Covid-19. Londra si cercano 90 volontari sani per lo studio human challenge: verranno infettati in ambiente protetto

22 febbraio 2021
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Covid-19. Londra si cercano 90 volontari sani per lo studio human challenge: verranno infettati in ambiente protetto


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Il Regno Unito è destinato a essere il primo paese al mondo a condurre la "sfida umana" (human challenge) sul Covid-19: il primo studio effettuato contagiando deliberatamente volontari con il virus SARS-CoV-2, dopo l'approvazione da parte dell'organismo nazionale di etica delle sperimentazioni cliniche.

Il primo studio human challenge Covid-19 vedrà fino a 90 volontari, di età compresa tra i 18 e 30 anni, che verranno esposti a Covid-19 "in un ambiente sicuro e controllato per aumentare la comprensione di come il virus colpisce le persone", ha detto il governo britannico in un comunicato.

I ricercatori invitano i giovani sani, che sono a minor rischio di complicazioni derivanti dal coronavirus, a offrirsi volontari per lo studio. I volontari saranno ricompensati per il tempo che trascorrono nello studio, che dovrebbe iniziare entro un mese.

Lo studio è sostenuto da un investimento di 33,6 milioni di sterline (46,6 milioni di dollari) da parte del governo britannico, con la sperimentazione realizzata da una partnership tra la Taskforce sui vaccini del governo, l'Imperial College di Londra, il Royal Free London NHS Foundation Trust e la società ClinicahVIVO, che produrrà le dosi minime di Covid con il quale saranno infettati i volontari.

Scopo di human challenge


Lo studio mira a stabilire qual è la minima concentrazione di virus necessaria per causare l'infezione con i volontari esposti "in un ambiente sicuro e controllato".

"La sicurezza dei volontari è fondamentale, il che significa che questo studio di caratterizzazione del virus utilizzerà inizialmente la versione del virus che circola nel Regno Unito da marzo 2020 e ha dimostrato di essere a basso rischio nei giovani adulti sani" dice Kate Bingham presidente del U.K. Vaccine Taskforce. Medici e scienziati monitoreranno da vicino l'effetto del virus sui volontari e saranno a disposizione per prendersi cura di loro 24 ore su 24.

Lo studio aiuterà i medici a capire come reagisce il sistema immunitario al coronavirus e identificare i fattori che influenzano la trasmissione del virus, incluso il modo in cui una persona infetta lo propaga nell'ambiente.

Punto di vista etico e human challenge


Non sarebbe la prima volta che si effettua uno studio di questo tipo: per molti decenni, gli human challenge sono stati eseguiti in modo sicuro e hanno svolto un ruolo importante nell'accelerare lo sviluppo di trattamenti per malattie tra cui malaria, tifo, colera, norovirus e influenza.

Tali studi non sono privi di controversia dato che i partecipanti sono deliberatamente esposti ad agenti patogeni, ma si ritiene che svolgano un ruolo chiave nello sviluppo di vaccini e trattamenti efficaci.

La guida dell'Organizzazione mondiale della sanità afferma che gli human challenge sono etici quando soddisfano determinati criteri.

Occorre tenere in considerazione sia i potenziali rischi e benefici individuali, afferma l'Oms, sia i potenziali benefici e rischi per la società, come il rilascio nell'ambiente di un agente patogeno che altrimenti non sarebbe presente.

La "sfida umana" del Regno Unito si svolgerà nelle prossime settimane all'interno delle strutture di ricerca clinica specialistica e sicura del Royal Free Hospital di Londra. Queste strutture sono progettate specificamente per contenere il virus. Medici e scienziati altamente qualificati saranno a disposizione per esaminare attentamente come si comporta il virus nel corpo e per garantire la sicurezza dei volontari.

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