Lupus eritematoso sistemico

29 agosto 2017

Lupus eritematoso sistemico



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Definizione


Malattia infiammatoria cronica del tessuto connettivo, che può colpire articolazioni, reni, mucose e pareti dei vasi sanguigni. Appartiene alla categoria delle patologie autoimmuni, poiché è dovuta alla formazione da parte dell'organismo di anticorpi che attaccano i tessuti dell'organismo stesso (autoanticorpi).

Cause


Non si conoscono con certezza le cause scatenanti del lupus. È possibile che dipenda da fattori ambientali che interagiscono con una predisposizione genetica. Infezioni, assunzione di particolari sostanze o farmaci, danno dei tessuti provocati da agenti fisici (come la stessa luce solare) e tumori sono tutti fenomeni che possono portare alla formazione di autoanticorpi. La malattia colpisce quasi esclusivamente giovani donne.

Sintomi

I sintomi del lupus possono variare notevolmente fra i diversi soggetti e interessare praticamente qualsiasi organo o apparato. Gli individui colpiti accusano, come sintomi più comuni, senso di affaticamento, dolori articolari e infiammazione delle articolazioni (poliartrite), comparsa di esantema cutaneo. L'arrossamento compare prevalentemente nelle zone esposte al sole, in particolare su naso e guance, dove le chiazze assumono il caratteristico aspetto a farfalla. Possono essere presenti anemia e riduzione dei globuli bianchi e delle piastrine. Nei casi più gravi, il sistema immunitario può attaccare e danneggiare vari organi, quali i reni, il cervello o i polmoni, portando a deficit di varia entità e anche alla morte.

Diagnosi

La diagnosi si basa sui sintomi tipici della malattia e su alcuni esami del sangue. Il test più usato è la ricerca di anticorpi antinucleo nel sangue (autoanticorpi contro le componenti del nucleo delle cellule del paziente), presenti in quasi tutti i pazienti con lupus ma non esclusivi di questa malattia. In aggiunta ci sono test per altri tipi di anticorpi che sono più specifici per il lupus. Emocromo, esame delle urine ed eventualmente una biopsia renale possono essere utili per valutare l'estensione della malattia.

Cure

Le manifestazioni meno rischiose, quali quelle cutanee, articolari e la maggior parte delle alterazioni ematologiche, richiedono una terapia leggera con FANS e antimalarici di sintesi (idrossiclorochina, chinacrina) per ridurre i sintomi articolari e cutanei e cortisone a dosi medio-basse. Le manifestazioni renali e neurologiche richiedono, invece, un intervento terapeutico più energico, per evitare il rischio di complicanze permanenti. In questo caso si fa ricorso ai corticosteroidi ad alte dosi o a farmaci immunosoppressori (ciclofosfamide, micofenolato mofetile).

Cure complementari

Le cure alternative sono utili per la gestione dei sintomi. L'artiglio del diavolo migliora il dolore di tipo artritico. L'aloe vera contrasta il dolore addominale e la stitichezza.

Alimentazione

La dieta deve essere equilibrata e deve escludere quegli alimenti che provocano un peggioramento: le solanacee (patate, peperoni, melanzane), per esempio, aggravano la sintomatologia.


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