Ernia iatale

17 maggio 2022

Ernia iatale: cause, sintomi e cure



Indice


Definizione


Ernia iatale: definizione e generalità


Malattia provocata dalla fuoriuscita di una porzione dello stomaco dalla cavità addominale, sua sede normale, verso quella toracica attraverso il diaframma (muscolo).

Si distinguono due tipi di ernia iatale:

  • ernia paraesofagea (quando solo la parte superiore dello stomaco attraversa il diaframma e si posiziona accanto all'esofago)
  • ernia da scivolamento (quando l'erniazione interessa anche la zona di passaggio fra esofago e stomaco o giunzione gastro-esofagea).

Cause


Ernia iatale: cause principali


La causa dell'ernia iatale è spesso sconosciuta. Tra i fattori che possono favorirla vi sono: la perdita di elasticità della giunzione gastro-esofagea provocata dall'età, l'obesità, l'aumento della pressione addominale, la presenza di un foro diaframmatico (o iato, in cui passa l'esofago) più ampio del normale. La condizione può poi essere peggiorata dalla gravidanza, dall'indossare vestiti stretti che aumentano la pressione addominale o da sforzi fisici impegnativi e improvvisi.

Sintomi

Ernia iatale: sintomi più comuni


L'ernia iatale può spesso essere asintomatica. Se compaiono sintomi, questi sono attribuibili al conseguente reflusso gastro-esofageo (il contenuto acido dello stomaco refluisce nell'esofago) che causa pirosi, rigurgito di cibo, dolore retrosternale, difficoltà nella digestione.

Diagnosi

Ernia iatale: come efftuare la diagnosi


Le ernie iatali voluminose possono essere evidenziate con una semplice radiografia. In caso di erine di piccole dimensioni, è necessario ricorrere all'ingestione di un mezzo di contrasto (bario) per visualizzare il rallentamento del passaggio del bolo nell'esofago. Anche l'esplorazione endoscopica dell'esofago può essere utile per la diagnosi e per identificare eventuali lesioni esofagee da reflusso.


Cure

Ernia iatale: cure e rimedi


Molti casi lievi di ernia iatale non richiedono trattamento. Spesso i sintomi possono essere prevenuti sollevando la testa e il torace con dei cuscini durante il sonno. La terapia farmacologica è basata su farmaci antiacidi e inibitori di pompa protonica (omeprazolo e derivati). Raramente è necessario l'intervento chirurgico.

Cure complementari

La fitoterapia offre una vasta gamma di piante medicinali ritenute efficaci nel riflusso gastro-esofageo, come la liquirizia (antinfiammatoria e protettiva delle mucose) e la melissa (sedativa e antispastica).

Alimentazione

Più che sulla dieta si interviene sul modo in cui si mangia: è importante non fare pasti abbondanti, ma piccoli e frequenti, masticando bene e a lungo, e attendere almeno due ore prima di coricarsi per dare tempo allo stomaco di svuotarsi. In ogni caso è bene evitare i cibi in grado favorire il reflusso (alcol, cioccolata, menta, caffè, bevande gassate).

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