Covid-19: Alpha, Beta, Gamma e Delta i nuovi nomi delle varianti

07 giugno 2021
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Covid-19: Alpha, Beta, Gamma e Delta i nuovi nomi delle varianti


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Cambiano i nomi delle varianti del virus Sars-CoV-2: non più inglese, sudafricana, brasiliana e indiana ma Alpha, Beta, Gamma e Delta. Il nuovo sistema dell'Oms per facilitare il discorso pubblico. Da adesso in poi per riferirsi alla variante inglese del Sars-CoV-2 si chiamerà Alpha, quella sudafricana Beta, quella brasiliana Gamma e l'indiana Delta, secondo il nuovo sistema di nomenclatura con le lettere dell'alfabeto greco annunciato dalla Organizzazione mondiale della sanità con l'obiettivo, tra gli altri, di sganciarle dalla località geografica in cui sono state rilevate ed evitare di stigmatizzarle.

Alpha, Beta, Gamma e Delta: no a stigmatizzazione delle nazioni


La nuova nomenclatura si applica alle varianti di maggiore interesse, le quattro più preoccupanti che sono in circolazione (Voc), e alle varianti di interesse di secondo livello in corso di monitoraggio (Voi), ma, ha precisato affermato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Oms per il Covid-19, «Non sostituiranno i nomi scientifici esistenti, ma hanno lo scopo di aiutare nella discussione pubblica». Con il nuovo sistema la variante finora cosiddetta britannica B.1.1.7 diventa Alpha, la sudafricana (B.1.351) da oggi è Beta, la brasiliana (P.1) è Gamma. Una delle sub-varianti di quella indiana (B.1.617.2) è Delta.

La scelta è stata dettata dall'esigenza di avere etichette "semplici, facili da citare e ricordare per le varianti chiave del virus che causa Covid-19", spiega l'agenzia Onu per la salute informando sulla novità. "Queste etichette sono state scelte dopo un'ampia consultazione e una revisione di molti potenziali sistemi di denominazione". L'Oms ha convocato un selezionato gruppo di partner di tutto il mondo per farlo, incluso esperti che si occupano di sistemi di denominazione esistenti, esperti di nomenclatura e tassonomia dei virus, ricercatori e autorità nazionali.

"Queste etichette - viene precisato - non sostituiscono i nomi scientifici esistenti (ad esempio quelli assegnati dalle organizzazioni Gisaid, Nextstrain e Pango), che trasmettono importanti informazioni scientifiche e continueranno ad essere utilizzati nella ricerca". Ma questi nomi scientifici, fa notare l'Oms, "possono essere difficili da pronunciare e ricordare e sono soggette a inesattezze nel modo in cui vengono riportate". Le lettere dell'alfabeto greco con cui vengono rinominate hanno anche un'altra missione: tentare di slegare la variante dalla localizzazione geografica. Proprio per la difficoltà di usare codici numerici, spesso "le persone ricorrono alla scelta di chiamare le varianti in base ai luoghi in cui vengono rilevate, il che è stigmatizzante e discriminatorio - osserva l'Oms -. Per evitarlo e per semplificare le comunicazioni pubbliche, l'Oms incoraggia le autorità nazionali, i media e tutti ad adottare queste nuove etichette".

Fonte: Farmacista33

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