al gruppo terapeutico Antagonisti dell'angiotensina II + diuretici. E' commercializzato in Italia da Towa Pharmaceutical S.p.A.
Confezioni e formulazioni di Valsartan e Idroclorotiazide Pensa disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Valsartan e Idroclorotiazide Pensa disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Valsartan e Idroclorotiazide Pensa e perchè si usa
Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale negli adulti.
VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è un’associazione fissa indicata nei pazienti la cui pressione arteriosa non è adeguatamente controllata dalla monoterapia con valsartan o idroclorotiazide.
Indicazioni: come usare Valsartan e Idroclorotiazide Pensa, posologia, dosi e modo d'uso
Posologia
La dose raccomandata di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA 80 mg/12,5 mg 160 mg/12,5 mg 160 mg/25 mg 320 mg/12,5 mg 320 mg/25 mg è una compressa rivestita con film una volta al giorno.
Si raccomanda la titolazione individuale della dose con i singoli componenti. In ciascun caso deve essere curata la titolazione dei singoli componenti alla dose successiva, allo scopo di ridurre il rischio di ipotensione e di altri eventi avversi.
Se clinicamente appropriato, nei pazienti la cui pressione arteriosa non è adeguatamente controllata dalla monoterapia con valsartan o idroclorotiazide, si può considerare il passaggio diretto dalla monoterapia all’associazione fissa, purché venga seguita la sequenza raccomandata di titolazione della dose per i singoli componenti.
Dopo l’inizio della terapia deve essere valutata la risposta clinica a VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA e se la pressione arteriosa rimane non controllata può essere aumentata la dose di uno dei due componenti, fino ad una dose massima di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA 320 mg/25 mg.
L’effetto antipertensivo è sostanzialmente presente entro 2 settimane.
Nella maggioranza dei pazienti, l’effetto massimo si osserva entro 4 settimane. Per alcuni pazienti possono tuttavia essere necessarie 4-8 settimane di trattamento. Questo deve essere tenuto in considerazione durante la titolazione della dose.
Se dopo 8 settimane di trattamento con VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA 320 mg/25 mg non si osserva alcun effetto aggiuntivo di rilievo, si deve considerare il trattamento con un medicinale antipertensivo aggiuntivo o alternativo (vedere paragrafi 4.3, 4.4. 4.5, e 5.1).
Modo di somministrazione
VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA può essere preso con o senza cibo e deve essere somministrato con acqua.
Popolazioni speciali
Compromissione o renale
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose in pazienti con danno renale da lieve a moderato (clearance della creatinina ≥30 ml/min). A causa del componente idroclorotiazide, VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è controindicato nei pazienti con grave danno renale (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2).
Compromissione epatica
In pazienti con compromissione epatica lieve o moderata, senza colestasi, la dose di valsartan non deve superare gli 80 mg (vedere paragrafo 4.4). Non è richiesto alcun aggiustamento della dose di idroclorotiazide nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è controindicato nei pazienti con grave compromissione epatica o con cirrosi biliare e colestasi (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2).
Anziani
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani.
Pazienti pediatrici
L'uso di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non è raccomandato nei bambini ed adolescenti al di sotto di 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Valsartan e Idroclorotiazide Pensa
Ipersensibilità a valsartan, idroclorotiazide, altri medicinali contenenti derivati della sulfonamide, soia, olio di arachidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
-Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).
-Grave compromissione epatica, cirrosi biliare e colestasi.
-Grave danno renale (clearance della creatinina <30 ml/min), anuria.
-Ipokaliemia refrattaria, iponatremia, ipercalcemia e iperuricemia sintomatica.
-L’uso concomitante di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o con compromissione renale (VFG < 60 ml/min/1,73 m²) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).
Valsartan e Idroclorotiazide Pensa può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Valsartan
L’uso degli antagonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso degli AIIRA è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRA), un simile rischio può esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.
È noto che l’esposizione ad AIIRA durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere anche paragrafo 5.3).
Se dovesse verificarsi esposizione ad un AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.
I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Idroclorotiazide
L’esperienza sull’uso di idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre, è limitata. Gli studi condotti su animali sono insufficienti. L’idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al meccanismo di azione farmacologico dell’idroclorotiazide, il suo uso durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può compromettere la perfusione feto-placentale e causare effetti fetali e neonatali come ittero, disturbo dell’equilibrio elettrolitico e trombocitopenia.
Allattamento
Non sono disponibili dati riguardanti l'uso di valsartan durante l'allattamento. L’idroclorotiazide viene escreta nel latte umano. Non è quindi raccomandato l’uso di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA durante l’allattamento. Si devono preferire terapie alternative con comprovato profilo di sicurezza per l'uso durante l'allattamento, specialmente in caso di allattamento a neonati e prematuri.
Quali sono gli effetti indesiderati di Valsartan e Idroclorotiazide Pensa
Le reazioni avverse riportate negli studi clinici ed i rilievi di laboratorio verificatisi con maggior frequenza con valsartan + idroclorotiazide rispetto al placebo e le segnalazioni post-marketing individuali sono presentate di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi. In corso di trattamento con valsartan/idroclorotiazide possono verificarsi anche reazioni avverse note per ogni singolo componente in monoterapia ma che non sono state osservate negli studi clinici.
Le reazioni avverse sono classificate in base alla frequenza, a partire da quelle più frequenti, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.
Frequenza delle reazioni avverse con valsartan/idroclorotiazide
Disturbi del metabolismo e della nutrizione.
Non comune: Disidratazione.
Patologie del sistema nervoso.
Molto raro: Capogiri;
Non comune: Parestesia;
Non nota: Sincope.
Patologie dell’occhio.
Non comune: Visione offuscata.
Patologie dell'orecchio e del labirinto.
Non comune: Tinnito.
Patologie vascolari.
Non comune: Ipotensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.
Non comune: Tosse;
Non nota: Edema polmonare non cardiogeno.
Patologie gastrointestinali.
Molto raro: Diarrea.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo.
Non comune: Mialgia;
Molto raro: Artralgia.
Patologie renali e urinarie.
Non nota: Funzionalità renale ridotta.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione.
Non comune: Affaticamento.
Esami diagnostici.
Non nota: Aumenti dell’acido urico sierico, aumenti della bilirubina sierica e della creatinina sierica, ipokaliemia, iponatriemia, aumento dell’azoto ureico ematico, neutropenia
Ulteriori informazioni sui singoli componenti
Le reazioni avverse già riportate per ciascuno dei singoli componenti possono essere potenziali effetti indesiderati anche per VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA, anche se non osservate negli studi clinici o nel periodo di postmarketing.
Frequenza delle reazioni avverse con valsartan
Patologie del sistema emolinfopoietico.
Non nota: Diminuzione dell’emoglobina, diminuzione dell’ematocrito, trombocitopenia.
Disturbi del sistema immunitario.
Non nota: Altre reazioni di ipersensibilità/allergiche, compresa malattia da siero.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione.
Non nota: Aumento del potassio sierico, iponatriemia.
Patologie dell'orecchio e del labirinto.
Non comune: Vertigine.
Patologie vascolari.
Non nota: Vasculite.
Patologie gastrointestinali.
Non comune: Dolore addominale;
Molto raro: Angioedema intestinale.
Patologie epatobiliari.
Non nota: Aumento dei valori di funzionalità epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
Non nota: Angioedema, dermatite bollosa, eruzione cutanea, prurito.
Patologie renali e urinarie.
Non nota: Insufficienza renale.
Frequenza delle reazioni avverse con idroclorotiazide
L’idroclorotiazide è stata ampiamente prescritta per molti anni, spesso a dosi più elevate di quelle somministrate con VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Le seguenti reazioni avverse sono state riportate in pazienti trattati in monoterapia con diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide.
Patologie del sistema emolinfopoietico.
Raro: Trombocitopenia, talvolta con porpora;
Molto raro: Agranulocitosi, leucopenia, anemia emolitica, depressione midollare;
Non nota: Anemia aplastica.
Disturbi del sistema immunitario.
Molto raro: Reazioni di ipersensibilità.
Disturbi del meatbolismo e della nutrizione.
Molto comune: Ipokaliemia, aumento dei lipidi ematici (soprattutto ad alte dosi);
Comune: Iponatriemia, ipomagnesiemia, iperuricemia;
Raro: Ipercalcemia, iperglicemia, glicosuria e peggioramento dello stato metabolico diabetico;
Molto raro: Alcalosi ipocloremica.
Disturbi psichiatrici.
Raro: Depressione, disturbi del sonno.
Patologie del sistema nervoso.
Raro: Cefalea, capogiro, parestesia.
Patologie dell’occhio.
Raro: Compromissione della vista;
Non nota: Miopia acuta e glaucoma acuto secondario ad angolo chiuso, effusione coroidale.
Patologie cardiache.
Raro: Aritmie cardiache.
Patologie vascolari.
Comune: Ipotensione posturale.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche;
Molto raro: Distress respiratorio, comprendente polmonite ed edema polmonare;
Molto raro: Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) (vedere paragrafo 4.4).
Patologie gastrointestinali.
Comune: Perdita di appetito, nausea lieve e vomito;
Raro: Costipazione, malessere gastrointestinale, diarrea;
Molto raro: Pancreatite.
Patologie epatobiliari.
Raro: Colestasi intraepatica o ittero.
Patologie renali e urinarie.
Non nota: Disfunzione renale, insufficienza renale acuta.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
Comune: Orticaria ed altre forme di eruzione cutanea;
Raro: Fotosensibilità;
Molto raro: Vasculite necrotizzante e necrolisi epidermica tossica, reazioni cutanee simili al lupus eritematoso, riattivazione di lupus eritematoso cutaneo;
Non nota: Eritema multiforme.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione.
Non nota: Piressia, astenia.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo.
Non nota: Spasmo muscolare.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella.
Comune: Impotenza.
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi).
Non nota: Cancro cutaneo non melanoma (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose).
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4. e 5.1).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione, all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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