Fisioterapisti falsi: consigli per non cadere in trappola

23 febbraio 2011

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Fisioterapisti falsi: consigli per non cadere in trappola



I fisioterapisti abusivi in Italia sono 100 mila, il doppio di quelli veri (50 mila). Antonio Bortone, presidente dell'Aifi, Associazione di Fisioterapisti accreditati presso il Ministero della Salute, lancia un appello a tutti i cittadini italiani, ma anche agli specialisti ortopedici e ai medici di medicina generale che spesso prescrivono o consigliano sedute fisioterapiche. «Chiediamo ai nostri colleghi medici» spiega Bortone «di tenere sempre in allerta il paziente su questo rischio, di consigliare direttamente il nome di un fisioterapista vero, abilitato, serio. Di essere i primi loro a informarsi sugli operatori presenti sul territorio, di contattarci in caso di dubbi». E comunque ecco le quattro regole fondamentali che possono aiutare i cittadini ad avere una ragionevole certezza di essere in buone mani, e non in senso metaforico:

  • Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall'Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal ministero della Salute.
  • Verificare l'iscrizione a una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale.
  • Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente.
  • Chiedere sempre il rilascio della corrispondente ricevuta fiscale, in caso di libero professionista.


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