Osteoporosi

29 agosto 2017

Osteoporosi



Definizione


Condizione caratterizzata dalla progressiva diminuzione della densità dell'osso, con conseguente aumento della sua fragilità e suscettibilità alle fratture. In condizioni normali, la resistenza e la compattezza delle ossa è data dal loro contenuto in minerali (come calcio e fosforo). Quando questo diminuisce, a seguito di processi fisiologici o patologici, le ossa perdono di resistenza e compare l'osteoporosi.

Cause


La densità ossea diminuisce normalmente con l'età e l'osteoporosi spesso subentra con l'invecchiamento, in particolare nelle donne dopo la menopausa, favorita anche dalla riduzione del livello di ormoni sessuali (estrogeni). Altre possibili cause di osteoporosi secondaria sono: l'immobilizzazione prolungata, l'insufficienza renale cronica, i disturbi ormonali e l'assunzione a lungo termine di farmaci (come i cortisonici e gli anticonvulsivanti). Fumo, alcol, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia), ossa sottili per costituzione scheletrica, sono tutti fattori di rischio per la comparsa di osteoporosi.

Sintomi

L'osteoporosi non produce sintomi fino a quando la fragilità delle ossa colpite non determina la comparsa di fratture cosiddette patologiche, che cioè avvengono in condizioni che solitamente non provocherebbe un tale danno all'osso. Particolarmente frequenti e pericolose sono le fratture del femore e dell'anca. Le vertebre indebolite possono collassare spontaneamente o a seguito di traumi minimi, determinando la comparsa di dolore intenso e improvviso o di un mal di schiena cronico.

Diagnosi

La diagnosi di osteoporosi è spesso accidentale, in seguito a radiografie eseguite per altri motivi. La mineralometria ossea computerizzata (MOC), con apparecchio a raggi X (DEXA, radiodensitometria a doppia energia) o con ultrasuoni, è l'esame utilizzato per misurare la densità ossea e valutare la presenza e la gravità della malattia. Vengono spesso associati esami del sangue per misurare i livelli di calcio e fosforo e degli ormoni coinvolti nel metabolismo osseo.

Cure

Le donne in menopausa a rischio di osteoporosi possono utilizzare la terapia estrogenica sostitutiva o il raloxifene (un modulatore selettivo del recettori degli estrogeni) per prevenire o bloccare la perdita di densità ossea. In tutti i tipi di osteoporosi, i farmaci appartenenti alla classe dei bifosfonati (come alendronato, zoledronato, risedronato), in grado di inibire il riassorbimento osseo, vengono utilizzati a scopo sia preventivo che terapeutico. Indicata in alcuni casi anche la calcitonina sotto forma di spray nasale. Recentemente, è stato introdotto in terapia l'ormone paratiroideo (teriparatide), con risultati incoraggianti.

Cure complementari

Per l'osteoporosi la fitoterapia propone, fra l'altro, pappa reale, equiseto, avena sativa, eleuterococco e olio essenziale di limone. Disponibili anche terapie omeopatiche.

Alimentazione

La dieta deve essere ricca di calcio e di vitamina D, eventualmente ricorrendo anche ad integratori. Oltre ai latticini (considerati la migliore fonte di calcio), sono ricche del minerale anche alcune alghe marine (kelp e dulse), broccoli, cavolo verde, cime di rapa, tofu, fagioli, soia e crusca di grano.


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