Poliomielite, una malattia virale da non sottovalutare

20 maggio 2019

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Poliomielite, una malattia virale da non sottovalutare



La poliomielite è una malattia infettiva virale acuta, l'infezione avviene principalmente per via orale tramite ingestione di particelle virali che, eliminate da un soggetto infetto con le feci, contaminano l'ambiente. Nel 90% dei casi l'infezione è asintomatica, ma in 1 infetto su 200 (1 su 1000 nei bambini sotto i 5 anni) si verifica il quadro clinico tipico della malattia e cioè la paralisi flaccida acuta (PFA) causata dalla distruzione dei neuroni motori ad opera del poliovirus.

In Occidente la parte giovane della popolazione ignora il dramma di questa malattia che marchia fin da piccoli; merito delle campagne vaccinali di massa per le quali il continente americano è polio-free già dal 1994 e l'Europa dal 2001, estese progressivamente nei paesi poveri. La trasmissione del poliovirus selvaggio dal 2004 è stata interrotta in tutto il mondo, tranne sei paesi: in Nigeria, Niger, Pakistan e Afghanistan per mancata immunizzazione, ma anche in Egitto e alcune zone dell'India nonostante un'elevata copertura infantile con il vaccino orale trivalente, contro i tre sierotipi responsabili (OPV, o Sabin, non più in uso da noi).


Campagne di immunizzazione: il vaccino anti-polio


Il virus della poliomielite venne isolato per la prima volta nel 1909, ma la malattia ha origini antiche. Infatti una stele egizia della XVIII dinastia (1580-1350 a.c.) raffigura un giovane uomo la cui gamba ipostenica è indicativa di poliomielite. Il vaccino anti-polio, sviluppato da Jonas Salk è stato reso disponibile il 12 aprile 1955 quando l'IPV (Vaccino Inattivato della Polio) è stato approvato in America per le campagne di immunizzazione.

I vaccini a disposizione per la lotta alla poliomielite sono di due tipi, quello inattivato di Salk (IPV) agisce inducendo la produzione di anticorpi che si trovano nel torrente circolatorio e che, in caso di infezione, impediscono al virus di raggiungere il sistema nervoso centrale. Il vaccino di Sabin, costituito da virus vivi e attenuati (OPV, Oral Polio Vaccine) oltre all'immunità circolante, garantisce l'immunità anche a livello della mucosa intestinale che è la prima sede di replicazione del virus. In questo modo il vaccinato è protetto non solo dalla malattia, ma anche dall'infezione.


Focolai di poliomielite in Asia e Africa


Il 21 giugno 2002 la regione Europea è stata certificata ufficialmente libera da poliomielite e nel settembre del 2015 è stata annunciata l'eradicazione del poliovirus selvaggio (WPV) tipo 2. Nonostante gli sforzi ed i progressi effettuati dai diversi Paesi si sono registrati negli ultimi anni diversi focolai di infezione da poliovirus (PV) soprattutto in Asia centrale e Africa centrale. Questi episodi accrescono la preoccupazione per una possibile diffusione di focolai epidemici, anche in Paesi polio-free, favoriti dai viaggi internazionale e flussi immigratori; per tale motivo l'OMS ha esortato i Paesi membri a redigere un Piano per la pronta risposta ad una eventuale reintroduzione di poliovirus e/o epidemia di poliovirus da affiancare al Piano Nazionale per il mantenimento dello Stato Polio-free.

Eradicare la poliomielite

Gli obiettivi del programma sono la scomparsa di casi di polio da virus selvaggio e la totale eliminazione dell'agente patogeno dal pianeta, attraverso strategie di intervento che prevedono alti livelli di immunizzazione della popolazione, programmazione di giornate di immunizzazione di massa, interventi vaccinali specifici in zone con focolai epidemici e sorveglianza della paralisi flaccida (PFA).

La sorveglianza della PFA si attua mediante la segnalazione immediata di tutti i casi di paralisi flaccida che si manifestino in giovani sotto i 15 anni e l'avvio a indagini di laboratorio. Infatti la PFA è molto simile alla paralisi che si manifesta nel corso di numerose malattie neurologiche per cui sono indispensabili prove virologiche per accertare che si tratti effettivamente di poliomielite.

In Italia la sorveglianza viene svolta grazie alla collaborazione tra Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e 20 centri regionali di riferimento allo scopo di garantire l'immediata individuazione di possibili focolai di poliovirus selvaggio. Infatti il virus circola silenziosamente, infettando centinaia di persone, già prima che si manifesti il primo caso di paralisi. Grazie ai risultati della sorveglianza della PFA e di ricerche sull'ambiente che hanno rivelato l'assenza di poliovirus selvaggi, l'Italia ha contribuito all'ottenimento della certificazione polio-free per la Regione Europea nel 2002.


Strategie intensive meglio del controllo

Una diminuzione nell'intensità della strategia vaccinale determina un rapido aumento di individui suscettibili all'infezione e un incremento di casi di paralisi poliomielitica: anche piccole riduzioni delle immunizzazioni possono portare a forti risalite dell'infezione, come si è dimostrato in vari Paesi (e non solo per la polio).

Sul piano economico, la spesa per raggiungere l'eradicazione è elevata ma un aumento degli investimenti (di svariati miliardi di dollari) per raggiungere tale fine è giustificato, in quanto bisogna considerare i maggiori benefici sul lungo termine; anche l'introduzione del vaccino iniettivo (IPV, o Salk) dopo aver raggiunto l'eradicazione costerebbe meno dell'implementazione delle strategie di controllo con sole immunizzazioni di routine per vent'anni.



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