Curare l'acidità (bruciore di stomaco)

04 marzo 2016

Focus

Curare l'acidità (bruciore di stomaco)



Cos'è l'acidità


Bruciore di stomaco, acidità di stomaco e pirosi sono termini equivalenti. Il disturbo è la conseguenza di un'eccessiva secrezione acida, che riesce a superare lo strato di muco che protegge la parete dello stomaco provocando dolore e infiammazione. L'aumento dell'acidità può essere dovuto a molte cause: la prima sono i pasti troppo abbondanti (e si parla di indigestione), ma lo stesso effetto hanno l'abuso di caffè, alcol e tabacco. Esistono poi situazioni legate a caratteristiche individuali (la reazione a particolari cibi o allo stress) o all'assunzione di determinati farmaci (acido acetilsalicilico, antinfiammatori non steroidei).

Farmaci da utilizzare


In questo caso si impiegano i farmaci chiamati antiacidi. Si tratta, in linea di massima, di preparazioni molto semplici a base di sostanze leggermente alcaline (basiche), in grado di neutralizzare l'acido gastrico e ridurre il dolore. La più conosciuta è il bicarbonato di sodio, che agisce molto rapidamente ma il cui effetto svanisce con altrettanta velocità; seguono i composti di alluminio, che vantano un'azione molto più persistente esattamente come i composti di magnesio, la terza grande categoria di antiacidi. Queste sostanze possono essere abbinate tra loro oppure con altre sostanze con funzioni diverse. Gli alginati, per esempio, sono spesso aggiunti alle preparazioni "digestive" per evitare che l'acido gastrico risalga dallo stomaco all'esofago provocando irritazione e dolore in questa zona (il cosiddetto reflusso gastroesofageo). Gli antiacidi sono disponibili in compresse masticabili, in sospensione (una specie di pappa gessosa che può anche essere aromatizzata), o in preparazione effervescente (cioè in polvere da sciogliere nell'acqua). La loro efficacia è massima se vengono presi a una certa distanza dalla fine del pasto: da una a tre ore.

Avvertenze

L'assunzione di antiacidi non deve diventare quotidiana, a meno che non l'abbia prescritto il medico. Infatti l'acidità e il bruciore di stomaco possono essere sintomi di malattie gravi (dall'ulcera al cancro dello stomaco) e deve essere il medico a stabilire se questa è la causa dell'acidità. Nei bambini sotto i sei anni è meglio non somministrare antiacidi se non su indicazione del pediatra, mentre negli anziani è meglio ridurre le dosi (gli effetti indesiderati sono infatti più probabili). Chi soffre di ipertensione, infine, dovrà scegliere preparazioni che contengano basse quantità di sodio.Gli antiacidi a base di alluminio possono provocare stitichezza e, a dosi elevate per periodi prolungati, interferire col metabolismo dell'osso (perché contrastano l'assorbimento dei fosfati dai cibi) e causare stati di astenia (debolezza).I composti a base di magnesio possono invece provocare diarrea. Inoltre l'accumulo di magnesio nell'organismo (facile nelle persone affette da disturbi renali) provoca anch'esso astenia.Anche del bicarbonato di sodio non si deve abusare, perché in particolari categorie di persone (malati di fegato e di cuore) può determinare uno squilibrio del rapporto acido-basico del sangue o la ritenzione di liquidi, in particolare nelle gambe e nei polmoni.Quando si è fatto uso di antiacidi per un certo periodo, se si sospende il farmaco la produzione di acido gastrico aumenta di colpo. Un effetto comune agli antiacidi è quello di rompere il rivestimento delle compresse gastroresistenti, cioè quelle studiate per ridurre gli effetti dannosi sullo stomaco di alcuni medicinali (acido acetilsalicilico, antinfiammatori), facendo venire meno l'effetto protettivo.

Principi attivi

Bicarbonato di sodio, alginati, citrati
Composti dell'alluminio (algedrati)
Composti del magnesio
Associazioni di composti dell'alluminio, del magnesio e del calcio
Antiacidi associati ad antimeteorici (dimeticone)


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