Covid-19, certificati sportivi: la normativa chiede di fare esami in più

21 novembre 2021
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Covid-19, certificati sportivi: la normativa chiede di fare esami in più



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Sport e Covid-19: cosa si può fare e quali sono gli esami previsti


Nell'iscrivere se stessi, o più spesso i figli, ad uno sport agonistico c'è una cosa da sapere: se si è avuto il coronavirus la normativa adesso chiede di fare esami in più. Servono per valutare eventuali danni permanenti a livello cardiaco e polmonare. I costi per controllarsi la salute possono essere ingenti, tant'è vero che alcune piccole società sportive non potendo permettersi la spesa hanno lanciato un allarme: a volte le famiglie degli atleti non riescono a far fronte ai costi imprevisti. Lo scorso febbraio il ministero della Salute ha emanato linee guida indirizzate agli atleti agonisti non professionisti. Sia chi è guarito dal Covid-19 accertato con tampone sia chi presume di avere avuto la malattia (per via di sintomi compatibili) deve sottoporsi a visita medico-sportiva, dopo un mese dalla guarigione, senza attendere la scadenza della validità del certificato.

Gli esami cambiano in base alla gravità dei sintomi riportati. Dunque, chi ha avuto un'infezione asintomatica o lieve dovrà sottoporsi a un test da sforzo massimale con monitoraggio Ecg e misurazione dell'ossigenazione prima, durante e dopo lo sforzo, a un'ecocardiogramma color-Doppler del cuore e ad un esame spirometrico per valutare gli scambi respiratori dei polmoni. Chi si è ammalato in modo «moderato» o ha dovuto essere ricoverato in ospedale deve aggiungere un Ecg Holter su 24 ore nelle quali va previsto un allenamento nonché esami del sangue (marcatori del danno cardiaco, quali la troponina, marcatori di infiammazione e coagulazione) e delle urine. Infine, chi ha avuto la malattia in forma severa va sottoposto, a discrezione del medico, a ulteriori accertamenti polmonari, come ad esempio la TC. Ottenuta l'idoneità, l'atleta potrà riprendere gli allenamenti in modo graduale. Non è escluso che le linee guida siano modificate almeno per chi ha avuto Covid-19 asintomatico. Ma intanto anche per i non agonisti il medico certificatore potrebbe richiedere a sua discrezione esami supplementari dopo la guarigione dal Covid. E anche qualche palestra potrebbe chiedere già in partenza il certificato agonistico: infatti nel lock down alcuni praticanti non agonisti pur di svolgere attività fisica e proseguire gli allenamenti -autorizzati nelle regioni "rosse" solo per chi pratica disciplina agonistica- si sono tesserati come atleti facendo registrare un picco di visite medico sportive. In caso di nuovo lock-down per la legge vigente solo il tesserato agonista può continuare l'attività sportiva.

In linea di massima, però, chi sceglie l'attività non agonistica è tenuto a dotarsi di un certificato medico solo se l'attività è svolta all'interno di società affiliate al Coni o altre Federazioni od Enti sportivi, o se è uno studente e partecipa a i giochi sportivi studenteschi o frequenta attività para-scolastiche organizzate dalle scuole. Il certificato può essere rilasciato dal pediatra, dal medico di medicina generale o dal medico dello sport e ha un costo variabile (35-50 euro) cui va aggiunto l'elettrocardiogramma (circa 20 euro). E' prevista l'effettuazione di un Ecg almeno una volta nella vita. La Federazione dei Medici Sportivi-FMSI ha scelto di includere questo esame nel costo della certificazione, perché permette di individuare problemi cardiaci temporanei, come miocardite o pericardite. Il pediatra dovrebbe rilasciare il certificato gratis in caso di attività sportive organizzate dalle scuole, su richiesta del dirigente scolastico.

Nell'attività agonistica ogni disciplina sportiva prevede un'età minima per la pratica, dagli 8 anni del nuoto ai 12 del calcio, e il certificato è rilasciato nei centri Asl o in centri accreditati dalla regione. Se è la stessa società sportiva a chiederlo il certificato è gratuito e i costi sono a carico della regione. Il certificato di idoneità sportiva per la pratica agonistica prevede una visita medica accurata. In particolare viene svolto un Ecg a riposo e poi sotto sforzo per verificare le capacità di recupero, spirometria, esame delle urine ma ogni attività sportiva può richiedere test diversi.

Ultima annotazione riguarda i più piccoli: il certificato sportivo non è obbligatorio da 0 ai 6 anni, per incentivare lo sport tra i bambini senza gravare sulle famiglie. Tuttavia molti genitori se lo sono sentiti chiedere da palestre o piscine perché nella maggioranza dei casi la polizza assicurativa prevede una certificazione.

Mauro Miserendino

Fonte: Doctor33



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