Covid-19, varianti Delta in aumento e arriva Epsilon

15 luglio 2021
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Covid-19, varianti Delta in aumento e arriva Epsilon



Sebbene i nuovi casi di Covid-19 siano in diminuzione, la proporzione di casi di infezione da virus Sars-CoV-2 causati dalla variante Delta è in aumento in Italia. Sono 11 le varianti sotto osservazione e, di queste, a preoccupare di più sono cinque, tutte diffuse ormai in decine di Paesi di tutto il mondo. L'ultima arrivata è la Epsilon, che un articolo pubblicato sulla rivista Science considera a tutti gli effetti una delle varianti che destano preoccupazione, le cosiddette Voc (Variants of concern). A farla salire nella classifica sono le caratteristiche della sua proteina Spike, l'artiglio molecolare con cui il virus si aggancia alle cellule, che comprende ben tre mutazioni che la rendono resistente agli anticorpi, sia a quelli generati dal vaccino, sia a quelli generati dall'infezione.

Le varianti Voc


Al momento l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e i Centri per il controllo delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti includono nel gruppo delle Vco le varianti Alfa, Beta, Gamma e Delta.

La variante Delta è «più infettiva, anche della variante Alfa, la cosiddetta inglese, e replica tantissimo selezionando le parti migliori di sé». Servono accortezze per fare in modo di non lasciare libero il virus Sars-CoV-2 di replicare. «Se noi saremo attentissimi a mantenere le distanze e a vaccinarci il più possibile questo tempo di prevalenza della Delta sarà molto diluito. Se invece il virus comincia a circolare sarà tempo di 1-2 mesi, tre mesi al massimo» per una recrudescenza. Così all'Ansa il virologo Carlo Federico Perno, direttore dell'Unità di microbiologia dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Due, spiega Perno, le variabili per capire che autunno sarà sul fronte dell'andamento dell'epidemia da Covid-19: i comportamenti, con il mantenimento delle distanze e le pratiche di igiene che non devono essere abbandonate «così da mettere il virus via via nell'angolo»; e la vaccinazione nel mondo «dove solo l'1% della popolazione ha ricevuto un vaccino». «Se l'estate sarà un "tana libera tutti" come l'anno scorso, accoppiata al rallentamento della campagna vaccinale e a un'espansione della variante Delta, mi aspetto che in autunno avremo una recrudescenza di infezione, probabilmente non come l'anno scorso ma una recrudescenza di infezione». Se di contro invece «la campagna vaccinale procede spedita e saremo capaci di non fare quel "tana libera tutti" estivo che l'anno scorso ci ha fatto veramente male, sono decisamente più ottimista. La mia sensazione è che non sarà come l'anno scorso, dipende tutto se la campagna vaccinale procede decisa. Adesso stiamo cominciando ad "aggredire" la popolazione che è meno convinta delle vaccinazioni». E in previsione dell'autunno secondo Perno centrale è il sistema di sequenziamento. «Sta andando a regime forse servirebbe un finanziamento un po' più deciso».

Fonte: Doctor33

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