Rickettsiosi esantematica

29 agosto 2017

Rickettsiosi esantematica



Indice


Definizione


La rickettsiosi è una malattia esantematica causata dalle rickettsie, che sono piccoli bacilli gram negativi. Il termine rickettsiosi comprende diverse infezioni, a seconda del bacillo responsabile, che viene trasmesso all'uomo attraverso i morsi di zecca o di altri insetti, come acari, pidocchi, pulci.

Cause


La zecca è il principale serbatoio dell'infezione e funge da vettore della febbre purpurea delle montagne rocciose, causata da Rickettsia rickettsii, e della febbre bottonosa, la più diffusa nel mediterraneo, provocata da Rickettsia conorii. La zecca può trasmettere la malattia ad altri animali selvatici, o domestici come il cane, e direttamente all'uomo.
Il ratto è, invece, il bacino della Rickettsia typhi, che viene trasmessa dalle pulci e provoca il tifo murino, o tifo petecchiale. I pidocchi (Pediculus humanus corporis) trasmettono la Rickettsia prowazeki, responsabile del tifo epidemico.

Sintomi

Dopo un periodo d'incubazione ci circa 7 giorni compaiono febbre elevata, malessere e forte cefalea. L'esantema appare 2-3 giorni più tardi, con macule che poi si trasformano in petecchie; inizia da caviglie e polsi, poi si diffonde al tronco e alle aree palmo-plantari. Possono manifestarsi anche nausea e vomito, insieme a una vasculite sottostante. Il quadro infettivo, curabile, può aggravarsi in seguito all'insorgere di svariate complicanze correlate alla vasculite.

Diagnosi

La diagnosi è clinica non può prescindere da una storia di morso di zecca o altri insetti e dall'epidemiologia dell'area geografica: se è una zona dove sono diffuse le rickettsie il dubbio è lecito. La diagnosi può essere facilitata dalla comparsa di una tipica escara nerastra nella sede del morso. La ricerca di anticorpi su campioni ematici in laboratorio può fornire conferma dell'infezione, piuttosto tardiva però. La prognosi è favorevole se la diagnosi è tempestiva, in assenza dell'esantema ciò è più difficile e l'infezione può essere letale.

Cure

La terapia antibiotica con tetracicline o cloramfenicolo per almeno una settimana è in genere sufficiente per ottenere la guarigione.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier


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