Pandemia, aumentano stress e disturbi somatici

16 febbraio 2022
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Pandemia, aumentano stress e disturbi somatici



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Ansia e irritabilità, tensioni muscolari e disturbi del sonno. Sono i disturbi riconducibili allo stress legato alla pandemia dei quali gli italiani hanno sofferto nel corso della pandemia. A rivelarlo è una ricerca promossa da Assosalute su 1.008 individui a partire dai 15 anni di età.

Secondo quanto emerso dall'indagine, sono otto su dieci gli italiani che hanno sofferto di almeno un disturbo riconducibile allo stress nell'ultimo periodo; un dato in aumento - per tutti i disturbi - rispetto al periodo pre-Covid e che appare più evidente per le donne.

Sintomi come nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno risultano più comuni rispetto al periodo pre-Covid e interessano maggiormente le persone tra i 25 e i 44 anni. Tensioni e dolori muscolari sembrano invece colpire in particolare gli over 55.

Tra le donne, i sintomi più frequentemente riferiti sono stati cefalea e disturbi gastrointestinali come gonfiore addominale, bruciori di stomaco, colite. Negli uomini prevalgono invece insonnia e dolori somatici.

Solo il 10% degli intervistati ha dichiarato di non avere sofferto di stress, nemmeno in seguito alla pandemia.

In generale dunque, per un italiano su tre, a prescindere dall'età, la fonte di stress principale è stata la preoccupazione per la salute dei propri cari (81%) più ancora che per la propria (63%). Seguono la paura di non essere adeguatamente curati nel caso di contagio da Covid-19 (42%), di non potere curare adeguatamente patologie diverse da Covid-19 (37%) e la paura di essere fonte di contagio per gli altri (38%).

La preoccupazione per il lavoro, in particolare rispetto alle prospettive future, ha riguardato un italiano su quattro, dato che è più rilevante tra gli uomini (28%).

Non mancano le ansie legate alla limitazione alle relazioni sociali, considerate la principale causa di stress dal 15% del campione, soprattutto tra i più giovani e negli over 65.

Come hanno reagito gli italiani?


Per circa il 42% degli intervistati la soluzione per contrastare i disturbi derivanti da situazioni che sono fonti di stress e incertezza, come quella attuale, sta nel chiedere consiglio al medico e assumere farmaci di automedicazione.

A seguire la richiesta di consiglio al farmacista (21,6%), ad amici e parenti (16,4%) e il ricorso al web (12,6%).

Ricorrere ai farmaci di automedicazione è un'abitudine più femminile, mentre gli uomini tendono a rivolgersi al medico, ad amici e parenti, e al web. Il 12% del campione ha dichiarato di non fare nulla.

«Esistono farmaci di automedicazione utili per la gestione dei sintomi da stress. In primo luogo quelli che facilitano il sonno poiché nel sonno il cervello si autoricarica e si prepara ad affrontare possibili situazioni stressanti in maniera sistematica», spiega Piero Barbanti docente di neurologia all'Università San Raffaele di Roma, che aggiunge: «l'automedicazione non è importante solo nel momento in cui si presentano i sintomi, ma serve a distogliere l'attenzione dalle problematiche derivanti dallo stress. Soffrire ricorrentemente di stress può portare a quello che viene chiamato disturbo da sintomi somatici o disturbo da ansia di malattia, prima definito come ipocondria. Ma è bene ricordare che l'automedicazione deve essere sempre riferita al medico».

Per contrastare lo stress e i suoi effetti è possibile anche agire mettendo in atto comportamenti riguardanti lo stile di vita. Secondo quanto emerge dall'indagine curare il proprio sonno e seguire una alimentazione corretta sono i comportamenti più diffusi e ritenuti più utili al fine di prendersi cura di sé, adottati rispettivamente dal 39% e dal 34% del campione.

Seguono la pratica di sport e attività fisica (23,8%), più per gli uomini che per le donne, e il prendersi del tempo per dedicarsi alle proprie attività preferite, stare da soli, con i propri affetti, o a contatto con la natura.

La pratica di attività fisica è molto importante perché permette di mettere quella cerebrale in secondo piano, sottolinea Barbanti. Ma non è l'unica: anche leggere un libro può essere di grande aiuto.

«La lettura impone al nostro cervello di sognare e rallentare, di produrre immagini diverse da quelle che vediamo sugli schermi tutto il giorno. Riguardo gli alimenti alcol e caffè sono da limitare, così come i cibi contenenti grassi saturi che aumentano i livelli d'infiammazione. In questo senso seguire una buona dieta mediterranea è il miglior antidoto», conclude Barbanti.

Stefania Cifani



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