Autismo, quel linguaggio che non si sente

24 febbraio 2019

Autismo, quel linguaggio che non si sente




"La prosodia è la musica del parlare. È l'aspetto non verbale della comunicazione orale, che avviene attraverso modulazione di volume, tono e ritmo. È necessaria per trasmettere le emozioni e significato, ponendo l'accento su ciò che è importante".

La componente non verbale nella comunicazione costituisce uno dei maggiori ostacoli nell'interazione sociale per le persone con disturbi dello Spettro dell'Autismo (Asd, Autism Spectrum Disorder), e come tale risulta uno dei punti sui quali lo specialista, l'insegnante o il logopedista deve concentrare l'attenzione per garantire un corretto sviluppo nella sfera comunicativa.

Prosodia e Spettro autistico di Michelle Dunn e Larry Harris propone un metodo verificato e basato sull'esperienza clinica e professionale, strutturato in lezioni pensate per affrontare uno specifico aspetto delle difficoltà prosodiche. Il modello di intervento si adatta al profilo neuropsicologico degli individui con Asd, prediligendo la valorizzazione delle abilità visive e della memorizzazione di regole al posto delle abilità auditive e di comprensione del materiale astratto, individuati come punti deboli deli individui con Asd. Essenziale è anche l'utilizzo della componente corporea per creare consapevolezza delle sensazioni fisiche, e l'attenzione al sostegno respiratorio, per aiutare il flusso della fonazione, modellare il tratto vocale e movimentare l'aria attraverso i risuonatori nel tratto vocale.

Il percorso è strutturato in sette capitoli, ciascuna destinato a uno specifico deficit prosodico. Dopo il primo capitolo, che spiega i criteri di individuazione degli aspetti compromessi o poco sviluppati, il testo ospita una sezione inerente alla modulazione emozionale e comportamentale: aiutare la persona ad imparare l'utilizzo di regole nuove, a impegnarsi nell'interazione con gli altri e a ridurre l'attivazione emotiva. A un terzo capitolo focalizzato sul raggiungimento di una voce più orale e meno nasale (è relativamente comune che gli individui con Asd presentino una voce ipernasalizzata, che non incide sul contenuto della conversazione ma che può gravare sulla sicurezza di sé del parlante), seguono le trattazioni su volume, ritmo, tono ed enfasi: capire il volume appropriato alle situazioni, riuscire a vincere le anomalie ritmiche come balbuzie e pause scorrette, formulare affermazioni e domande con tono corretto e ponendo la giusta enfasi costituiscono tappe importanti per permettere il raggiungimento di una capacità comunicativa e di interazione che permetta all'individuo di non sentirsi escluso.

Ogni lezione presenta una struttura ricorrente, composta da una prima parte introduttiva, mirata a spiegare nel dettaglio l'obiettivo da raggiungere e il materiale necessario, e una seconda parte pratica, corredata di schemi, esempi, tabelle, illustrazioni sugli organi fonatori e compiti a casa, volti a descrivere e guidare passo dopo passo nella procedura di intervento.

Michelle Dunn e Larry Harris, Prosodia e Spettro Autistico. Interventi logopedici e psicoeducativi in ragazzi e adulti nello spettro - Edizioni Edra, 464 pp.



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